Ingredienti e dosi per quattro persone
La vellutata di carote e zenzero è una delle zuppe che tornano in tavola con i primi freddi, quando la voglia di un piatto caldo e leggero si fa sentire più spesso. Per quattro persone servono circa 800 grammi di carote, 200 grammi di patate, mezza cipolla dorata, un pezzetto di zenzero fresco di circa 2 centimetri, circa 900 millilitri di brodo vegetale caldo, olio extravergine d'oliva, sale e pepe. Le patate non sono indispensabili, ma aiutano a legare la crema senza ricorrere alla panna, quindi valutate se tenerle in base alla consistenza che preferite. Scegliete carote sode e dal colore pieno, perché sono quelle che danno il gusto più dolce e la tinta più accesa alla crema; se avete a disposizione carote novelle o di piccola taglia, il risultato sarà ancora più delicato. Lo zenzero va preso fresco, con la buccia tesa e senza parti raggrinzite: quello in polvere si può usare in alternativa, ma ha un profumo più piatto e va dosato con attenzione, partendo da poco e assaggiando man mano.
Preparazione e cottura a fuoco dolce
Cominciate pelando le carote con un pelapatate e tagliandole a tocchetti, senza preoccuparvi troppo della regolarità dei pezzi, perché alla fine andrà tutto frullato; fate lo stesso con le patate e tritate finemente la cipolla. Sbucciate lo zenzero raschiandolo con il dorso di un cucchiaino, che segue meglio le curve della radice rispetto al coltello, e grattugiatelo. In una casseruola capiente scaldate qualche cucchiaio di olio e fate appassire la cipolla a fuoco dolce finché diventa trasparente, senza farla colorire, altrimenti la crema prenderebbe un retrogusto amaro. Unite carote, patate e zenzero, lasciate insaporire per un paio di minuti mescolando, poi coprite con il brodo caldo e salate leggermente. Portate a bollore, abbassate la fiamma, mettete il coperchio e lasciate cuocere per circa mezz'ora, o fino a tre quarti d'ora se i pezzi sono grandi: le verdure devono risultare tenerissime quando le infilzate con una forchetta. Prima di frullare, togliete un mestolo di liquido e tenetelo da parte: vi servirà per regolare la densità, perché una vellutata troppo liquida non si recupera, mentre una troppo densa si allunga in un attimo.
Consistenza vellutata e dosaggio dello zenzero
Frullate direttamente in pentola con il frullatore a immersione, muovendolo lentamente fino a ottenere una crema liscia e senza fili; se volete una vellutata di carote e zenzero ancora più fine, passatela al setaccio o al passaverdure a fori stretti. Per una versione più ricca potete aggiungere prima di frullare una noce di burro e qualche cucchiaio di panna, mentre se preferite restare sul leggero bastano un filo d'olio a crudo e un cucchiaio di yogurt greco al momento di servire, che con la sua acidità bilancia la dolcezza delle carote. Sulla quantità di zenzero conviene procedere per assaggi: la radice fresca varia parecchio di intensità da un pezzo all'altro, e il piccantino dovrebbe restare una nota di fondo, senza coprire il gusto della carota. Se a fine cottura vi sembra troppo timido, grattugiatene un altro poco direttamente nella crema e date un ultimo giro di frullatore. Qualche goccia di succo di limone aggiunta all'ultimo ravviva il sapore e rende il colore più brillante.
Come servirla e conservarla
Servite la vellutata ben calda in ciotole o piatti fondi, completando con crostini di pane casereccio tostati in padella con poco olio, una macinata di pepe nero e, se vi piace, qualche seme di zucca o di sesamo per dare un po' di croccantezza. Con una fetta di pane e una porzione abbondante diventa un primo piatto completo per la cena, mentre in dose ridotta si presta bene ad aprire un pranzo d'autunno prima di un secondo di carne bianca. Se ne avanza, lasciatela raffreddare e conservatela in frigorifero in un contenitore chiuso per due o tre giorni; riscaldatela a fuoco dolce aggiungendo un goccio di brodo o acqua calda, perché raffreddandosi tende a rassodarsi. Si può anche congelare in porzioni, meglio senza panna o yogurt, da unire solo dopo averla riscaldata. Preparata il giorno prima, anzi, i sapori si amalgamano meglio e lo zenzero risulta più morbido al palato.





