Descrizione
Il Prosecco è una bevanda alcolica ( vino bianco), di Denominazione di Origine Controllata, che nasce nella regione del Veneto e Friuli Venezia Giulia. Agli inizi degli anni 90 il Prosecco divenne un alcolico molto noto, e nel 2009 venne certificato DOC, incrementando in questa maniera ancora di più le qualità molto apprezzate. Le denominazioni di questo prodotto hanno assunto anche il marchio DOCG e sono il Montello, il Prosecco di Conegliano, il Valdobbiadene e l'Asolani. Il Prosecco è il vino italiano più venduto all'estero, infatti nel 2014 ha superato anche l'esportazione dello Champagne, per numero di bottiglie vendute in tutto il mondo. Per dare maggiore importanza a questo prodotto ed incrementare visibilità, nel 500 a Trieste, dichiararono che il Prosecco era l'erede di un vino celebre dei tempi antichi che prendeva il nome di “pulcino”, molto apprezzato da Plinio e celebrato nella sua “Naturalis Historia” e prescelto dalla moglie di Augusto per le sue doti medicamentose. Per fare in modo che il Prosecco nel corso del tempo si distinguesse dalla ribolla di Trieste, realizzata a Gorizia e nelle zone limitrofe, venne cambiata la sua denominazione, specificando la zona geografica di produzione, con identificazione del luogo dei tempi antichi, “il Castello del Prosecco”, ovvero il “Castellum nobile vino Pacinum”. Per quanto riguarda il vero elemento fondamentale del Prosecco, dovete sapere che la vinificazione si diffuse inizialmente nel Goriziano, poi più tardi da Venezia venne importato in Dalmazia, poi a Vicenza e nel Trevigiano. Nel corso degli anni la produzione di questa bevanda nelle zone di origine andò scemando, ma ebbe pieno sviluppo nelle attuali città di produzione, ovvero a Treviso, Conegliano e Valdobbiadene. La parola “Prosecco”, comparve per la prima volta nel 1745 in un poema dal titolo “Il roccolo Ditirambo” composto da Valeriano Canati, dove citava cosi: ed ora immollarmi voglio il becco con quel melaromatico Prosecco.
Riconoscimento DOC e tipologie di Prosecco
Con il passare degli anni, la produzione del Prosecco venne completamente abbandonata dai viticoltori sia del triestino che del friulano, sviluppandosi invece nelle colline venete, in particolar modo a Triste e nelle zone limitrofe. Con il successo ottenuto nel dopoguerra, vi furono numerosi tentativi di imitazione, anche nel lontano Sud America, che produsse un alcolico denominato “Prosecco”, in Croazia, in Australia ed in moltissimi altri stati che videro i produttori originali regolamentare con urgenza il prodotto, per preservare avvenimenti simili e proteggere il nome dei vitigni e per questo si rese necessario collegare nuovamente la produzione veneta col nome della località di origine del Prosecco, ovvero la zona omonima di Trieste. Nel corso del tempo venne creata un'area di produzione vastissima, dove vi erano comprese anche delle aree dove non era m,ai stato realizzato il Prosecco in grandi quantità come a Venezia, Belluno e Padova e dove la produzione era ormai ferma da secoli Udine, Gorizia e Trieste. Il 17 luglio del 2009 con la promulgazione del riconoscimento DOC Prosecco e delle DOCG con relativo disciplinare, si concluse l'iter. A partire dal 1 agosto 2009 ebbe inizio la riorganizzazione di tutta la produzione del Prosecco. I tipi di Prosecco che si possono reperire in commercio sono tre, ora ve li elencheremo: - Il Prosecco detto anche tranquillo, con tasso alcolico di 10,50% volumi - Il Prosecco spumante, con tasso alcolico di 11,00% volumi - Il Prosecco frizzante, con un tasso alcolico minimo di 9% volumi Queste tre tipologie di vino si presentano esteticamente di colore giallo paglierino, dall'odore fine e dal sapore molto fresco.
La lavorazione
La variante spumante, potrebbe risultare al palato extra-brut, a differenza delle altre che sono secche. Le bottiglie di Prosecco realizzate tramite fermentazione tradizionale, con notazione specifica nell'etichetta, possono presentarsi con una velatura e questi vini hanno un sapore molto frizzante con retrogusto fruttato e sentori che riportano al sapore della crosta del pane e del lievito. Il vitigno da coltivare per la produzione del Prosecco si chiama “Glera” le cui uve devono essere non inferiori al 85% del totale. Si può incrementare una piccola frazione pari al 15% dal Verdiso, Bianchetta trevigiana, oppure dal Perere, Glera lunga, Pinot bianco, Pinot grigio, Pinot nero vinificato bianco ed infine Chardonnay. Il suolo per un Prosecco DOC deve essere prevalentemente drenato e molto esposto alla luce del sole e non sono ammessi terreni con alta dotazione idrica o prevalentemente torbosi. Per ettaro devono esserci almeno 2.300 ceppi di vitigno e le tecniche di coltivazione ed impianti che si adoperano sono quelle classiche, che non provocano in questa maniera alcuna modifica alla struttura dell'uva ed alla qualità del Prosecco. Le coltivazioni a pergola, oppure espanse sono vietate dal disciplinare, ma esiste una regola che consente tale coltivazione per i vitigni impiantati prima del 2009.
Domande frequenti
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Qual è la differenza tra Prosecco frizzante, spumante e tranquillo?Le differenze principali risiedono nella pressione interna e nel metodo di produzione. Il Prosecco frizzante presenta bollicine leggere e persistenti, ottenute solitamente con il metodo Charmat, ed ha un tenore alcolico minimo del 9%. Lo spumante ha una pressione superiore (tra 3 e 5 atmosfere), bollicine più fini e un grado alcolico medio dell'11%, offrendo una struttura più complessa. Infine, il Prosecco tranquillo è essenzialmente un vino fermo, senza bollicine, con un'alcolicità intorno al 10,5%. Tutte le tipologie condividono il colore giallo paglierino e note olfattive fresche e floreali, ma la percezione al palato varia significativamente in base alla carbonatazione naturale o indotta.
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Quale vitigno viene utilizzato principalmente per produrre il Prosecco?Il vitigno principe del Prosecco è il Glera, che deve costituire almeno l'85% dell'uvaggio per rispettare il disciplinare DOC. Questo vitigno conferisce al vino le sue tipiche note aromatiche di pera, mela verde e fiori bianchi. Il restante 15% può essere completato da altre varietà autoctone o internazionali autorizzate, come Verdiso, Bianchetta Trevigiana, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Pinot Nero (vinificato in bianco) e Chardonnay. L'utilizzo predominante del Glera garantisce quella freschezza e leggerezza che rendono il Prosecco così versatile e apprezzato internacionalmente, distinguendolo da altri spumanti prodotti con uve diverse.
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Dove si produce ufficialmente il Prosecco DOC e DOCG?La produzione ufficiale del Prosecco è strettamente legata al territorio del Nord-Est Italia. La denominazione DOC interessa vaste aree del Veneto (province di Treviso, Venezia, Belluno, Padova, Vicenza) e del Friuli Venezia Giulia (Udine, Pordenone, Gorizia, Trieste). Tuttavia, le zone di maggior prestigio e tradizione sono concentrate sulle colline di Conegliano e Valdobbiadene, che vantano la denominazione DOCG. È importante notare che, nonostante il legame storico con Trieste e il nome 'Pacinum', la produzione moderna si è spostata e concentrata principalmente nelle colline venete, dove il clima e i terreni drenanti favoriscono la maturazione ottimale del vitigno Glera.
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Come si conserva e qual è la temperatura ideale di servizio?Il Prosecco va conservato in un luogo fresco, asciutto e al buio, preferibilmente sdraiato se la chiusura è in sughero naturale, per mantenere umida la tappatura. Una volta aperto, poiché è un vino effervescente sensibile all'ossigenazione, va consumato entro 24-48 ore chiudendo bene la bottiglia con un apposito tappo ermetico per conservare le bollicine. La temperatura di servizio ideale è compresa tra gli 8 e i 10 gradi Celsius: troppo freddo maschererebbe gli aromi delicati, mentre troppo caldo accentuerebbe l'alcol e appiattirebbe la freschezza. Servirlo in calici a tulipano permette di apprezzare meglio il profumo e la perlage.
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Cosa significa la dicitura 'Extra Brut' sull'etichetta del Prosecco?La dicitura 'Extra Brut' indica il livello di zuccheri residui presenti nel vino dopo la seconda fermentazione, definendone il dolcezza. Un Prosecco Extra Brut contiene meno di 6 grammi di zucchero per litro, rendendolo estremamente secco e minerale. Questa tipologia è spesso ottenuta tramite il metodo classico (fermentazione in bottiglia), come suggerito dalle note di lievitazione e crosta di pane presenti in alcuni etichette specifiche. Rispetto ai Prosecco Dry o Extra Dry, l'Extra Brut offre un profilo gustativo più elegante, meno fruttato e più strutturato, adatto a chi preferisce vini secchi e raffinati, spesso abbinato a piatti marini delicati o antipasti leggeri.




