Descrizione
Quando si parla di tè si vuole indicare una bevanda consistente in un decotto oppure infuso che si ricava dalle foglie di una pianta legnosa. Spesso queste possono essere miscelate con varie spezie, oppure essenze o erbe. Un paese molto noto per il consumo del tè è il Regno Unito che ne ha fatto quasi un simbolo nazionale. Al palato questa bevanda ha un sapore amaro e la sua principale caratteristica è il potere astringente. Dopo l'acqua, il tè è la seconda bevanda al mondo più consumata. Intorno alla seconda metà degli anni ottanta del xx secolo si è diffuso moltissimo il consumo di tè freddo, ovvero un prodotto principalmente industriale che si ricava sempre mediante infusione e successivamente imbottigliato, da bere una volta mantenuto in frigo specialmente in estate come bevanda rinfrescante. Attualmente le varietà di tè più diffuse sono quello classico al limone e quello aromatizzato alla pesca. Vi sono circa sei tipologie base di tè e sono: 1. Tè nero 2. Tè verde 3. Tè bianco 4. Tè Oolong 5. Tè giallo 6. Tè postfermentato o Tè Pu'er Le varietà sopra elencate derivano dalle medesima pianta, ma si realizzano mediante l'impiego di trattamenti differenti, e presentano inoltre gradi di ossidazione o fermentazione diverse. Il tè nero ad esempio è un tè fermentato, mentre il tè verde non subisce questo processo, e gli Oolong sono i semifermentati. Una volta subito il processo di essiccazione è possibile ottenere il tè deteinato, oppure quello pressato o aromatizzato. Attualmente la parola “Tè” viene utilizzata come termine o sinonimo improprio per indicare un'altra bevanda, la “Tisana”, oppure per indicare gli infusi o i preparati a base di Camelia Sinensis. Con il termine Tè Rosso invece, si vuole indicare il Carcadè oppure l'infusione del Rooibos del Sudafrica, che però non contengono la Camelia Sinensis.
Storia del tè
I primi riferimenti sui testi antichi per quanto riguarda il consumo del tè risalgono al terzo secolo in Cina. I primi in assoluto a promuovere questa bevanda furono senza dubbio i monaci buddisti, che la utilizzavano come bevanda rituale e come tonico ricostituente. Il tè si diffuse moltissimo durante l'epoca Tang, grazie all'enorme contributo del Canone del tè, che venne scritto da Lu Yu nel 760. L'arte cinese raggiunse la sua massima espressione durante la dinastia Song e nello stesso tempo infatti il tè si diffuse anche anche in Giappone . Successivamente nel sedicesimo secolo venne codificata una versione particolare che prese il nome di “Cha no yu”. Nel corso della dinastia dei Ming si diffuse moltissimo in Cina la produzione delle foglie di tè.
Metodi di estrazione della teina
Come abbiamo anticipato dalle foglie di tè essiccate si può realizzare il tè deteinato. I metodi sono differenti, ora vedremo insieme quali. 1. Metodo Etile Acetato: questo metodo è conosciuto anche come metodo “Naturale” e impiega l'Etile Acetato per rimuovere la caffeina all'interno delle foglie. L'Etile Acetato è presente già in natura sia nel tè che in altri frutti, come nelle pere, nelle mele, nei frutti di bosco e nel ribes, proprio per questo viene attribuito l'appellativo naturale. L'estrazione di tale sostanza dalla frutta e dalla verdura è impraticabile per questo il composto viene rigenerato in laboratorio, tramite un processo che si somiglia molto a quello utilizzato per decaffeinare il caffè, e consiste nell'immersione delle foglie di tè in acqua così da poter estrarre successivamente la caffeina. L'impiego dell'Acetato di Etile permette di separare dalle foglie la caffeina così da eliminarne oltre il 99,9%. 2. Metodo CO2: attraverso l'impiego di CO2 si estrae la caffeina dalle foglie di tè. Le foglie vengono inumidite mediante vapore acqueo e successivamente trattate con l'anidride carbonica, che una volta compressa si va ad unire alle particelle della teina estraendole così dalla pianta. La CO2 viene trasformata allo stato gassoso ed espulsa ed insieme ad essa il 99% della teina. Nel processo seguente le foglie di tè vengono lasciate asciugare per poi essere lavorate e confezionate. 3. Metodo Metilene Cloride: in questo caso per l'estrazione della teina viene utilizzato il Metilene Cloride. Il vantaggio principale che si ricava da tale metodo è che consente di riutilizzare la caffeina una volta estratta. Vi sono infatti in commercio moltissime bevande energetiche oppure a base di cola che tra gli ingredienti utilizzano la caffeina addizionata. Il solvente impiegato è altamente tossico se utilizzato in elevate quantità, ma grazie a i moderni processi industriali di estrazione, il metodo è del tutto sicuro, da momento che tutti i residui di solvente presenti nel tè deteinato attraverso tale processo sono inferiori a 1 PPM, contro i limite di legge imposto di 5 PPM. La casa produttrice di tè deteinato Rayal Tea non utilizza miscele trattate mediante questa lavorazione.
Domande frequenti
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Il tè deteinato contiene davvero zero caffeina?No, il tè deteinato non è completamente privo di caffeina, ma ne contiene quantità minime. A seconda del metodo di estrazione utilizzato, il prodotto finale mantiene generalmente meno dello 0,3% di caffeina rispetto al tè originale. Questo significa che una tazza di tè deteinato può contenere ancora fino a 5-10 mg di caffeina, contro i 40-70 mg del tè normale. Sebbene sia sufficiente per chi deve evitare stimolanti forti, persone estremamente sensibili potrebbero comunque avvertire lievi effetti. È quindi una scelta sicura per la maggior parte dei consumatori, ma non paragonabile a una tisana priva di sostanze eccitanti.
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Quali sono i metodi più sicuri per la decaffeinizzazione del tè?Esistono tre metodi principali: acetato di etile, anidride carbonica (CO2) e cloruro di metilene. Il metodo con acetato di etile è spesso definito "naturale" perché questa sostanza si trova anche nella frutta, ma viene sintetizzata in laboratorio; è considerato sicuro e rimuove oltre il 99,9% della caffeina. Il metodo con CO2 supercritica è tecnicamente avanzato e preserva bene il sapore, agendo come solvente selettivo. Il cloruro di metilene, pur essendo efficace e permettendo il recupero della caffeina, richiede controlli rigorosi poiché il residuo deve essere inferiore a 1 PPM per legge. Entrambi i metodi chimici sono approvati e sicuri se rispettano i limiti normativi.
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La decaffeinizzazione altera il gusto o le proprietà benefiche del tè?La decaffeinizzazione può modificare leggermente il profilo aromatico, rendendo il tè talvolta meno intenso o leggermente diverso dall'originale, poiché alcuni composti volatili possono essere persi durante il processo. Tuttavia, la maggior parte dei nutrienti benefici, come gli antiossidanti polifenolici, rimane intatta. In particolare, il metodo con anidride carbonica tende a preservare meglio il sapore originale rispetto ai solventi chimici. Chi cerca un'esperienza sensoriale simile al tè classico dovrebbe preferire marche che utilizzano tecniche delicate o certificazioni specifiche sulla qualità del trattamento, verificando sempre l'etichetta per capire quale processo è stato adottato.
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Posso bere tè deteinato la sera prima di dormire?Sì, il tè deteinato è generalmente adatto per il consumo serale, soprattutto per chi soffre di insonnia o sensibilità alla caffeina. Poiché la maggior parte della teina è stata rimossa, il rischio di interferire con il ciclo del sonno è minimo. Tuttavia, dato che non è mai totalmente assente, individui particolarmente sensibili potrebbero notare lievi effetti. Per un riposo ottimale, molte persone preferiscono le tisane pure (senza Camellia sinensis) che sono completamente prive di stimolanti. Il tè deteinato resta comunque un'ottima alternativa al caffè o al tè tradizionale, offrendo il piacere della bevanda calda senza l'eccitazione nervosa tipica della caffeina.
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C'è differenza tra tè nero, verde o bianco quando sono deteinati?Sì, c'è una differenza significativa. Il tè nero, verde, bianco e oolong provengono tutti dalla stessa pianta, Camellia sinensis, ma differiscono per grado di ossidazione e lavorazione. Quando questi tipi vengono decaffeinizzati, mantengono le loro caratteristiche distintive di colore e sapore, ma con livelli di caffeina ridotti drasticamente. Ad esempio, un tè verde deteinato conserverà il suo tipico gusto erbaceo e i suoi antiossidanti, mentre il tè nero deteinato manterrà il corpo e la robustezza tipici. La scelta dipende quindi dal gusto personale e non dalla presenza di caffeina, poiché tutti i tipi base possono subire lo stesso processo di estrazione della teina.


