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Aggiornato il 24 aprile 20183 capitoli5 domande frequenti
Gioia del Colle

Gioia del Colle. Introduzione

La storia del vino Gioia del Colle si intreccia con la storia del Manduria considerato attualmente suo fratello. Oggi nonostante le variazioni climatiche esso riesce a garantire una qualità soddisfacente dai sapori intensi e profumati. Entrambi i vini protagonisti della regione Puglia sonio molto apprezzati sia nella loro familiarità, ma anche nella diversità, perché sanno esprimere i loro territori al meglio. A livello numerico il Primitivo di Manduria rispetto a Gioia del Colle potrebbe oscurare quest'ultimo per la grandezza della sua superficie vitata, maggiore di ben tre volte. Gioia del Colle viene prodotto nell'altopiano della Murgia barese a circa 400 metri di altezza ed ha onorato numerose vendemmie e si appresta anche quest'anno a farlo, in base alle consuete previsioni estive. Gli esperti confermano che nonostante le numerose variazioni climatiche e la tanta siccità, saprà dare grappoli perfetti contenenti elevato grado zuccherino.

Descrizione

Questo vino contiene un profilo aromatico eccellente e polifenolico dalla grande struttura e si mostra esteticamente dalla colorazione rubino tendente al viola e all'arancione. Al palato regala sentori di frutta rossa, prugna e marasca che tende a divenire vellutato con l'invecchiamento. Dal 1987 Gioia del Colle vanta la Denominazione di Origine Controllata e viene prodotto in circa 15 comuni del Barese. La sua coltivazione si espande oltre Gioia del Colle, Acquaviva delle Fonti, Adelfia, Casamassima, Cassano Murge, Castellano Grotte fino ad raggiungere il comune di Altamura con i territori limitrofi. Attualmente il Consorzio Tutela a Valorizzazione Doc del Primitivo Gioia del Colle è diretto da Vito Donato Giuliani, ed aderiscono per mille ettari di terreno la quasi totalità dei produttori e degli imbottigliatori, con una produzione annua che si aggira intorno ai 2 milioni di bottiglie. Sono moltissime le aziende guidate da giovani e da donne che hanno imparato il mestiere dai padri e dai nonni aggiungendo qualcosa di innovativo. Vi sono inoltre quelli che hanno scelto di produrre un vino biologico, come la Coppi di Turi, la prima ad aver riconvertito i sui 100 ettari e la sola ad alimentare la propria cantina con energia pulita.

Azienda

Attualmente l'azienda che venne fondata nel 1882 è considerata un vero e proprio Tempio del Gioia del Colle, condotta con spirito innovativo dall'ultima generazione. Essa si trova in prima fila per la sua accoglienza verso gli enoturisti durante gli eventi consueti del vino come Cantine Aperte e Calici di Stelle. Recentemente è stata offerta una panoramica sulle tante qualità e sulle potenzialità espressive di questo sito vinicolo da parte del Chiostro delle Clarisse di Turi in occasione del 25° anniversario delle Cantine Aperte. Inoltre una delegazione di giornalisti del Food & Wine alla presenza di produttori aderenti al Movimento del Turismo Vinicolo della Puglia ha partecipato con onore all'evento del Doc Gioia del Colle. Sebastiano De Corato e Vittoria Cisonno, ovvero presidente e direttore del Mtv Puglia fecero gli onori di casa insieme al sindaco della città Domenico Coppi. Vennero degustati i vini delle seguenti aziende: 1. Coppi 2. Tenuta Chiaromonte 3. Tenuta Viglione 4. Pietraventosa 5. Azienda Agricola Tre Pini 6. Cantina Imperatore 7. Tenuta Patruno Perniola 8. Azienda Agricola Cannito Il vino Gioia del Colle non ha solamente dato il nome alla denominazione, ma è considerata la sua culla, dove diversi secoli fa arrivò questo vitigno, sin pensi attraverso una migrazioni delle popolazioni dei Balcani. Alla fine del 700 un sacerdote di nome Don Filippo Indellicati, grazie a diversi ed approfonditi studi, intuì le possibilità selezionando i vitigni appartenenti alla stessa tipologia, evidenziando così una qualità robusta con tarda fioritura ma con una maturazione precoce, in grado così resistere ai rischi primaverili ed alle piogge autunnali. Il nome di questo vitigno fu così Primitivo oppure Primaticcio. Con il passare del tempo nella contrada Terzi di Gioia del Colle, il vitigno che era oggetto di intensiva coltura si diffuse rapidamente anche nelle zone limitrofe grazie ai monaci benedettini. In seguito verso la fine dell'800 il Primitivo raggiunse la Manduria, precisamente a Campomarino grazie alle barbatelle portate come dote da una nobildonna. La prima bottiglia risale al 1881 ma è negli anni 20 che la coltivazione del Primitivo di Manduria si estese fino al Salento. Ancora oggi l'origine del Primitivo Gioia del Colle è ancora un mistero, anche se nel 1967 un patologo di origine americane scoprì che il Primitivo e lo Zinfandel della California erano lo stesso vino. Successivamente venne confermata la loro identità genetica. La Puglia è comunque ancora piena di piccoli produttori locali, e girando per le trattorie della zona, si possono trovare tanti vini che vengono serviti solo da quelle parti.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il Primitivo di Gioia del Colle e quello di Manduria?
    Sebbene condividano lo stesso vitigno, il Primitivo di Gioia del Colle e quello di Manduria presentano caratteristiche distinte legate ai rispettivi terroir. Il Primitivo di Gioia del Colle nasce sull'altopiano della Murgia barese, a circa 400 metri di quota, mentre il Manduria è tipico del Salento. Numerica mente, la superficie vitata del Manduria è tre volte superiore a quella di Gioia del Colle. Il vino di Gioia del Colle si distingue per una struttura polifenolica importante e note aromatiche di frutta rossa, prugna e marasca, che diventano più vellutate con l'invecchiamento. Entrambi esprimono al meglio le peculiarità dei loro territori, offrendo sapori intensi e profumati, pur mantenendo una chiara identità geografica e stilistica separata.
  • Cosa significa che il Primitivo di Gioia del Colle ha 'tarda fioritura ma maturazione precoce'?
    Questa caratteristica fenologica è cruciale per la sopravvivenza della vite in Puglia. La tardiva fioritura permette al vitigno di evitare i danni causati dalle gelate primaverili o dalle piogge autunnali precoci, proteggendo così l'allegagione. Contemporaneamente, la maturazione precoce consente agli acini di accumulare elevate quantità di zucchero e di completare il ciclo vegetativo prima dell'arrivo delle piogge stagionali tipiche del periodo autunnale. Questa combinazione garantisce uve sane, con un alto grado zuccherino necessario per ottenere vini strutturati e di qualità, nonostante le variazioni climatiche e i periodi di siccità che spesso colpiscono la regione.
  • Il Primitivo di Gioia del Colle è geneticamente identico allo Zinfandel californiano?
    Sì, è stato scientificamente confermato che il Primitivo pugliese e lo Zinfandel californiano sono lo stesso vitigno. Nel 1967, un patologo americano scoprì questa identità genetica, successivamente avvalorata da analisi più approfondite. Si ritiene che il vitigno abbia raggiunto la Puglia attraverso migrazioni di popoli balcanici secoli fa. Un sacerdote, Don Filippo Indellicati, ne intuì le potenzialità selezionandolo alla fine del Settecento. Da Gioia del Colle, il vitigno si diffuse nel resto della Murgia e poi, verso la fine dell'Ottocento, raggiunse il Salento e la zona di Manduria, portando con sé la stessa identità genetica che oggi conosciamo come Zinfandel negli Stati Uniti.
  • In quali comuni viene prodotto ufficialmente il DOC Gioia del Colle?
    La Denominazione di Origine Controllata (DOC) Gioia del Colle, ottenuta nel 1987, copre un'area specifica dell'entroterra barese. La produzione si estende oltre il comune di Gioia del Colle, interessando quasi la totalità dei produttori in circa quindici comuni. Tra questi figurano Acquaviva delle Fonti, Adelfia, Casamassima, Cassano Murge, Castellana Grotte e Altamura con i suoi territori limitrofi. L'area è gestita dal Consorzio Tutela e Valorizzazione DOC del Primitivo Gioia del Colle, che coordina migliaia di ettari di vigneti per garantire standard qualitativi elevati e tutelare l'identità territoriale di questo vino storico pugliese.
  • Esistono esempi di viticoltura biologica e sostenibilità nel territorio di Gioia del Colle?
    Assolutamente sì, il territorio sta vivendo una forte spinta verso l'innovazione sostenibile e la conduzione biologica. Un esempio emblematico è la cantina Coppi di Turi, pioniera nella riconversione a biologico dei propri 100 ettari di vigneto. Oltre a praticare agricoltura biologica, questa azienda è unica nel suo genere perché alimenta la propria cantina esclusivamente con energia pulita, dimostrando un impegno concreto verso la riduzione dell'impatto ambientale. Questo trend è condiviso da molte altre realtà locali, spesso guidate da giovani e donne che portano nuove prospettive innovative, mantenendo però il legame con le tradizioni tramandate dai genitori e dai nonni.

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