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pizza con pomodoro

Aggiornato il 12 febbraio 20183 capitoli5 domande frequenti
Pizza con pomodoro

Pizza con pomodoro

Come sappiamo una buonissima pizza deve essere sufficientemente lievitata, e questo implica una lunga attesa, anche di diverse ore. La pizza rientra a far parte delle ricette tradizionali del nostro paese, che vanta una infinità di tipologie tutte differenti in base alle tradizioni culinarie di ogni singola regione. Essa può essere alta, bassa, ripiena, tonda, quadrata, con verdure, latticini, pesce, e perché no anche con la frutta, con la nutella, dolce o salata. La pizza si può cuocere nel forno a legna oppure nel classico forno che tutti noi abbiamo in casa, statico o ventilato. È ideale per essere servita in casa come cena del sabato sera, accompagnata con della buona birra fresca, oppure per serata tra amici, o ancora per la merenda dei vostri bambini, che amano assaporarla davanti al televisore mentre guardano i cartoni animati. Come tutte le cose migliori, la pizza non va fatta mai di fretta.

Pomodoro

Il pomodoro nasce nell'America centrale e nel Sudamerica e nella parte meridionale dell'America Settentrionale , nelle zone comprese tra il Messico ed il Perù. Gli antichi Aztechi lo chiamavano Xitomatl, e takle termine indicava diversi frutti che si somigliavano tra di loro, generalmente dalle quali si ricavava un succo. La salsa di pomodoro era parte integrante della dieta di queste popolazioni. Sembra che il pomodoro era considerato un frutto afrodisiaco, e proprio per questo i francesi anticamente lo consideravano Pomme d'Amour, ovvero Pomo d'Amore. Pare inoltre che dopo la sua introduzione in Europa, Sir Walter Raleigh avrebbe regalato questa pianta colma dei suoi frutti alla Regina Elisabetta. Il pomodoro sbarcò in Europa nel 1540, grazie allo spagnolo Heman Cortes, che portò con se una volta rientrato in patria alcuni esemplari, ma la sua coltivazione e diffusione avvenne nella seconda metà del XVII secolo. Nel nostro paese il pomodoro venne documentato per la prima volta nel 1544 da parte di Pietro Mattioli, e più tardi grazie alle condizioni climatiche favorevoli venne introdotto in Emilia Romagna, in Toscana, in Liguria, nel Piemonte, in Sicilia, in Sardegna e nel sud del Lazio. Con il passaggio in Europa si ebbe il viraggio del suo colore, che originariamente era oro, fino all'attuale rosso, mediante varie selezioni ed inneschi. Nello specifico la tradizione locale narra che la selezione decisiva del viraggio si ebbe nei pressi dell'Agro Nocerino intorno al 700, dove l'intera colorazione del frutto era una delle principali industrie, nel cui circondario venivano conservate diverse varietà molto importanti come ad esempio il pomodoro di Sorrento, ovvero ingrediente fondamentale dalla famosa caprese, oppure il pomodoro corbarino ed il pomodoro giallo del Vesuvio, che ancora oggi conserva il colore originale. Inizialmente si credeva che il pomodoro fosse una pianta velenosa, perché il suo aspetto estetico era molto simile all'erba morella. Con passare del tempo però venne adottata insieme alla patata che tutti noi ancora oggi consumiamo come pianta decorativa. La borghesia impiegava tali piante straniere come ornamenti che mettevano in vasi preziosi alle finestre oppure nei cortili. IN Spagna i primi pomodori che giunsero vennero piantati da un medico botanico che scrisse successivamente il libro dal titolo: Delle cose che vengono importate dall'Indie occidentali pertinenti all'uso della medicina. Gradualmente la pianta di pomodoro venne utilizzata sia come rimedio farmacologico che come alimento in cucina.

Ricetta pizza pomodoro

Per la preparazione di questa ricetta per 8 persone dovete avere in casa i seguenti ingredienti: 350 grammi di farina bianca 150 grammi di farina di semola di grano duro 500 grammi di passata di pomodoro 1 cubetto di lievito di birra fresco 250 ml di acqua naturale 6 cucchiai di olio di oliva parmigiano q.b Procedimento: Mescolate le farine insieme al sale fine in contenitore grande. Fate sciogliere bene il lievito in acqua tiepida ed impastate per alcuni minuti, aggiungendo l'acqua. Impastate energicamente e realizzate una palla. Dopodiché trasferitela in un contenitore e coprite con un panno lasciando lievitare almeno il doppio del del volume. Accendete il forno a 220 gradi e prendete due teglie rettangolari di grandi dimensioni. Rivestitele con la carta da forno. Ora mescolate la passate di pomodoro con il sale e l'olio di oliva. Prendete nuovamente l'impasto, lavoratelo e dividetelo in due panetti. Prendete una parte e stendete nella teglia con i palmi delle mani. Successivamente condite con il pomodoro e lasciate cuocere in forno per circa 10 minuti.

Domande frequenti

  • Quanto tempo deve lievitare l'impasto per la pizza?
    La lievitazione è il segreto per una pizza leggera e digeribile. Dopo aver impastato le farine con il lievito sciolto in acqua tiepida e l'olio, forma una palla e mettila in un contenitore coperto. Lascia riposare l'impasto finché non raddoppia il suo volume iniziale. Questo processo richiede solitamente alcune ore, poiché una lievitazione lenta permette agli enzimi di scomporre gli amidi, rendendo la pizza più facile da digerire e conferendole un aroma migliore. Non avere fretta: una corretta lievitazione è fondamentale per ottenere la struttura alveolata desiderata.
  • Quali tipi di farina sono consigliati per la pizza casalinga?
    Per ottenere un impasto bilanciato, si consiglia di utilizzare un mix di farine. Nella ricetta proposta, si combinano 350 grammi di farina bianca (generalmente di forza, ricca di glutine per dare elasticità) con 150 grammi di semola di grano duro. La semola aggiunge croccantezza e struttura, aiutando l'impasto a mantenere la forma durante la cottura. Questa combinazione garantisce una pizza che non risulta né troppo dura né troppo elastica, perfetta per essere stesa con le mani sulle teglie rivestite di carta da forno.
  • A quale temperatura e per quanto tempo devo cuocere la pizza?
    Preriscalda il forno statico o ventilato a 220 gradi Celsius. Una volta steso l'impasto nelle teglie rettangolari e condito con la passata di pomodoro, sale e olio d'oliva, inforna per circa 10 minuti. Il tempo di cottura può variare leggermente in base alla potenza del tuo forno domestico. Controlla che i bordi siano dorati e la base cotta. Se preferisci una pizza più croccante, puoi aumentare leggermente la temperatura negli ultimi minuti, ma fai attenzione a non bruciare il pomodoro, che cuoce velocemente.
  • Posso usare la passata di pomodoro direttamente senza cuocerla prima?
    Sì, per la pizza al pomodoro classica è preferibile usare la passata cruda. Mescola la passata con un pizzico di sale e un giro di olio d'oliva extravergine prima di spalmarla sull'impasto. Cuocendo la pizza nel forno caldo, il pomodoro si cuocerà contemporaneamente all'impasto, mantenendo intatti i suoi nutrienti e il sapore fresco. Evita di aggiungere formaggi pesanti se vuoi una versione leggera; il parmigiano grattugiato aggiunto dopo la cottura o poco prima della fine può arricchire il gusto senza appesantire la digestione.
  • C'è un modo per rendere la pizza più leggera e meno calorica?
    Certamente. Puoi ridurre la quantità di olio d'oliva utilizzato nell'impasto e sulla superficie, optando per uno spray o spennellando sottilmente. Inoltre, limita l'uso del parmigiano o evita formaggi aggiuntivi. Utilizzare una passata di pomodoro di qualità senza zuccheri aggiunti aiuta a controllare le calorie totali. La pizza al pomodoro rimane comunque un pasto completo grazie ai carboidrati della farina e ai licopeni del pomodoro, ma controllando i grassi saturi e le porzioni, diventa un'opzione equilibrata per cena o merenda.

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