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Aggiornato il 10 marzo 20143 capitoli5 domande frequenti
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Informazioni generali sul vino di Ischia

L'isola di Ischia è abitata da diversi millenni e naturalmente i suoi abitanti hanno iniziato a coltivare la vite come questa ha iniziato a diffondersi sia per il consumo da tavola che per la produzione di vino. La splendida isola quindi, già meta dei facoltosi dell'antichità, si vide protagonista anche di un'agricoltura locale di autosufficienza e produzione anche per piccole esportazioni. Il vino non era sicuramente tra i ricercati dell'impero, ma possedeva comunque discreta qualità tanto da limitare invece le importazioni ai soli vezzi dei nobili. Certamente la natura montagnosa dell'isola e la relativa ridotta dimensione delle superfici coltivabili hanno sempre fatto si che a parte alcuni prodotti, in particolare dell'artigianato o alcuni cibi come il vino appunto, le produzioni fossero esclusivamente a consumo locale. Ischia deve la sua orogenesi a fenomeni vulcanici. Questo per le uve significa una forte presenza di potassio, minerale essenziale per la loro crescita e per esaltare alcune caratteristiche organolettiche. Questa orogenesi eruttiva infatti ha dato vita all'isola che si è formata in un arco di tempo di circa 150 mila anni, quando questa attività vulcanica iniziò a conformare la struttura che oggi troviamo in loco. La struttura si compone di un nucleo centrale rappresentato dal Monte Epomeo che è costituito da tufo verde che ha trovato stratificazione sull'isola a partire da 130 mila anni fa. In questo periodo vi fu una sommersione, con chiara riemersione in periodi posteriori, dell'isola. Questo ha dato modo al tufo di assumere la caratteristica colorazione verde. Intorno a questo nucleo centrale si sono poi adagiate varie colate laviche, dando origine a tutta l'isola. Per quel che riguarda la situazione climatica questa sembra sia favorita dalla particolare topografia dell'isola che vede la forma a cono favorire i climi temperati, in particolare in inverno. Naturalmente buona è la presenza dei venti, sempre soffianti in una posizione geografica al centro del mare. Naturalmente l'esposizione è a tutti i venti, in ogni stagione in concomitanza con le varie ore della giornata in cui si hanno diverse orientazioni e diversi venti. A seconda di quali spirano, possiamo avere variazioni nel tasso di umidità anche del 63% nella brutta stagione, mentre nella buona stagione questa forbice chiaramente diminuisce. Il clima comunque risulta ottimo e confortevole in tutti i periodi dell'anno, tanto che gli antichi facoltosi della Roma imperiale qui costruirono ville dove rinfrescarsi ai venti marini durante l'estate.

Quali uve per l'Ischia rosso?

Sull'isola di Ischia vengono coltivati principalmente due vitigni per la produzione dei vini rossi sono il Guarnaccia e il Piedirosso. Il primo non è un originario autoctono della Campania, ma più molto più probabilmente francese, anche se non si hanno certezze al riguardo. A bacca rossa, dovrebbe a ragion di logica essere una variazione della Grenache, ma non sono state effettuate analisi genetiche che possano avvalorare questo sospetto, indebolito anche dal fatto che non vi sono grandi somiglianze sia somatiche che organolettiche. Attualmente però molti studiosi continuano a confermare la parentela con la famosa uva francese. Una corrente invece la vorrebbe addirittura autoctona, anche perché la sua scarsissima diffusione la rende difficile da collocare anche storicamente per la cronica mancanza di una documentazione passata che la descriva e ne attesti la presenza in altre aree. Quindi alcuni studiosi hanno anche avanzato l'ipotesi dell'origine classica di molti vitigni meridionali, ovvero l'importazione da parte dei coloni greci che attorno al VI secolo avanti Cristo diedero vita ad una fiorente civiltà ellenica nel sud della nostra penisola. Questo in quanto la si trova sia sulla costa campana che su quella calabra, nucleo principale di origine di tutte quelle uve. Solo ad Ischia però ha trovato un impiego primario insieme al Piedirosso. Quest'ultimo è invece autoctono anche se non si è rintracciata ancora la sua introduzione originale. Certamente presente fin dall'antichità è il secondo vitigno per ettari coltivati della regione, dopo l'onnipresente Aglianico. In Campania viene chiamato anche Per’ e palummo, perché il suo rachide ricorda il piede di un piccione. Da questo termine dialettale fu poi usato per molto tempo il termine italiano Piede di Palombo, da cui deriva infine il nome Piedirosso utilizzato a partire dal 1909 dal Carlucci. È un vitigno molto vigoroso che matura tardiva, in ottobre, ma offre rese medio-basse. Si tratta di acini che hanno un'elevata concentrazione zuccherina che forniscono un ottimo apporto alcolico mescolato ad una buona acidità.

Il vino d'Ischia rosso

Ad Ischia la denominazione di origine controllata fu approvata con decreto ministeriale già il 31 luglio 1973, e per i vini rossi frutta il Guarnaccia dal 40 al 50%, e il Piedirosso in egual percentuale. Le rese possono essere spinte fino alle 9 tonnellate per ettaro. Le uve provengono da terreni vulcanici con molto scheletro, ricchi in potassio, pomice e anidride fosforica. Così si hanno dei bei vini rosso rubino, con aromi vinosi e un buon tannino. Sono ottimi sia con le carni che con alcuni pesci salati, come il baccalà. Provatelo anche con l'abbacchio, il coniglio, o la cucina tradizionale romana a base di interiora, in particolare la trippa. Esiste anche la versione passita da abbinare ai dessert. L'isola vede chiaramente la presenza di pochissimi produttori data la scarsa estensione coltivabile. I due principali, D'Ambra e Pietratorcia, lavorano con cura i loro vini. D'Ambra produce il Piedirosso in perfetto abbinamento con il coniglio all'ischitana. Le Cantine Pietratorcia invece regalano grandi vini di pregio abbinabili a vari piatti.

Domande frequenti

  • Quali sono i vitigni principali utilizzati per produrre il vino rosso di Ischia?
    La produzione del vino rosso ischitano si basa principalmente su due vitaggi: il Piedirosso e il Guarnaccia. Il Piedirosso è un vitigno autoctono molto diffuso in Campania, noto per la sua maturazione tardiva e per fornire al vino un buon equilibrio tra alcolicità e acidità. Il Guarnaccia, invece, è meno comune e la sua origine esatta è oggetto di dibattito tra gli studiosi; alcuni ipotizzano una discendenza dalla Grenache francese, altri un'origine greca antica. Nella Denominazione di Origine Controllata (DOC), questi due vitaggi devono essere presenti in percentuali simili, variando tra il 40% e il 50% ciascuno, creando un blend caratteristico dell'isola.
  • Come influisce il terreno vulcanico sulle caratteristiche organolettiche del vino?
    La natura geologica di Ischia, nata da attività vulcanica milioni di anni fa, gioca un ruolo fondamentale nella qualità del vino. I vigneti crescono su terreni ricchi di scheletro, composti da tufo verde, pomice e ceneri eruttive. Questi suoli sono particolarmente ricchi di potassio, un minerale essenziale per la crescita della vite che aiuta ad esaltare le caratteristiche aromatiche e strutturali dell'uva. Inoltre, la presenza di anidride fosforica contribuisce alla salute della pianta. Questa composizione unica conferisce ai vini rossi di Ischia note minerali distintive, una buona struttura tannica e un colore rosso rubino intenso, tipici di un terroir vulcanico attivo.
  • Con quali piatti si consiglia di abbinare il vino rosso di Ischia?
    Grazie al suo profilo gustativo equilibrato, il vino rosso di Ischia è estremamente versatile in tavola. Si abbina eccellentemente con i sapori intensi della cucina locale e tradizionale. È ideale con carni bianche come il coniglio (specialmente nello stile 'all'ischitana') e l'abbacchetto. Un abbinamento classico e sorprendente è con i pesci salati o conservati, come il baccalà, dove l'acidità del vino pulisce il palato dai sapori forti. Trova spazio anche nei primi piatti romani a base di interiora, come la trippa, e nelle carni rosse cotte lentamente. Per chi preferisce il dolce, esiste una versione passita perfetta per chiudere il pasto con dessert o formaggi stagionati.
  • Chi sono i principali produttori di vino rosso a Ischia?
    A causa della limitata superficie coltivabile dell'isola, dominata dal Monte Epomeo, ci sono pochi produttori attivi. I nomi più rilevanti e storici nel settore sono D'Ambra e Pietratorcia. La Cantina D'Ambra è nota per la sua attenzione alla tradizione, producendo un Piedirosso che esalta perfettamente i sapori locali, come quello del coniglio. Le Cantine Pietratorcia, d'altra parte, sono riconosciute per la produzione di vini di grande pregio e complessità, capaci di interpretare al meglio il carattere vulcanico del territorio. Entrambi i produttori rispettano rigorosamente i disciplinari DOC, garantendo standard qualitativi elevati nonostante la piccola scala produttiva tipica dell'arcipelago.
  • Qual è il clima ideale per la viticoltura sull'isola di Ischia?
    Il clima di Ischia è definito temperato e mitigato dalla presenza del mare Tirreno, che agisce da termoregolatore naturale. La conformazione conica dell'isola favorisce la circolazione dei venti, che mantengono l'aria fresca e ventilata, riducendo il rischio di malattie fungine e stress termico per le viti. Durante l'inverno, l'umidità può variare significativamente, raggiungendo picchi fino al 63%, mentre nell'estate i venti marini garantiscono notti fresche, ideali per la maturazione lenta degli acini. Questa combinazione di sole, brezza marina e escursioni termiche modeste permette alle uve di sviluppare zuccheri e aromi in modo armonioso, preservando la freschezza necessaria per i vini rossi locali.

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