san severo








La zona di San Severo

L'area vitivinicola di San Severo è posta sulla seconda pianura italiana per estensione, il famoso Tavoliere delle Puglie, nella provincia di Foggia. L'ubicazione esatta è al centro dell'area denominata Alto Tavoliere, un tratto ampio di pianura di bassa altitudine. Si tratta infatti di una zona a soli 85 metri di altitudine, usata per la coltivazione dell'uva, contrariamente alla gran parte dei vigneti d'Italia utilizzati nella vinificazione. La zona vanta una antropizzazione molto antica, e fu tra le prime zone abitate nel Paleolitico, grazie soprattutto al suo clima mite. San Severo fu fondato, secondo la mitologia greca, addirittura da Diomede, uno dei grandi eroi achei che sconfissero Troia e conservò il nome originario fino al 536 dopo Cristo, per assumere quello attuale, più cristiano, quando ormai la religione di Roma divenne quella cattolica. Severo era un governatore romano convertitosi al cattolicesimo, la cui esistenza non è mai stata accertata, e che la chiesa fece santo, dedicandogli poi il nome della antica città di Casteldrione, in latino Castrum Drionis, nata appunto dal volere dell'eroe greco.

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La terra su cui si coltiva

san severo La geologia di un'area è fondamentale per le culture agricole. Ogni alimento ha bisogno di terreni specifici per ottenere il massimo della qualità e del gusto. Questa parte d'Italia è nata dall'emersione dell'antico mare della Tetide, come la maggior parte della penisola, e quindi ha forti connotati calcarei. Il calcare è una delle strutture geologiche migliori per la vite, assieme ad altre presenti nel terreno. I terreni di San Severo contengono anche sabbie e argille, oltre che ai classici sedimenti degli antichi fondali marini. La geologia di questa zona risale al Quaternario antico, ed oggi è leggermente in pendenza. La quota massima dell'Alto Tavoliere è di 163 metri, all'interno, per scendere verso la costa a soli 23 metri. Questo rappresenta una rarità rispetto alle zone dove normalmente viene coltivata l'uva, generalmente collinari e a quote maggiori.

L'Alto Tavoliere è solcato per lo più da torrenti, visto che notoriamente, la Puglia soffre di una scarsità fluviale. L'acqua è tutta nel sottosuolo carsico, ma in superficie possiamo trovare qualche ruscello, come il Potesano, il Santa Maria e altri, tra i quali il Candelaro, l'unico corso d'acqua considerato fiume, nella zona. Durante l'estate questi torrenti sono asciutti e in secca, ma l'irrigazione viene garantita dalle acque sotterranee, arricchite dalle acque piovane che penetrano i terreni attraverso molte fessurizzazioni.

Il clima è quello tipico del sud, anche se la presenza dell'Appennino a pochi chilometri, e la relativa latitudine settentrionale della zona, porta in genere inverni più rigidi rispetto alle provincie pugliesi più settentrionali. Le escursioni termiche sono dunque forti, e la pianura è molto ventilata.

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Le uve rosse a San Severo

montepulciano La zona vinicola di San Severo, essendo la più settentrionale della regione Puglia, vicino a quello che è considerato il centro della penisola, coltiva delle uve diverse da quelle classiche pugliesi. Qui non si coltiva, per la Doc, il Primitivo o il Negroamaro, ma il Montepulciano e il Sangiovese, classiche di regioni poco distanti, come l'Abruzzo. Sono vitigni tipici del centro ma che qui possono ancora crescere e fornire vini apprezzabili.

Il Montepulciano è infatti un'uva vigorosa dalla maturazione tardiva. Fornisce vini alcolici, intensi e dai forti profumi. Quando ben vinificato, il Montepulciano riesce a garantire vini di alta qualità, quasi allo stesso livello dei grandi toscani. Il loro colore profondo, la loro complessa struttura, ne fanno tra i grandi vitigni d'Italia, assieme al Nebbiolo e al Sangiovese, qui coltivato per la denominazione di origine. Il Montepulciano si trova bene su questi terreni, perché ama le escursioni termiche ma anche il clima caldo della zona. Il terreno di medio impasto è tra i suoi preferiti, anche se deve stare attento ad alcune malattie.


I vini rossi della Doc

san severo Il San Severo viene protetto dalla apposita Doc che venne istituita già nel 1968, assieme alle prime denominazioni approvate. La produzione sotto la denominazione può essere svolta su sette comuni della zona, tutti nella provincia. Si tratta di San Severo, ma anche di Lucera, Apricena, Torremaggiore, San Paolo di Civitate, Poggio Imperiale e Lesina.

Il Montepulciano è il vitigno principale della Doc, e non deve essere inferiore, nel vino, al 70% della vinificazione. Spesso viene utilizzato anche in purezza, altrimenti si può tagliare con un massimo del 30% con il Sangiovese.

Tutti i vitigni devono rendere al massimo 12 tonnellate per ettaro, e produrre dei vini rossi che non prevedono altre etichette, come il Riserva o il monovitigno. La gradazione alcolica deve superare gli 11,00% vol.

Sono ottimi vini, corposi e alcolici, in cui gli invecchiamenti portano ad un'attenuazione del colore verso il mattone. Ottima la struttura, e il corpo asciutto, che va bene con numerose carni e formaggi.


san severo: I migliori vini

La zona del San Severo Doc è abbastanza ristretta, e quindi trova pochi produttori. Tra i tanti, Teanum produce il Favùgne, che richiama le guerre puniche. Tra i migliori c'è D'Alfonso del Sordo che produce un assemblaggio perfetto dal disciplinare, rispettando esattamente il 70% di Montepulciano e il 30% di Sangiovese. Ottimo naso alla rosa e alle ciliege sotto spirito, perfettamente abbinati con il filetto.

Poi il monovitigno Montepulciano Terra Quadra di Cantina Ariano, perfetto per la carne speziata e i gusti forti, come quelli dei grandi formaggi.


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