brut franciacorta








Introduzione

Il brut franciacorta è uno spumante DOCG, la cui produzione interessa solamente la provincia di Brescia e prende il nome dall’omonima zona ovvero Franciacorta. Con il termine Brut si intendono gli spumanti secchi, che hanno un tenore zuccherino inferiore ai 15 grammi per litro.

Il Franciacorta insieme all’Asti ed al Marsala, ha il riconoscimento da parte dell’UE di scrivere l’indicazione senza altri termini qualificativi, per questo la il termine corretto e legittimo è Franciacorta non spumante Franciacorta , come accade ormai da secoli per lo Champagne.

La caratteristica importante di tale bevanda, sta nella sua realizzazione, ovvero il metodo tradizionale, che prevede la fermentazione in bottiglia e che vine anche detto “metodo classico”.

Con il termine Franciacorta, dal 1967 fino al 1955 si indicavano anche vini DOC sia bianchi che rossi, che venivano prodotti nella stessa zona dello spumante, ma in seguito tale bevande vennero ribattezzate con la dicitura Terre di Franciacorta e nel 2008 Cuertefrancia.

La zona stabilita dal disciplinare, dove si possono coltivare le uve e produrre il Franciacorta, comprende tutto il territorio dei comuni di: Paratico, Capriolo, Adro, Erbusco, Corte Franca Iseo, Ome, Monticelli Brusati, Rodengo-saiano, Pademo Franciacorta, Passirano, Provaglio d’Iseo, Cellatica, Gussago e in parte anche i comuni di Cologne, Coccaglio, Rovato, Cazzano San Martino, Brescia e tutte le zone della provincia di Brescia.

Per ragioni prettamente storiche, sono consentite determinate operazioni di vinificazione ed imbottigliamento, compresa anche la fermentazione in bottiglia, nella frazione di San Pancrazio di Palazzolo sull’Oglio.

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Tecniche

franciacorta berlucchi Ora faremo un elenco dettagliato delle tecniche di lavorazione per la preparazione del Brut Franciacorta, ma prima dovete sapere, che sono esclusi tutti i terreni pianeggianti o eccessivamente umidi e poco soleggiati.

- I nuovi impianti ed i reimpianti devono distare tra loro di un minimo di 10 metri dai corsi e dai ristagni di acqua

- Sono esclusi i terreni che si trovano ad una altitudine maggiore di 550 m s.l.m.

- Sia i nuovi impianti che i reimpianti, devo presentare una densità di almeno 4.500 ceppi/ha, ridotta a 2.500 ceppi/ha per ogni terrazzamento

- E’ consentita dal disciplinare solo la coltivazione a spalliera semplice

- E’ vietata dal disciplinare ogni pratica di forzatura, ma è consentita l’irrigazione di soccorso

- Tette le singolo operazioni devono essere effettuate solo ed esclusivamente all’interno del territorio dei comuni che abbiamo citato sopra e che ricadono in parte nella zona di produzione

-Il processo di ammostatura deve avvenire privo di diraspatura, fatta eccezione per le uve di PINOT nero vinificate in rosato

- Il processo di separazione del deposito, deve avvenire solo ed esclusivamente tramite sboccatura e non è consentita la filtrazione

La zona di Franciacorta ricade nella regione mesoclimatica insubrica e gode inoltre di alcune particolari caratteristiche tipiche del mediterraneo, che sono determinate da alcuni fattori:

- Vicinanza con la pianura che determina un regime di brezza costante ed inversione termica

- Vicinanza con il lago d’Iseo che funge da volano termico, riducendo in questa maniera le escursioni termiche che avvengono ogni anno, facendo diminuire il rischio di gelate intensificando anche le precipitazioni che a loro volta influenzano anche il regime dei ventilazione

- Vicinanza a nord con la Valcamonica, che assicura una ventilazione piuttosto sicura e continua con un regolare quantitativo idrico, ma evitando i pericolosi ristagni di acqua

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brut franciacorta: Cenni storici

franciacortaNel Provaglio di Iseo, sono stati rinvenuti alcuni vinaccioli facente parte del periodo della palafitte, e questo dimostra che la vite per la produzione del Brut Franciacorta, era presente già nella preistoria.

Per quanto riguarda le epoche successive,quello che abbiamo a disposizione solo solo delle testimonianze di alcuni autori classici latini, come Plinio, Virgilio e Colummella, che si trovano documentati in alcuni manoscritti del IX X e XI secolo, relativi a monasteri che si trovavano nella zona e che dovevano attestare l’importanza della viticoltura nell’economia medievale nella Franciacorta.

Questo toponimo deriva dal termine Franzacurta, che compare in ordine di importanza negli Statuti di Brescia del lontano 1277 e che a sua volta deriva dalla lingua latina “Francae Curtae”, ovvero corti, nel senso di corti monastiche, e franche ovvero esenti dai tributi vescovili.

Aglkininizi del 1400, si sviluppò in questa area l’agricoltura e l’attività di viticoltura nella fascia suburbana collinare.

L’attuale delimitazione del territorio stabilita dal disciplinare nel 2011, era già stata prescritta dal doge di Venezia Francesco Foscari nel 1492, ovvero quando il territorio era sotto i dominio della Serenissima.



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