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pedavena birra

Aggiornato il 24 novembre 20145 capitoli5 domande frequenti
birra Pedavena

La storia

La fabbrica di birra Pedavena nasce il 27 marzo 1897 per volontà dei fratelli Luciani, Luigi, Sante e Giovanni che da Canale d’Agordo in provincia di Belluno si trasferirono a Pedavena per aprire lo stabilimento che avrà subito un discreto successo sia grazie all'ottima gestione di famiglia che alle materie prime utilizzate, di ottima qualità, tra cui l’acqua oligominerale presente sulle Dolomiti della zona, un ottimo luppolo e un lievito molto puro. Un duro colpo alla famiglia avvenne nella prima guerra mondiale con la requisizione della fabbrica per cause belliche da parte delle truppe austriache. La famiglia Luciani riuscì ad ottenere indietro lo stabilimento dopo l'armistizio, anche se in condizioni non ottimali a causa dei colpi di cannone ed un successivo incendio. Ma già nel 1920 la produzione aveva raggiunto i 90.000 hl di produzione, posizionandosi così al secondo posto in Italia per quantità commerciate. Grazie a questi profitti la famiglia Luciani poté così far crescere ancora di più lo stabilimento, con nuove strutture e spazi più ampi. Tra le innovazioni quella della sala di cottura del 1927, in lega di rame decorata da mosaici e stucchi ancora integri. Gli affari erano ottimi tanto che l'anno successivo l'azienda acquisì la fabbrica di birra Dreher di Trieste, mentre il successivo ampliamento avvenne nel 1951 con nuovi impianti a Torino, Genova e Macomer. Successivamente purtroppo la fabbrica entrò in crisi, a causa della forte concorrenza europea, tanto da assumere prima il marchio Dreher prima di essere venduta alla Heineken nel 1974. Il periodo più buio avvenne nel 2004, quando a settembre la multinazionale olandese ordinò la chiusura della fabbrica a Pedavena. Ma la reazione dei lavoratori e dei cittadini portò ad una mobilitazione con comitati, sindacati e comune in prima linea per salvare la fabbrica. Si attiva anche un sito internet e il comitato di cittadini il 1 febbraio 2005 che arriva a raccogliere quasi 55 mila firme tanto da indurre la Heineken a concedere dapprima una proroga, e poi l'apertura delle trattative di vendita, in cui viene coinvolto anche il governo. Nonostante questo l'azienda subisce lo stop alla produzione ed una momentanea chiusura dello stabilimento il 29 luglio 2005, fino a quando, il 10 gennaio dell'anno successivo, il gruppo Castello di Udine acquisisce lo stabilimento e in aprile riprende la produzione. Oggi la produzione è di 45 mila bottiglie, tutte numerate.

La birra classica

La birra classica della Pedavena è la Superpremium a bassa fermentazione, che viene definita molto equilibrata e delicata al palato. La gradazione alcolica è di 5% Vol e la struttura si definisce piena e rotonda, con un retrogusto di luppolo molto leggero. La birra ha un bel color oro e la schiuma consistente e lunga. Questa birra risulta ottima se accompagnata con gli antipasti e i primi piatti dal gusto delicato, è perfetta per la pizza, ma accompagna bene anche i crostacei, le carni bianche e quelle stufate, nonché le fritture.

La birra speciale

Pedavena ha realizzato anche la Pedavena Speciale in cui maturazione e fermentazione vengono prolungate per ottenere una maggiore estrazione del luppolo. Si tratta di una birra di 5,9% Vol, che si segnala per il gusto marcato e pieno da celebrazione, giusta eredita della birra del centenario. Anche qui gli abbinamenti sono con gli antipasti e i primi, ma stavolta strutturati, e con l'immancabile pizza. Ottima anche con le carni rosse, anche alla griglia, la cacciagione e i dessert.

La birra Dolomiti

Pedavena produce anche birre con marchi diversi come la Dolomiti, nelle tipologie Pils, Doppio Malto, Speciale, Rossa, Rossa Doppio Malto e Non Filtrata. Il segreto di queste birre è il territorio delle Dolomiti con la sua acqua di grande purezza e la terra che fornisce un ottimo orzo di base per la fermentazione. Si tratta di un nuovo progetto intrapreso subito dopo la chiusura del 2005 con cui l'azienda ha voluto sottolineare ancora una volta il valore del territorio attraverso la locale Cooperativa La Fiorita sotto l'attenta vigilanza della Fabbrica di Pedavena.

Le altre birre

La Pedavena è protagonista anche della produzione della birra Superior che vuole andare incontro agli amanti del genere premium, con ingredienti di prima qualità che regalano una spuma cremosa, persistente ed elegante, la birra si presenta con una veste paglierina ed ha un naso ai fiori e ai frutti, ripetuto delicatamente al palato. Perfetta per gli antipasti e i risotti, si può bere anche con carne e pesce delicati. Si realizza con la lavorazione a bassa fermentazione. La temperatura di servizio ideale si aggira intorno ai 7°C e la gradazione alcolica si attesta sui 5,2% volumetrico. Si vende in bottiglie da mezzo litro, per essere bevuta durante i pasti piuttosto che nelle serate con gli amici.

Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche principali della birra Pedavena Superpremium?
    La Pedavena Superpremium è una birra a bassa fermentazione con una gradazione alcolica del 5%. Si distingue per un colore oro brillante, una schiuma consistente e duratura, e un profilo gustativo definito come pieno, rotondo ed equilibrato. Al palato offre una struttura delicata con un retrogusto di luppolo molto leggero. È considerata una birra versatile, ideale per accompagnare antipasti leggeri, primi piatti delicati, pizza, crostacei, carni bianche, carni stufate e fritture, grazie al suo equilibrio che non copre i sapori degli alimenti.
  • Cosa rende diversa la Pedavena Speciale dalle altre varianti?
    La Pedavena Speciale si differenzia per un processo produttivo unico in cui fermentazione e maturazione vengono prolungate intenzionalmente. Questo metodo permette una maggiore estrazione del luppolo, conferendo alla birra un gusto marcato, pieno e adatto alle occasioni di celebrazione, ereditando lo spirito della ricetta del centenario. Con una gradazione alcolica leggermente superiore al 5,9%, è consigliata per abbinarsi a piatti strutturati, pizze, carni rosse alla griglia, cacciagione e persino alcuni dessert, offrendo una complessità aromatica più intensa rispetto alla versione classica.
  • Come è nata la linea di birre Dolomiti e qual è il suo segreto?
    La linea Dolomiti è stata lanciata poco dopo la chiusura temporanea dello stabilimento nel 2005, come progetto per valorizzare il territorio bellunese. Viene prodotta sotto la vigilanza della Fabbrica di Pedavena ma attraverso la Cooperativa La Fiorita. Il segreto di questa gamma, disponibile in varie tipologie come Pils, Doppio Malto e Rossa, risiede nell'utilizzo esclusivo di risorse locali: l'acqua oligominerale pura delle Dolomiti e l'orzo coltivato nella zona. Questi ingredienti garantiscono un prodotto autentico che riflette l'identità geografica e ambientale del luogo di origine.
  • Quali sono gli abbinamenti alimentari suggeriti per la birra Superior?
    La birra Superior è formulata per gli amanti dei generi premium, caratterizzata da ingredienti di alta qualità che producono una spuma cremosa e persistente. Presenta note floreali e fruttate delicate sia al naso che al palato, con una gradazione del 5,2% e una temperatura di servizio ideale di 7°C. Per quanto riguarda gli abbinamenti, si consiglia di servirla con antipasti leggeri, risotti, carni delicate e pesci non troppo saporiti. La sua confezione da mezzo litro la rende particolarmente adatta a un consumo graduale durante i pasti rather than in contesti sociali intensi.
  • Perché la Pedavena è considerata un simbolo di resilienza storica?
    La Pedavena rappresenta un caso emblematico di resistenza industriale italiana. Dopo aver raggiunto picchi di produzione negli anni '20 e aver acquisito marchi importanti come Dreher, fu venduta alla Heineken nel 1974. Nel 2004 la multinazionale annunciò la chiusura dello stabilimento, scatenando una vasta mobilitazione popolare guidata dai lavoratori, dai sindacati e dal Comune. La raccolta di quasi 55.000 firme convinse l'azienda a riaprire le trattative, portando all'acquisizione da parte del Gruppo Castello nel 2006. Questa vicenda dimostra come la passione locale possa influenzare decisioni aziendali globali, salvando un patrimonio storico e artigianale.

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