Stuzzicante.it · guide e consigli pratici
Bere · moscato

uva moscato

Aggiornato il 24 aprile 20183 capitoli5 domande frequenti
Uva Moscato

Uva Moscato. Introduzione

Il Moscato è un vitigno dal quale si ricava l'onimo vino e le sue origini sembrano risalire al bacino modio-orientale del Mediterraneo. Grazie ai colini greci tale vitigno si diffuse rapidamente nelle regioni italiane del meridione, perché queste popolazioni portarono con loro i semi oppure i tralci per poterlo coltivare all'interno delle colonie della Magna Grecia. Quella bianca è senza ombra di dubbio la varietà più pregiata. Queste uve venivano citate già all'epoca degli Antichi Romani, ed il suo nome deriva dalla parola “Muschio” proprio a causa del forte profumo intenso e della sua dolce aroma. Anticamente con il vitigno moscato si realizzava un vino molto dolce facendo appassire le uve. Nel periodo medioevale la diffusione avvenne anche nelle regioni nord del nostro paese tramite i veneziani, che con i loro spostamenti commerciali verso le isole del Mediterraneo lo importarono in seguito anche nel nord dell'Europa. Grazie al volere delle classi benestanti la diffusione avvenne molto rapidamente, nonostante i viticoltori non erano molto d'accodo sulla produzione di un vino passito che determinava non poche difficoltà.

Tipologie di Moscato

Il Moscato raggruppa diversi vitigni che si contraddistinguono per la colorazione diversa delle uve, sia da vino che da tavola. Le varietà più conosciute sono: 1. Moscato Bianco: questo vitigno è a foglia media e pentagonale, I suoi grappoli sono anch'essi medi dalla forma cilindrico-piramidale. L'acino è medio e dalla forma sferica e la sua buccia è molto sottile di colore giallo-verde. Esso viene coltivato principalmente nella Valle d'Aosta, nel Piemonte, nella Liguria, nel Veneto, nell'Emilia Romagna, in Toscana, in Umbria, nel Lazio, nell'Abruzzo, nel Molise, nella Campania, nella Puglia, nella Calabria e nella Sicilia. 2. Moscato giallo: questo vitigno è a foglia media ed i suoi grappoli sono medio-grande dalla forma piramidale allungata. L'acino dalla forma sferica anch'esso è di media dimensione mentre la buccia si mostra pruinosa e spessa di colore giallo. Esso viene coltivato in Veneto, nel Trentino Alto Adige, in Friuli-Venezia Giulia, in Sicilia ed in Sardegna. 3. Moscato di Terracina: questo vitigno è a foglia pentalobata media mentre gli acini sono grandi ed il grappolo ha una forma piramidale. Gli acini hanno una forma sferica e sono di colore giallo-verde. Esso è un vitigno tipico della zona di Terracina nel Lazio, oppure del basso agro pontino e della piana di Fondi. 4. Moscato di Saracena: questo vitigno è autoctono e la sua produzione interessa esclusivamente il comune di Saracena in Provincia di Cosenza nell'area di Pollino. Con questo vitigno si realizza il Moscato di Saracena, ovvero un vino passito. Esso si produce attraverso un antico procedimento dove è prevista la vinificazione separata dell'uva moscatello, ottenuta precedentemente dal vitigno autoctono di altre uve. Il mosto che si ottiene è delle uve Malvasia, Odoacra e Guarnaccia e vine poi concentrato con un processo di bollitura in grado di ridurlo di circa un terzo del totale. Questo procedimento conferisce un forte aumento del grado zuccherino e di conseguenza del grado alcolometrico. L'aroma ed il suo gusto particolare ed inconfondibile provengono dalle uve moscatello, raccolte e fatte appassire diverse settimane prima della vendemmia. 5 Moscato rosa: questo vitigno è a foglia media e pentagonale mentre il grappolo medio-grande ha una forma allungata piramidale. Gli acini sono medi e la loro buccia e pruinosa molto sottile di colore nero-blu. Questo vitigno viene prodotto nel Tentino Alto Adige e nel Friuli-Venezia Giulia. 6. Moscato nero: questo vitigno si mostra a foglia piccola pentalobata ed anche il grappolo è piccolo dalla forma cilindrica. Gli acini sono di grandezza media sferici e la loro buccia è consistente di colore nero-viola. Tale vitigno è tipico della zona dell'Acquese in Piemonte. 7. Moscato di Scanzo: questo vitigno è a foglia media pentalobata dalla forma pentagonale. Anche gli acini ed i grappoli sono medi. I chicchi hanno una buccia pruinosa e sono dio colore nero-blu. Tale vitigno è tipico della Lombardia nel comune di Scanzorosciate, dove si realizza il vino omonimo che prende il nome di Moscato di Scanzo DOCG. 8. Moscato Zibibbo o di Alessandria: questo vitigno ha origini egiziane ed è a foglia media trilobata ed alcune volte pentalobata. Il grappolo è grande dalla forma conico-piramidale ed allungata. L'acino si mostra dalla buccia molto spessa e grande di colore verde-giallastro. Vine coltivato nella regione di Sicilia e le uve sono utilizzate sia per realizzare il Moscato di Pantelleria oppure da tavola. 9. Moscatello Selvatico: questo vitigno si mostra con foglie di media o piccola grandezza, sia pentalobate ce trilobate. Il grappolo è medio dalla forma conico-cilindrica molto compatto. I suoi acini sono medio-grande e rotondi mentre la buccia è di colore giallo. Tale vitigno viene coltivato nella regione della Puglia.

Caratteristiche morfologiche

1. Germogliamento 2. Fioritura 3. Invaiatura 4. Maturazione dell'uva (seconda e terza decade del mese di settembre)

Domande frequenti

  • Quali sono le principali differenze tra il Moscato Bianco e il Moscato Giallo?
    Le due varietà si distinguono principalmente per la colorazione della buccia e le zone di coltivazione. Il Moscato Bianco presenta acini di colore giallo-verde con buccia sottile ed è diffuso capillarmente in quasi tutte le regioni italiane, dal Piemonte alla Sicilia. Al contrario, il Moscato Giallo ha una buccia pruinosa, spessa e di colore giallo acceso; i suoi grappoli sono generalmente più grandi e piramidali. Questa varietà predilige climi specifici ed è coltivata prevalentemente nel Nord Italia, come in Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, nonché in Sicilia e Sardegna. Entrambi i vitigni condividono il caratteristico profumo intenso derivante dai composti aromatici simili al muschio.
  • Cos'è il Moscato di Saracena e come viene prodotto?
    Il Moscato di Saracena è un vino passito autoctono prodotto esclusivamente nel comune di Saracena, in provincia di Cosenza. La sua produzione segue un metodo antico e complesso: si vinifica separatamente il mosto ottenuto da uve autoctone come Malvasia, Odoacra e Guarnaccia, concentrandolo mediante ebollizione fino a ridurne il volume di un terzo. Questo processo aumenta significativamente il contenuto zuccherino e alcolico. Successivamente, si aggiungono uve moscatello raccolte e fatte appassire per diverse settimane prima della vendemmia, conferendo al vino finale il suo aroma unico e inconfondibile.
  • Dove si coltiva il Moscato Zibibbo e quali sono le sue caratteristiche distintive?
    Il Moscato Zibibbo, noto anche come Moscato di Alessandria, ha origini egizie ma trova in Italia la sua massima espressione, specialmente in Sicilia. È caratterizzato da una foglia media, talvolta triloba o pentaloba, e da grappoli grandi, conici e allungati. Gli acini sono di grosse dimensioni, con una buccia molto spessa e di colore verde-giallastro. A differenza di altri moscati, lo Zibibbo è particolarmente adatto alla coltivazione in ambienti aridi e ventosi, come a Pantelleria, dove dà vita al celebre Moscato di Pantelleria DOC. Viene utilizzato sia per vini dolci liquorosi che come uva da tavola.
  • Perché il nome 'Moscato' è legato al profumo dell'uva?
    Il nome 'Moscato' deriva direttamente dalla parola 'muschio', a causa del forte profumo intenso e dell'aroma dolce che caratterizzano questa varietà di vite. Già agli antichi Romani era nota per queste proprietà sensoriali. La presenza di terpeni e altri composti aromatici nelle bacche conferisce al vino e all'uva stessa un sentore persistente e distintivo, simile alle note legnose e floreali del muschio. Questa peculiarità olfattiva è stata il tratto identificativo principale fin dall'antichità, rendendo il vitigno immediatamente riconoscibile e apprezzato per la sua capacità di aromatizzare i vini in modo marcato.
  • Qual è la storia della diffusione del vitigno Moscato in Italia?
    Le origini del Moscato risalgono al bacino mediterraneo orientale. La sua introduzione e rapida diffusione nel Sud Italia avvennero grazie ai coloni greci, che portarono semi e tralci durante la fondazione delle colonie della Magna Grecia. In epoca medievale, i Veneziani ampliarono ulteriormente la sua coltivazione, introducendolo nelle regioni settentrionali d'Italia grazie alle loro rotte commerciali nel Mediterraneo. Da lì, il vitigno raggiunse il Nord Europa, diffondendosi soprattutto presso le classi benestanti. Nonostante le iniziali difficoltà tecniche nella produzione dei vini passiti, la domanda elevata ne garantì la persistenza e la diversificazione nelle varie regioni italiane.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche