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malto birra

Il malto è una sostanza che si ricava mediante la lavorazione della cariosside dei cereali, che hanno subito la germinazione.

di Redazione

19 febbraio 2018

Malto birra

Quando si parla di malto si vuole indicare la cariosside, ovvero il chicco di un cereale che ha subito la germinazione. Molto spesso anche se non è specificato, il termine malto indica il comune malto d'orzo. Il processo di lavorazione per ottenerlo, è la trasformazione di un cereale in forma grezza che è costituito da: pulitura e cernita delle cariossidi, germinazione, idratazione del cereale ed infine essiccatura del cereale maltato. La produzione a livello industriale del malto viene eseguita nelle malterie, dove tutte le cariossidi vengono lasciate macerare in appositi contenitori che prendono il nome di tini, dove qui assorbono acqua e si rigonfiano. Tale procedimento ha una durata di circa una settimana nelle camere di germinazione, dove qui nascono le radichette, piccole radici. Una volta terminata questa fase il malto vine trasferito in una camera di essiccazione , dove qui viene bloccata la germinazione e l'umidità scende dal 50% a circa l'8%. Una volta ben essiccato il malto vine posto in dei silos dove vi resta fino alla lavorazione. Il malto verde vine successivamente sottoposto alla tostatura, così da poter ottenere diverse tipologie in termini di colore. Da qui si ricava il malto secco. La maltatura può essere detta anche maltazione, e tale processo è molto importante per realizzare una delle materie prime per la produzione di bevande come la birra, oppure il whisky, perché il malto a differenza di altri cereali grezzi, può essere sottoposto a fermentazione mediante l'impiego di lieviti e trasformato così in alcol. Una volta che il seme germina, questo produce enzimi che servono ad idrolizzare l'amido in zuccheri meno raffinati, ideali per essere fermentati da lieviti. Infine dal malto si possono realizzare anche diverse tipologie di farina.

Proprietà del malto

Il malto è un prodotto naturale che offre benefici al nostro organismo, nello specifico all'intestino. Esso ha anche proprietà depurative, dato che favorisce il giusto funzionamento del fegato, organo importante deputato all'eliminazione delle tossine. Grazie agli enzimi digestivi presenti, il malto ha un potere digestivo amico dello stomaco. È anche un buon alleato energizzante, grazie al quantitativo di zuccheri a lento rilascio, che garantiscono un apporto costante nel tempo di energia. Proprio per questa caratteristica vine utilizzato ampiamente dagli sportivi. Uno studio recente condotto in Italia ha dimostrato infine che il malto d'orzo possiede un principio attivo benefico che prende il nome di maltolo, e che possiede proprietà antitumorali ed è in grado inoltre di condurre le cellule degenerate verso l'apoptosi, ovvero l'autodistruzione.

Tipologie malto

Grazie alla trasformazione attualmente in commercio si possono trovare diverse tipologie di malto, anche sotto forma di farina ed altro, ora vedremo insieme: 1. Farina di malto: essa si ricava mediante la macinazione dei chicchi di di orzo germinati, ed ha un potere diastasico molto buono, ovvero 13000 unità Pollak, ma il quantitativo di maltosio è basso. 2. Estratto di malto in pasta oppure sotto forma di sciroppo concentrato: esso è un prodotto che si realizza con la farina di malto o di cereali maltati successivamente diluiti con acqua calda. IL concentrato di tale trattamento consente di ottenere un liquido dalla consistenza molto densa, molto simile allo sciroppo di miele. Inoltre può essere ridotta nuovamente sotto forma di polvere mediante essiccazione. Il suo potere diastasico è elevatissimo, ovvero 24000 unità Pollak, ed inoltre anche la presenza di zuccheri è molto alta. 3. Estratti di malto sciroppato: esso presenta un elevato potere diastasico, ovvero 16000 unità Pollak ed inoltre contiene moltissimi zuccheri, in una percentuale che si aggira intorno all'85%. 4. Estratto di malto in polvere: questo prodotto si ricava mediante l'essiccamento dell'estratto di malto in sciroppo. Contiene uno scarso potere diastasico, ovvero 8000 unità Pollak, ma una elevata quantità di zuccheri, che si aggirano a circa il 90%. Cosa sono i Malti luppolati per la birra I malti luppolati per la realizzazione della birra sono degli estratti di malto già pronti che si possono trovare facilmente in commercio. La casa produttrice BIRRAMIA, offre la sua gamma MITICA da 3 chilogrammi con la serie COSMICA fornita di DRY HOPPING. I Nano Malt invece è la nuovissima serie Urban da 1,8 chilogrammi. Ideali sono anche i Balgian Extreme che utilizzano il metodo Partial Mash, dove sono compresi anche gli extra strong. I marchi inglesi più noti invece sono i Brewmarker a la Muntos, mentre i marchi più noti neozelandesi e molto apprezzati sono i Black Rock. Attualmente potete trovare i nuovissimi malti Old Brewer, migliori in Europa ed in America, realizzati dalla casa produttrice Mangrove Jack's Coopers, ovvero un diffusissimo marchio australiano. Infine troviamo l'apprezzatissimo Brewferm, il leader nel malti d'abbazia a doppio malto. Inoltre troverete moltissimi prodotti del birrificio inglese del Suffolk St. Peter's e gli Irlandesi Mountmellick, compresi entrambi di una bustina contenete lievito secco.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra malto d'orzo e altri cereali nella produzione della birra?
    A differenza di altri cereali grezzi, il malto d'orzo subisce un processo di germinazione controllata che attiva enzimi specifici. Questi enzimi trasformano l'amido contenuto nel chicco in zuccheri semplici, fondamentali per la fermentazione. Senza questa fase di maltazione, i lieviti non avrebbero il nutrimento necessario per convertire gli zuccheri in alcol e anidride carbonica, rendendo impossibile la produzione tradizionale di birra. L'orzo è preferito per la sua capacità di rilasciare questi enzimi in modo ottimale durante la bollitura del mosto.
  • Come si classificano i diversi tipi di malto disponibili in commercio?
    I malti si distinguono principalmente in base alla loro forma fisica e al contenuto di enzimi e zuccheri. Esistono farine di malto, estratti in pasta o sciroppo concentrato, estratti sciroppati liquidi e estratti in polvere. Ogni tipologia ha un diverso 'potere diastasico', cioè la capacità di convertire l'amido in zucchero. Ad esempio, gli estratti in sciroppo o pasta hanno un potere enzimatico molto alto, mentre le polveri ne hanno uno inferiore ma un contenuto zuccherino estremamente elevato, variabile dal 90% circa. La scelta dipende dalle esigenze specifiche della ricetta di brewing.
  • Quali sono i benefici nutrizionali e salutistici del malto d'orzo?
    Il malto d'orzo è ricco di enzimi digestivi che favoriscono il corretto funzionamento dello stomaco e dell'intestino, agendo come un valido aiuto per la digestione. Ha inoltre proprietà depurative, supportando il fegato nell'eliminazione delle tossine. Grazie agli zuccheri a lento rilascio, fornisce un apporto energetico costante, ideale per gli sportivi. Studi recenti hanno identificato nel malto il maltolo, una sostanza con potenziali proprietà antitumorali capace di indurre l'apoptosi, ovvero la morte programmata, delle cellule degenerate.
  • Cosa sono i malti luppolati e a cosa servono nel homebrewing?
    I malti luppolati sono estratti di malto già pronti che contengono anche luppolo, semplificando notevolmente il processo di produzione della birra per i principianti. Permettono di ottenere un prodotto finito senza dover gestire separatamente la fase di ammostatura del malto e quella di bollitura con il luppolo. Marchi come Birramia, Brewmarker o Brewferm offrono queste soluzioni pronte, alcune delle quali includono lievito secco o tecniche di dry hopping, garantendo risultati costanti e riducendo la complessità operativa per chi si avvicina alla birra fatta in casa.
  • Qual è il ruolo fondamentale della germinazione nel processo di maltazione?
    La germinazione è la fase cruciale in cui il chicco di cereale, solitamente orzo, inizia a crescere producendo nuove strutture come le radichette. Durante questa fase, che dura circa una settimana, il seme attiva la produzione di enzimi necessari per scomporre le riserve di amido in zuccheri più semplici. Questo processo blocca la crescita vegetativa vera e propria tramite l'essiccazione successiva, preservando gli enzimi attivi. Senza la germinazione, il cereale rimarrebbe grezzo e non potrebbe fornire gli zuccheri fermentescibili indispensabili per la successiva azione dei lieviti nella produzione di alcol.

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