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olio di cocco

Aggiornato il 29 luglio 20153 capitoli5 domande frequenti
OLIO DI COCCO

Produzione

L'olio di cocco, si ricava dalla pianta di cocco, tipica delle coste tropicali. Il seme di questo frutto, la famosa noce di cocco, privata opportunamente del suo involucro fibroso più esterno e di quello legnoso che lo avvolge, è di colore bianco, molto carnoso e saporito. La mandorla detta copra, più o meno essiccata, è la materia prima che viene impiegata per la realizzazione dell'olio, perché contiene circa il 65% di grasso. L'olio di cocco, si realizza mediante la pressatura della copra, per poi essere raffinata in un secondo tempo, ottenendo in questo modo un olio di qualità molto inferiore, anche in relazione alla materia prima che viene impiegata. Questo prodotto, si distingue per la fusione piuttosto brusca, che avviene interno ai 24 gradi circa, mentre il suo punto di solidificazione, avviene interno ai 15 massimo 20 gradi. Di conseguenza, questo si presenta come un olio in climi molto caldi, e come burro invece nei climi freddi. È possibile trovare in commercio, l'olio di cocco idrogenato, dove ha un punto di fusione molto più elevato, rimanendo solido anche a temperature leggermente superiore ai 30 gradi.

Proprietà nutrizionali

L'olio di cocco è ricchissimo di acidi grassi saturi a media catena, grazie al suo profilo acidico, come caprilico, caprico, laurico e caprinico. Questi numerosi nutrienti, rappresentano una fonte energetica altamente disponibile, dal momento che sono di più facile assorbimento ed anche ossidazione, rispetto ai cugini a lunga catena. Anche essendo ricco di questi acidi grassi, come abbiamo già detto, l'olio di cocco, non influenza in modo negativo sui livelli di colesterolo, proprio perché è povero di acidi grassi saturi a lunga catena, come ad esempio il palmitico, ma è ricchissimo di MCT, che sono gli integratori per gli sportivi a base di acidi grassi a media catena, e vengono realizzati partendo generalmente dall'olio di cocco. Il ridotto contenuto di acido palmitico, viene compensato da una analoga quantità di acido oleico ed anche da una piccola percentuale di acido linoleico. L'olio di cocco, viene impiegato largamente nell'industria alimentare come olio per frittura, ma anche nella realizzazione di prodotti da forno e come base per margarina e burro. Negli ultimi anni, nonostante le tante controindicazioni sanitarie, l'olio di cocco, sembra stia incrementando la sua popolarità specie nella realizzazione di cibi naturali e specialmente tra i vegani. L'olio di cocco, contiene una elevata proporzione di acido laurico, un grasso saturo che tende a far aumentare i livelli di colesterolo nel sangue, aumentando in questo modo la quantità di lipoproteine ad alta densità (HDL), ed anche di lipoproteine a bassa densità (LDL, aumentando i livelli di (HDL). Vien rimpiazzato anche per i grassi solidi, mediante il procedimento chimico o chimico -fisico per la realizzazione di prodotto di pasticceria e da forno. L'olio di cocco contiene una percentuale pari al 6% di monoinsaturi ed il 2% di acidi grassi polinsaturi. Durante il processo di idrogenazione parziale, molto di questi vengono trasformati in acidi grassi trans. Questo prodotto idrogenato, oppure parzialmente idrogenato, viene impiegato anche per la preparazione di creme di formaggio, oppure per le merendine ed i pop corn. Nel processo di idrogenazione, i pochissimi grassi saturi presenti nell'olio di cocco (acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi), vengono combinato con l'idrogeno, mediante un processo catalitico per trasformali in saturi. In Australia questo è l'ingrediente principale per la realizzazione delle merendine e si trova sotto il nome commerciale di “Chopa”. L'olio di cocco inoltre, è stato testato anche come possibile biodiesel.

Proprietà benefiche

Le proprietà benefiche di questo olio, sono veramente numerose, ed ora citeremo qualcuna delle più importanti. Applicato sull’epidermide, questo prodotto, esercita un'azione lenitiva ed emolliente, perché dona alla pelle elasticità e tono., specie ad una pelle molto secca ed arida. Questo vegetale, po essere impiegato per la preparazione di burro per il corpo, oppure unito ad alcuni detergenti naturali, per renderli ancora più nutrienti. Dobbiamo inoltre ricordare, che l'olio di cocco contiene circa il 50% di acido laurico, un acido grasso saturo con delle spiccate proprietà antivirali, ad anche antimicrobiche ed antifungine, che vengono utilizzati per la preparazione di cosmetici, in cui si richiede la presenza di sostanza prevalentemente naturali ad azione antibiotica. Potete adoperare l'olio di cocco, dopo una lunga esposizione al sole o dopo una lampada abbronzante, perché questo svolge un'ottima azione restitutiva ed anche nutriente. Anche per la bellezza e salutare dei capelli, fare degli impacchi con l'olio di cocco, prima delle shampoo, fa in modo di ritardare l'incanutimento, ovvero la formazione dei capelli bianchi, molto fastidiosi specialmente nelle donne, inoltre nutre e lucida lo stelo, aumentando il volume della chioma e risaltandone il suo splendore.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra olio di cocco vergine e quello raffinato?
    La distinzione principale risiede nel metodo di estrazione e nella purezza. L'olio di cocco vergine (o extra-vergine) si ottiene dalla spremitura a freddo della polpa fresca del cocco, preservando aroma, sapore naturale e la maggior parte dei nutrienti benefici, inclusi gli acidi grassi a media catena (MCT). Al contrario, l'olio raffinato proviene spesso dalla copra (polpa essiccata) e subisce processi industriali che ne alterano il profilo nutrizionale, rendendolo meno pregiato. Inoltre, l'olio raffinato è privo di odore e sapore, ideale per cotture ad alte temperature dove non si vuole alterare il gusto del piatto, mentre il vergine mantiene un profumo caratteristico.
  • L'olio di cocco fa male al colesterolo?
    Il dibattito scientifico è complesso. L'olio di cocco è ricco di acido laurico, un acido grasso saturo che può aumentare sia il colesterolo 'cattivo' (LDL) sia quello 'buono' (HDL). Tuttavia, a differenza di altri grassi saturi a lunga catena, gli acidi grassi a media catena (MCT) contenuti nell'olio di cocco sono metabolizzati diversamente: vengono assorbiti rapidamente e usati come energia immediata piuttosto che immagazzinati come grasso corporeo. Per questo motivo, molti esperti nutrizionali lo considerano un'alternativa migliore agli oli idrogenati, pur raccomandando un consumo moderato all'interno di una dieta bilanciata, soprattutto per chi ha già problemi cardiovascolari preesistenti.
  • Come si conserva l'olio di cocco e perché cambia consistenza?
    L'olio di cocco ha una particolare caratteristica termica: fonde intorno ai 24°C e si solidifica tra i 15°C e i 20°C. Questo significa che in estate o in ambienti caldi apparirà liquido e trasparente, mentre d'inverno o in frigorifero diventerà bianco e solido, simile al burro. Questa trasformazione fisica è normale e non indica che l'olio sia andato a male. Per conservarlo correttamente, va tenuto in un contenitore ermetico, al riparo dalla luce diretta del sole e dal calore eccessivo, preferibilmente in un luogo fresco e asciutto. Una volta aperto, ha una durata di conservazione molto lunga grazie alla sua stabilità ossidativa.
  • A cosa serve l'olio di cocco per la cura della pelle e dei capelli?
    Grazie al suo alto contenuto di acido laurico, l'olio di cocco possiede forti proprietà antivirali, antibatteriche e antifungine. Sulla pelle, agisce come emolliente e lenitivo, ripristinando l'elasticità e nutrendo le zone secche o aride; è ottimo anche come doposole rigenerante. Per i capelli, applicato come impacco pre-shampoo, penetra nello stelo capillare nutrendolo dall'interno, riducendo la perdita di proteine, aumentando la lucentezza e il volume. Inoltre, aiuta a ritardare l'incanutimento e protegge dai danni ambientali. Può essere usato anche come detergente delicato o aggiunto alle routine di skincare naturali.
  • È sicuro usare l'olio di cocco per friggere?
    Sì, l'olio di cocco è adatto per la frittura grazie alla sua elevata stabilità termica derivante dall'alto contenuto di grassi saturi, che resistono meglio all'ossidazione rispetto agli oli insaturi. Viene ampiamente utilizzato nell'industria alimentare proprio per questo scopo. Tuttavia, è fondamentale distinguere tra olio di cocco vergine e quello idrogenato. L'olio idrogenato o parzialmente idrogenato contiene acidi grassi trans, dannosi per la salute cardiovascolare, e dovrebbe essere evitato. Per uso domestico, l'olio di cocco vergine o non idrogenato rappresenta una scelta più sicura e salubre, purché non si superino i suoi punti di fumo specifici durante la cottura.

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