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Aggiornato il 19 novembre 20143 capitoli5 domande frequenti
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Il Prosecco

La storia del Prosecco nasce probabilmente già in antichità, anche se certamente il Prosecco moderno ha caratteristiche nettamente diverse da quelle originali, come in tutti i vini del resto. In Veneto si è accertato che le coltivazioni di viti furono intraprese già dai celti e dai Galli, abitanti dell'Italia settentrionale prima della dominazione romana, che comunque trasformerà la vite in un bene di fondamentale importanza. L'epoca romana comunque lasciò pochi documenti sulle coltivazioni venete, e nessuno riguardante direttamente il Prosecco, che probabilmente era, vista la tendenza dell'epoca, un vino rosso addizionato con spezie e miele. Fu lo scrittore del Cinquecento Volfango Lazio a menzionare la produzione di Prosecco sotto l'egida di Roma, piu di mille anni dopo l'accadimento dei fatti quindi. All'epoca neppure il nome corrispondeva all'odierna produzione, essendo il vitigno denominato Pucino. Questo era comunque coltivato nel comune di Prosecco, che comunque si trova nell'odierna provincia di Trieste, ben lontana dall'area di produzione delle bollicine moderne, ma comunque zona di competenza della produzione del vino fermo avente lo stesso nome. Il Prosecco moderno più famoso, lo spumante, vede i suoi natali nell'Ottocento, quando venne fondata a Conegliano la Società Enologica, poi chiamata Scuola di Viticoltura ed Enologia e la Stazione Sperimentale per la Viticoltura e l' Enologia. A partire da questa scuola possiamo porre le basi delle bollicine moderne della zona, con sperimentazioni che hanno portato agli odierni risultati.

Il vitigno

Visto il grande successo del Prosecco moderno, oggi il legislatore ha intrapreso una differente classificazione sia per il vitigno che per il vino, distinguendo quest'ultimo in vini fermi, producibili in tutto il Veneto e nel Friuli. Il vitigno invece è stato recentemente ribattezzato Glera, in modo da non fare confusione con il vino che trova oggi un impiego molto vasto. Il vecchio nome Prosecco infatti induceva in confusione, sia per la sua identificazione con l'omonimo paese di origine, che come detto si trova in provincia di Trieste, sia per differenziare i vari vini. Il Glera, antico nome dello stesso vitigno, oggi viene coltivato solo nel nord-est italiano e in qualche appezzamento argentino. Nel corso delle sperimentazioni della scuola fondata a Conegliano, si è proceduto ad una selezione delle varie e numerose varietà di Glera, per coltivare solo quella denominata Tondo o Balbi, nella produzione del vino, in onore del conte Balbi Valier autore nell'Ottocento della selezione. Il Prosecco Balbi, oggi Glera, è un vitigno rustico, dove i chicchi sono di colore dorato e la produzione fornisce vini naturalmente frizzanti. Nelle varie produzioni si utilizzano assemblaggi anche con il Verdiso, la Bianchetta Trevigiana, il Perera, la Glera Lunga, lo Chardonnay, il Pinot Bianco, il Pinot Grigio e il Pinot Nero vinificato in bianco. Data l'ampiezza dell'assemblaggio, con numerose uve impiegate, il legislatore ha intrapreso una riforma nel 2009 che ha portato alla denominazione dell'uva in Glera, in modo che il vino Prosecco non fosse identificato come un monovitigno, anche se i prodotti migliori vengono generalmente vinificati puri. È infatti il vino ad essere sempre stato identificato con il nome Prosecco, e non l'uvaggio, che in questo modo ha oggi una sua identità separata. Nella stessa riforma sono state previste le introduzione delle DOCG, in modo da identificare meglio i vini spumante dai più generici e semplici vini tranquilli.

La produzione

Come detto la denominazione generica di Prosecco sottintende una produzione molto vasta, che si estende su due regioni del nord-est, e che corrisponde solo in minima parte a quella delle famose bollicine. Infatti il vino fermo denominato Prosecco viene largamente prodotto per l'uso quotidiano, con vini di pronta beva ed economici. In questo caso vengono utilizzate le denominazioni DOC, mentre per la massima qualità, rappresentata dagli spumanti oggi di così gran successo, si utilizzano denominazioni DOCG in determinate e ristrette aree, dove le uve rendono vini di straordinario gusto non rintracciabili altrove. Si tratta delle aree di Conegliano, di Valdobbiadene e dei Colli Asolani, dove la produzione coinvolge sia la tipologia fermo che spumante. Qui sono presenti vini di gran pregio, con colori paglierini, profumi delicati ma abbastanza complessi e palati briosi, dotati di freschezza e buona struttura. L'assemblaggio determina una rosa di gusti e di sapori molto ampia, con l'area di Conegliano certamente reputata la migliore, in particolare per la sua sottozona rappresentata dalla collina di Cartizze. I vini fermi invece sono molto semplici e hanno presa solo a livello locale. Chiaramente data l'ampiezza del territorio di produzione, se si fa eccezione alle denominazioni DOCG, si hanno risultati enormemente differenti tra i vari vini.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra il vitigno Glera e il vino Prosecco?
    Il termine 'Prosecco' identifica originariamente il vino, mentre il vitigno da cui deriva è stato ufficialmente ribattezzato 'Glera' per evitare confusioni. Questa distinzione normativa, introdotta per chiarezza, separa l'identità dell'uva da quella del prodotto finale. Il Glera è coltivato principalmente nel Nord-Est italiano e in alcuni vigneti argentini. Sebbene il nome del vitigno derivi dal comune di Prosecco vicino a Trieste, il vino moderno è associato alle zone del Veneto. Oggi, il Prosecco può essere un vino fermo o uno spumante, ottenuto spesso dall'assemblaggio del Glera con altre uve locali o internazionali, a seconda della denominazione di origine.
  • Quali sono le zone principali di produzione del Prosecco DOCG?
    Le aree considerate di massima qualità per la produzione di Prosecco DOCG sono concentrate nel Veneto, specificamente nelle zone di Conegliano, Valdobbiadene e nei Colli Asolani. Queste denominazioni tutelano vini spumanti e fermi di pregio, caratterizzati da colori paglierini, profumi delicati e una struttura fresca. Tra queste, la sottozona della collina di Cartizze, situata nell'area di Conegliano, è particolarmente rinomata per la qualità superiore delle sue uve. Al contrario, il Prosecco DOC è prodotto in un'area più vasta e include vini fermi più semplici, ideali per un consumo quotidiano e immediato.
  • Cosa significa che il Prosecco è un vino 'naturalmente frizzante'?
    L'espressione 'naturalmente frizzante' si riferisce alla capacità del vitigno Glera, specialmente nella selezione storica nota come Balbi, di produrre uve che conferiscono al vino una lieve effervescenza senza necessariamente richiedere una seconda fermentazione in bottiglia, come nello Champagne. Tuttavia, il Prosecco moderno più celebre è uno spumante ottenuto tramite il metodo Charmat (fermentazione in autoclave), che preserva gli aromi freschi e fruttati tipici del vitigno. Questa tecnica permette di ottenere bollicine fini e persistenti, distinguendosi dalle versioni ferme più economiche prodotte in grandi quantità per il mercato generale.
  • Con quali altri vitigni può essere assemblato il Prosecco?
    Sebbene il Glera sia l'anima del Prosecco, la legislazione允许e assemblaggi con diverse altre uve per arricchire il profilo organolettico. Tra i vitigni autoctoni possono essere aggiunti Verdiso, Bianchetta Trevigiana, Perera e Glera Lunga. Inoltre, è possibile includere varietà internazionali come Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio e talvolta Pinot Nero vinificato in bianco. Questa flessibilità permette ai produttori di creare profili gustativi diversi: i vini puri di Glera sono preferiti dagli intenditori per la loro autenticità, mentre gli assemblaggi offrono maggiore complessità e stabilità, adattandosi a diversi stili di vino fermo o spumante.
  • Qual è l'origine storica del nome Prosecco?
    Le origini del nome risalgono all'antichità, con coltivazioni di viti nel Nord Italia già dai Celti e dai Galli, anche se i primi documenti scritti sicuri arrivano dal Cinquecento grazie allo scrittore Volfango Lazio. In quell'epoca, il vitigno era chiamato 'Pucino' ed era coltivato nel comune di Prosecco, attualmente in provincia di Trieste. Da lì il nome si è diffuso, evolvendosi nel tempo. Il Prosecco moderno come lo conosciamo, ovvero lo spumante, nasce però nell'Ottocetto grazie alle sperimentazioni condotte presso la Società Enologica di Conegliano. Il legame storico con il nome del paese triestino rimane, ma la produzione moderna è saldamente radicata nelle colline del Veneto.

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