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brunello di montalcino

Aggiornato il 18 marzo 20144 capitoli5 domande frequenti

Brunello di Montalcino

Il Brunello di Montalcino è un vino rosso pregiato, nobile, di origine Toscana. Questo è stato il primo vino ad aver ottenuto la qualifica di DOCG, ovvero denominazione di origine controllata e garantita. Il Brunello nasce tra le colline di Siena e il suo luogo di nascita, ovvero Montalcino, è stato luogo di dispute inerenti la politica nel periodo medievale. Questo territorio era molto importante, ed era conteso dalla città di Firenze e di Siena, proprio perché era adatto alla viticoltura e i vini di questo comune, sia rossi e sia binchi, erano molto amati ed apprezzati. È pur vero che, il Brunello di Montalcino del periodo medievale, non può essere considerato allo stesso livello della bevanda del giorno d’oggi. In passato con il termine Brunello si indicava il nome dell’uva, oggi con l’appellativo di Brunello si intende un vino pregiato e nobile. A partire dalla fine dell’Ottocento, Ferruccio Biondi e Clemente Santi realizzarono un vino con un solo vitigno. Questa mossa fu davvero azzardata, ma anche coraggiosa, perché a seguito di innumerevoli verifiche, il vino ebbe solo consensi. Non è facile poter indicare una data precisa, un anno esatto in cui ha avuto origine questa bevanda alcoolica, ma si può indicare con la data del 1888 la più antica bottiglia pervenutaci. Essa apparteneva alla famiglia Biondi-Santi. Nel luogo da cui il vino prende il nome, ovvero Montalcino, la vendemmia avviene nel periodo compreso tra settembre e ottobre. La raccolta delle uve avviene manualmente e quelle considerate migliori sono indirizzate per la produzione del vino in questione. Il frutto utilizzato per la realizzazione della bevanda viene pressato e il succo che ne deriva, viene raccolto in dei tini e lasciato macerare per almeno 18 giorni, in modo tale che questo possa assorbire l’aroma e il sapore della buccia. Appena il vino sarà pronto, verrà posto in delle botti all’interno delle quali dovrà restare per qualche anno. In seguito, il Brunello sarà imbottigliato e conservato in cantina, luogo ideale per questa funzione, perché buio e non caldo. Il Brunello di Montalcino può superare anche i dieci anni di invecchiamento, tutto sta nel saperlo conservare bene. Nel caso in cui non si fosse sicuri del produttore, però, è meglio evitare di degustare una bevanda così vecchia.

Il vino e il vitigno

Il Brunello di Montalcino viene prodotto con un determinato vitigno, utilizzato per produrre i vini originari della Toscana più importante. Questo è il vitigno sangiovese, una pianta molto forte con dei grappoli con misura media o piccola e una forma tendente al conico o cilindrico, con un colore viola scuro. Il Brunello di Montalcino presenta le seguenti caratteristiche organolettiche: ha un sapore secco, asciutto, tannico ma armonico, un profumo molto particolare con un colore rosso vigoroso. Questo vino, per legge, deve essere sottoposto ad un lungo periodo di invecchiamento pari a circa tre anni e mezzo nelle botti e per sette mesi in bottiglia. Il periodo dell’invecchiamento può anche durare di più, l’importante è che venga mantenuto in una cantina, luogo ideale per la conservazione dei vini. La gradazione alcoolica del Brunello è pari a 12,5 gradi e deve essere servito ad una temperatura di circa 18 gradi centigradi.

Bere il Brunello di Montalcino a tavola

Il Brunello di Montalcino essendo un vino pregiato e nobile e data la sua alta gradazione alcoolica, non è una bevanda che si può facilmente abbinare con dei pasti. Terzo fattore a non rendere semplice questa impresa è il suo invecchiamento, che richiede davvero molto tempo. Pur risultando un rosso di qualità, questo si sposa perfettamente con piatti non eccessivamente elaborati né impegnativi, infatti, lo ritroviamo in un perfetto binomio con i primi, quali pasta condita con sugo di carne, come le famosissime pappardelle con la lepre. Importante è saper riconoscere i vitigni che danno vita al vino e il periodo di invecchiamento per poter sperimentare degli accostamenti a tavola.

Brunello di Montalcino e accostamenti

Come già detto in precedenza, non è facile poter creare degli accostamenti con il Brunello di Montalcino, proprio per la sua corposità, per il suo lungo invecchiamento e per la sua alta gradazione. Sicuramente andranno esclusi pasti a base di carne bianca e di pesce, che di norma richiedono un vino bianco, fresco, leggero e meno forti. Secondi piatti bolliti anche non sono l’ideale per essere abbinati ad una bevanda così corposa e decisa, in quanto, data la loro delicatezza, sarebbe più adatto se fossero accompagnati da un vino meno potente. Un connubio perfetto prevede il Brunello affiancato da un buon pasto a base di carne rossa arrostita. Per andare sul sicuro, però, è necessario che la carne non venga cotta troppo, deve essere “al sangue”, altrimenti si rischia che siano troppo asciutte e dure. Ricapitolando, per avere un buon risultato, i partner perfetti per il Brunello di Montalcino, un ottimo vino toscano, forte e corposo, bisogna fare riferimento a stufati, stracotti e brasati.

Domande frequenti

  • Quali sono i requisiti obbligatori per l'invecchiamento del Brunello di Montalcino?
    Per ottenere la certificazione DOCG, il Brunello di Montalcino deve rispettare rigorosi tempi di maturazione. La normativa impone un invecchiamento totale di almeno cinque anni dal 1° gennaio dell'anno successivo alla vendemmia. Di questi, almeno tre anni e mezzo devono avvenire in botti di legno (solitamente rovere), mentre gli ultimi sette mesi sono destinati all'affinamento in bottiglia. Esiste inoltre la versione "Riserva", che richiede un invecchiamento minimo di sei anni totali. Questo lungo processo è fondamentale per sviluppare la complessità aromatica e la struttura tannica tipiche del vino.
  • Con quali piatti si abbina meglio il Brunello di Montalcino?
    Data la sua struttura potente, il tannicità e la gradazione alcolica elevata (minimo 13%, spesso superiore), il Brunello richiede piatti robusti e saporiti. L'accostamento ideale vede carni rosse cotte lentamente: brasati, stracotti, stinco al forno e selvaggina come cinghiale o lepre (ad esempio sulle famose pappardelle). Si abbina egregiamente anche a formaggi stagionati e DOP toscanie. Evita assolutamente pesce, carni bianche o piatti delicati, poiché la potenza del vino schiacchierebbe i sapori sottili del cibo.
  • A quale temperatura va servito il Brunello di Montalcino?
    Il Brunello di Montalcino va servito a una temperatura compresa tra i 16°C e i 18°C. Servirlo troppo freddo (sotto i 14°C) maschererebbe i suoi aromi complessi e accentuerebbe la percezione dei tannini, rendendolo aspro e astringente. Al contrario, servirlo troppo caldo (sopra i 20°C) farebbe emergere in modo sgradevole l'alcol, appiattendo la freschezza e l'equilibrio del vino. Prima della degustazione, è consigliabile toglierlo dalla cantina 30-60 minuti prima per permettergli di respirare leggermente e raggiungere la temperatura ideale.
  • È possibile invecchiare il Brunello di Montalcino oltre i 10 anni?
    Assolutamente sì. Il Brunello è uno dei vini italiani più longevi grazie alla sua alta acidità naturale e ai tannini strutturati derivanti dal Sangiovese. Molti annate eccellenti possono evolvere positivamente per 15, 20 o persino 30 anni. Con l'invecchiamento, i profumi primari di frutta rossa lasciano spazio a note terziarie di cuoio, tabacco, spezie e sottobosco. Tuttavia, la capacità di invecchiamento dipende dall'annata e dalla qualità del produttore: non tutte le bottiglie hanno lo stesso potenziale di longevità.
  • Qual è la differenza tra Brunello di Montalcino normale e Riserva?
    La differenza principale risiede nei tempi di invecchiamento obbligatori. Il Brunello di Montalcino standard richiede un invecchiamento totale di 5 anni (3,5 in botte + 7 mesi in bottiglia). La versione "Riserva" richiede invece un invecchiamento minimo di 6 anni totali, con almeno 2 anni e mezzo in botte e 6 mesi in bottiglia. Spesso la Riserva proviene da annate particolarmente prestigiose selezionate dal produttore, offrendo una maggiore concentrazione, complessità e capacità di invecchiamento ulteriore rispetto alla versione base.

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