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Pan dei morti lombardo: la ricetta tradizionale

Aggiornato il 01 ottobre 20264 capitoli
Un dolce di Ognissanti nato per non sprecare niente

Un dolce di Ognissanti nato per non sprecare niente

Il pan dei morti lombardo è il biscotto scuro, schiacciato e profumato di spezie che tra l'1 e il 2 novembre compare nelle case e nelle pasticcerie della regione. Nasce nelle cucine contadine come dolce povero: con i biscotti avanzati, la frutta secca della stagione e un bicchiere di vino si metteva insieme qualcosa di ricco e nutriente senza buttare via nulla. La tradizione cattolica lo lega alla commemorazione dei defunti insieme alle ossa e alle fave dei morti, e vuole che i tre dolci vengano offerti a chi, in quella notte, torna dall'aldilà dopo un lungo viaggio. C'è anche chi ne fa risalire l'antenato all'antica Grecia, a un impasto di acqua, farina e uva passa dedicato a Demetra perché garantisse un buon raccolto. Oltre alla Lombardia lo si prepara in Liguria e in Toscana, con proporzioni e nomi diversi, perché ogni famiglia tramanda la propria versione e la adatta ai gusti di casa. Col tempo sono arrivati il cacao e il vino liquoroso, che hanno reso questi dolcetti più intensi di quanto fossero in origine. Se vi serve un dolce da preparare qualche giorno prima e da tenere in dispensa per i primi di novembre, qui siete nel posto giusto.

Gli ingredienti: biscotti, frutta secca, cacao e spezie

Il carattere del pan dei morti dipende dal mix di biscotti che scegliete per l'impasto, perché è quello a dare struttura e aroma al posto del burro e delle uova intere. Una base che funziona bene prevede 200 g di biscotti secchi, 200 g di savoiardi e 100 g di amaretti: i secchi fanno corpo, i savoiardi alleggeriscono, gli amaretti portano la nota di mandorla amara. Se in casa non li gradiscono, togliete gli amaretti e aumentate gli altri due, mantenendo lo stesso peso totale. Completano la parte secca 250 g di farina 00, 200 g di zucchero, 10 g di lievito per dolci e 50 g di cacao amaro setacciato, che dà il colore bruno tipico. Per la parte ricca contate 120 g di frutta secca tra mandorle, noci e nocciole tritate grossolanamente, 100 g di uvetta e 120 g di fichi secchi, anche loro tritati. A legare tutto servono 6 albumi e 100 ml di marsala o di un altro vino dolce, più un cucchiaino raso di cannella e un pizzico di noce moscata: le spezie vanno dosate con misura, altrimenti coprono il cacao. Gli albumi vanno usati crudi e non montati, quindi scegliete uova freschissime e tenete da parte i tuorli per una crema o una frittata.

Impasto, formatura e cottura passo per passo

Si comincia dall'ammollo: coprite l'uvetta con il marsala, oppure con acqua tiepida se preferite tenere il vino tutto nell'impasto, e lasciatela riposare una decina di minuti prima di strizzarla. Nel frattempo riducete i biscotti in polvere fine con un tritatutto o dentro un sacchetto, pestandoli con il mattarello, e tritate grossolanamente frutta secca e fichi. In una ciotola capiente setacciate farina, cacao e lievito, unite zucchero, cannella, noce moscata e un pizzico di sale, poi aggiungete i biscotti polverizzati e tutta la frutta. Alleggerite gli albumi con una frusta solo fino a renderli spumosi, non a neve, e versateli insieme al vino: mescolate con una spatola fino a ottenere un impasto morbido ma compatto, correggendolo con un cucchiaio di vino se risulta asciutto o con un cucchiaio di farina se cede troppo. Con le mani leggermente inumidite formate degli ovali schiacciati alti circa un centimetro e mezzo e disponeteli distanziati sulla teglia con carta da forno, perché in cottura si allargano. Cuocete nel forno statico preriscaldato a 200 °C, abbassando subito a 180 °C, per circa 20 minuti; nel ventilato scaldate a 190 °C e proseguite a 170 °C. I tempi cambiano da forno a forno, quindi sfornate quando la superficie è asciutta: appena cotti sono molto morbidi e si assestano raffreddando.

Conservazione, varianti e come portarli in tavola

Fate raffreddare completamente i biscotti sulla griglia prima di toccarli, poi spolverizzateli di zucchero a velo e riponeteli in una scatola di latta: restano fragranti per diversi giorni e dopo ventiquattro ore il profumo di spezie e vino si sente ancora meglio. Nelle versioni più antiche l'impasto si appoggia su un foglio di ostia alimentare, che si taglia intorno al biscotto prima di infornare; è un dettaglio bello da vedere ma non indispensabile, quindi procedete tranquillamente senza se non la trovate. Il pan dei morti si accompagna con un vino liquoroso, con un passito o semplicemente con il tè del pomeriggio. Chi preferisce evitare l'alcol può bagnare l'uvetta in acqua tiepida e sostituire il vino con pari quantità di succo d'arancia o di latte, sapendo che il risultato sarà un po' più dolce e meno aromatico. Tenete presente che si tratta di un dolce molto energetico, ricco di zuccheri e di frutta secca: regolatevi su un paio di biscotti alla volta, lontano dai pasti principali, e se seguite una dieta particolare o convivete con il diabete chiedete prima al vostro medico o al farmacista come inserirli. Così vi godete la ricorrenza senza rinunce e senza eccessi.

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