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Pane alle noci fatto in casa

Aggiornato il 17 ottobre 20264 capitoli
Ingredienti e noci nuove: cosa serve per una pagnotta rustica

Ingredienti e noci nuove: cosa serve per una pagnotta rustica

Il pane alle noci fatto in casa dà il meglio proprio in ottobre, quando sui banchi arrivano le noci nuove dell'annata: i gherigli sono ancora chiari, carnosi e privi di quel retrogusto amaro che compare con i mesi di conservazione. Se le compri con il guscio, rompile il giorno stesso in cui impasti e assaggia qualche gheriglio prima di tritarlo, perché una sola noce rancida compromette il profumo di tutta la pagnotta. Per un filone da circa sei persone servono circa 500 grammi di farina, meglio se divisi tra una farina di tipo 0 e una integrale, così la mollica resta soffice ma con un gusto rustico che sostiene il sapore della frutta secca; se preferisci un pane più chiaro, aumenta la quota di farina 0 o usa una parte di manitoba, che regge meglio il peso delle noci. Aggiungi tra 100 e 150 grammi di gherigli, circa 300 millilitri di acqua tiepida, un cucchiaino di sale, un cucchiaino di zucchero per aiutare il lievito e un paio di cucchiai di olio extravergine. Come lievito puoi usare una bustina di lievito di birra secco oppure il fresco, ricordando che con il secco l'impasto chiede un po' più di acqua e tempi di lievitazione più lunghi.

Impasto e pieghe: come inserire le noci senza appesantire la mollica

Sciogli il lievito nell'acqua tiepida con lo zucchero, versalo a poco a poco sulle farine già mescolate con il sale e lavora fino a ottenere un panetto sodo ed elastico, che non si attacca più alle dita. A questo punto non aggiungere ancora le noci: impasta per qualche minuto piegando la pasta su se stessa e portando i lembi verso il centro, perché queste pieghe costruiscono la maglia glutinica che dovrà sostenere il peso dei gherigli durante la lievitazione. Le noci vanno tritate grossolanamente con il coltello, non frullate, altrimenti rilasciano olio e colorano la mollica di grigio; tieni da parte qualche gheriglio intero per la superficie. Incorporale solo quando l'impasto ha preso struttura, distribuendole sulla pasta stesa in un rettangolo e richiudendola con un paio di pieghe, così restano ben distribuite senza spezzare la rete di glutine. Se l'impasto ti sembra troppo asciutto dopo l'aggiunta, inumidisciti le mani invece di versare altra acqua: le noci assorbono poca umidità e un impasto troppo molle è il motivo più frequente di una mollica umida e compatta al taglio.

Lievitazione, formatura e cottura della pagnotta

Copri il panetto con un canovaccio o con la pellicola e lascialo lievitare in un punto caldo della cucina, lontano da correnti d'aria, fino al raddoppio: con il lievito di birra ci vuole circa un'ora e mezza, ma in una casa fresca di ottobre il tempo si allunga, quindi guarda il volume e non l'orologio. Riprendi poi l'impasto sulla spianatoia infarinata, sgonfialo appena e dagli la forma che preferisci, filone o pagnotta rotonda, chiudendo bene la saldatura sul fondo. Sistemalo su una teglia con carta forno e attendi una seconda lievitazione di circa due ore, finché non è di nuovo raddoppiato. Prima di infornare decora con i gherigli interi tenuti da parte e, se vuoi una crosta più rustica, pratica un taglio deciso con una lametta. Cuoci in forno statico a 190 °C per circa 40-45 minuti, oppure a 180 °C se usi il ventilato: il pane alle noci è pronto quando la crosta è scura e, battendo sul fondo, suona vuoto. Lascialo raffreddare del tutto su una gratella prima di tagliarlo, perché la mollica finisce di asciugarsi fuori dal forno e un taglio a caldo la rende gommosa. Se usi il lievito madre, considera una lievitazione molto più lunga, anche una notte in frigorifero, con tempi che dipendono dalla forza del tuo lievito e dalla temperatura di casa.

Abbinamenti con i formaggi d'autunno e conservazione

Una volta freddo, il pane alle noci è pensato per il tagliere d'autunno. Le note tostate dei gherigli accompagnano bene i formaggi stagionati a pasta dura, come un pecorino o un formaggio di malga invecchiato, e reggono gli erborinati, il cui gusto deciso trova nella mollica rustica un contrasto che pulisce il palato. Affianca fette sottili a un cucchiaio di miele di castagno, a qualche chicco d'uva o a spicchi di pera e fichi tardivi, e completa con un salame di stagione o una mostarda di frutta: un tagliere così non richiede altro. Tostato con un velo di burro è ottimo anche a colazione. Per conservarlo, avvolgilo in un canovaccio di cotone o in un sacchetto di carta e tienilo a temperatura ambiente, dove resta buono per due o tre giorni; evita la plastica, che ammorbidisce la crosta. Se ne hai preparato in abbondanza, tagliarlo a fette e congelarlo ti permette di scongelare solo quanto serve, passandolo pochi minuti in forno caldo per ritrovare la crosta croccante.

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