Stuzzicante.it · guide e consigli pratici
Ricette · alimenti

mora di rovo

Aggiornato il 22 luglio 20173 capitoli5 domande frequenti
Mora di rovo

Mora di rovo

La mora di rovo, come ci suggerisce la parola stessa, è la mora che nasce e cresce tra i rovi. Nonostante la sua dolcezza ed il suo sapore inconfondibile, tale frutto non viene valorizzato come merita, un po’ per cultura e tradizione che attribuiamo al rovo. Piuttosto che coltivare la mora di rovo, preferiamo il lampone, l’uva spina, il ribes nero, ma non la mora, perché ha il rovo. Preferiamo a tale frutto le nuove varietà dei frutti rossi senza spine, piuttosto delle le vecchie siepi di campagna, che ci mettono a disposizione un frutto, del quale ricordiamo la sua esistenza, solo arrivato a maturazione.

Descrizione della pianta

La mora di rovo è reperibile ovunque, fino ad oltre 1.000 metri di altitudini, ed il rovo, tende ad occupare tutto lo spazio incolto che trova durante la sua crescita. La sua presenza, considerata infestante, è sinonimo di degrado ed incuria del terreno. Tale pianta è perenne, e caratterizzata da un fusto legnoso alla base, con aculei ricurvi oppure dritti che la proteggono. Le ramificazioni si distinguono per il loro portamento tendenzialmente eretto, e durante la bella stagione, assumono un aspetto vitale e succoso. Tutti i rami fruttiferi, sono destinati ad essiccarsi nell’anno seguente. IL fogliame presente è costituto da foglie che a loro volta posseggono 5 foglioline con margine dentellate nella parte inferiore invece, è presente una peluria sottile, che conferisce una colorazione tendente al bianco argento e piccolissime spine lungo il picciolo. Prima della loro caduta, ovvero nel periodo autunnale, esse si tingono di colori splendidi e brillanti. I fiori che sono generalmente di colore bianco, posseggono 5 petali e crescono all’apice dei rami riuniti nella maggior parte dei casi in strutture piramidali. Le more del rovo in realtà, sono delle infruttescenze, che raccolgono le numerose drupeole attraverso un ricettacolo.

Conservazione del frutto

La mora del rovo è un frutto facile da conservare, perché questo si presta benissimo a moltissime preparazioni casalinghe. É possibile surgelare il frutto, in maniera tale da poterlo avere sempre a disposizione come se fosse fresco, oppure da aggiungere velocemente come guarnizione o per impreziosire una macedonia di frutta o una coppa di gelato. Per tali preparazioni è preferibile scegliere il frutto a maturazione, e successivamente disporlo in contenitori piccoli già dosati per l’impiego. Consigliamo inoltre, di non scegliere il frutto grande quello presente al termine del grappolo, perché una volta scongelato, tende a perdere la sua forma, e si presenta in maniera non perfetta ed inoltre perché sono meno zuccherati. Scegliete quindi le more più piccole, che sono poi le più saporite e che alla base del grappolo maturano per prime.

Domande frequenti

  • Quali sono le migliori more di rovo da raccogliere per la conservazione?
    Per ottenere risultati ottimali nella conservazione, specialmente se si intende congelarle, è fondamentale selezionare le more più piccole e saporite, che si trovano alla base del grappolo e maturano per prime. Evitate assolutamente i frutti grandi situati all'estremità terminale del grappolo: questi risultano meno zuccherati e, una volta scongelati, perdono rapidamente la loro struttura, trasformandosi in una polla informe e poco gradevole. Scegliere frutti piccoli garantisce non solo un sapore più intenso, ma anche una migliore tenuta fisica dopo il processo di surgelazione.
  • Come si conservano correttamente le more di rovo in freezer?
    Le more di rovo si prestano eccellentemente alla surgelazione, permettendo di averle disponibili tutto l'anno come fossero fresche. Il metodo migliore prevede di lavare delicatamente i frutti, asciugarli bene e porzionarli immediatamente in contenitori piccoli e monodose. Questa accortezza evita di dover scongelare intere quantità ogni volta. Una volta congelate, possono essere utilizzate direttamente come guarnizione per macedonie, aggiunte a yogurt, impiegate in coppe di gelato o come decorazione per dessert, mantenendo intatte le loro proprietà organolettiche grazie al freddo rapido.
  • Dove e quando è possibile trovare le more di rovo selvatiche?
    Il rovo è una pianta perenne estremamente adattabile che colonizza facilmente terreni incolti, bordure stradali e aree di degrado, arrivando a superare i 1.000 metri di altitudine. La sua presenza è spesso associata a zone trascurate, poiché tende a occupare rapidamente qualsiasi spazio disponibile. È possibile reperire le more in tutta Italia durante la stagione calda, quando i rami assumono un aspetto vitale e succoso. Tuttavia, bisogna fare attenzione alla provenienza: raccogliendo in aree urbane o vicino a strade trafficate, c'è il rischio di contaminazione da smog o pesticidi.
  • Perché la mora di rovo è meno diffusa rispetto ad altri frutti rossi?
    Nonostante il suo sapore dolce e inconfondibile, la mora di rovo soffre di uno svantaggio culturale legato alla pianta madre: il rovo. A differenza di lamponi, uva spina o ribes, la mora cresce su arbusti spinosi considerati infestanti o segni di incuria del territorio. Questo pregiudizio ha portato i consumatori a preferire le moderne varietà di frutti rossi senza spine, più facili da gestire e raccogliere. Di conseguenza, la mora selvatica rimane spesso sottovalutata, pur essendo un frutto nutriente e gustoso se raccolto a piena maturazione.
  • Come riconoscere visivamente la pianta del rovo?
    Il rovo si distingue per un fusto legnoso alla base e rami con portamento tendenzialmente eretti, dotati di aculei ricurvi o dritti per difesa. Le foglie sono composte da cinque foglioline con margine dentellato; la pagina inferiore presenta una sottile peluria biancastra che conferisce una colorazione argentea, mentre il picciolo è provvisto di piccole spine. In autunno, prima della caduta, il fogliame diventa brillante e colorato. I fiori, bianchi e a cinque petali, crescono all'apice dei rami in strutture piramidali, dando origine alle infruttescenze note come more.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche