Stuzzicante.it · guide e consigli pratici
Ricette · alimenti

biscotti savoiardo

Aggiornato il 19 maggio 20153 capitoli5 domande frequenti
Savoiardo

Storia

Il nome “Savoiardo”, deriva dalla regione originaria della Savoia. Questi biscotti hanno una consistenza molto spugnosa ed anche friabile. La sua forma ricorda un grande dito, perché è cilindrica con gli angoli tondeggianti, infatti gli inglesi chiamano i Savoiardi “Lady finger”, (dito di dama), mentre in Francia prendono il nome di “Bisciut boudoirs cioè biscotto a forma di cucchiaio. L'origine di questo dolcetto però, è ancora incerta tutt'oggi. Infatti molti lo fanno risalire al quindicesimo secolo, quando presso la corte dei Duchi di Savoia, fece visita il re di Francia, così per omaggiarlo, i cuochi realizzarono questo biscotto. I Savoiardi, sono l'ingrediente principale del “Tiramisù, ma la tradizione culinaria napoletana, li utilizza nel periodo di carnevale, inzuppandoli nel sanguinaccio. In Italia, la maggior produzione dei Savoiardi avviene nella provincia di Verona. Il tiramisù, uno dei dolci più famosi in Italia, è realizzato proprio con i Savoiardi, ma non solo questo dolce, anche la zuppa inglese e i suffle.

Tradizioni

Il tiramisù e la sua ricetta per la realizzazione, non è presente nei libri di cucina prima degli anni sessanta del ventesimo secolo. Questa ci fa credere e supporre che questo dolce sia recente. Molte sono le ricette che per tradizione assomigliano al tiramisù, in modo particolare la “Charlotte”,che viene realizzata con una base di crema bavarese, circondata da savoiardi. I Savoiardi sono sempre presenti nella cultura tradizionale pasticcera del nostro paese e il suo utilizzo oggi, è presente in tutta Europa. Alcune culture, utilizzano il Savoiardo, non solo per realizzare dolciumi e torte varie, ma come biscotto da inzuppare al mattino nel cappuccino o nel caffè, o addirittura per chi non fa uso di caffeina, nelle tisane o te deteinati, camomille o infusi. Questo biscotto molto fragrante e spugnoso,assorbe velocemente sia i liquidi che le creme.

Savoiardo in Italia

Nella tradizione Molisana, i biscotti Savoiardi, sono conosciuti col nome di “Prestofatti”, e riconosciuti e attestati dalla Regione, come cibo agroalimentare della tradizione del Molise. Tutte le regioni d'Italia conoscono questo prodotto che nel corso del tempo, subì l'influenza dei Savoia. Infatti i Savoiardi sono conosciutissimi e molto in uso in Sardegna, dove prendono il nome di “Pistoccus de caffè”e ancora oggi fanno parte della tradizione dolciaria artigianale di questo paese. Anche la Regione Sicilia, ha una sua ricetta pasticcera per la realizzazione dei Savoiardi, grazie al re sabaudo nel periodo settecentesco.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra il Savoiardo classico e quello integrale?
    La differenza principale risiede negli ingredienti e nel profilo nutrizionale. Il Savoiardo classico si basa esclusivamente su uova, zucchero e farina bianca, garantendo una texture estremamente leggera, spugnosa e friabile, ideale per assorbire creme e liquidi senza sbriciolarsi eccessivamente. Il Savoiardo integrale, invece, sostituisce parzialmente o totalmente la farina bianca con quella integrale, apportando maggiori fibre, minerali e un sapore più rustico. Sebbene mantenga la struttura porosa necessaria per preparazioni come il tiramisù, risulta leggermente meno elastico e più denso al palato. È importante verificare l'etichetta, poiché alcune varianti commerciali potrebbero contenere additivi diversi per mantenere la morbidezza nonostante l'uso di farine integrali.
  • Come si conservano correttamente i Savoiardi per mantenerli freschi?
    I Savoiardi sono prodotti a bassa umidità, il che li rende naturalmente longevi se conservati adeguatamente. La regola d'oro è tenerli in un contenitore ermetico, preferibilmente in vetro o plastica di qualità, per impedire l'ingresso di aria e umidità. L'umidità è il nemico numero uno: basta un ambiente troppo umido per renderli molli e perdere la loro caratteristica croccantezza esterna. Conservateli in un luogo fresco, asciutto e lontano da fonti di calore diretto. Evitate assolutamente la frigorifero, a meno che non siano stati già inzuppati in una preparazione specifica. Se acquistati sfusi, trasferiteli immediatamente in un barattolo sigillato dopo aver aperto la confezione originale.
  • Posso usare i Savoiardi per preparare il tiramisù vegano?
    Sì, i Savoiardi tradizionali sono spesso adatti a una dieta vegana, ma è fondamentale leggere attentamente l'elenco degli ingredienti sulla confezione. La ricetta classica prevede solo uova, zucchero e farina, tutti ingredienti vegetali. Tuttavia, molte produzioni industriali aggiungono latte in polvere, burro o altri derivati animali per migliorare la texture o il colore. Inoltre, bisogna fare attenzione alla certificazione di cross-contaminazione negli stabilimenti di produzione. Per una versione sicura, cerca confezioni contrassegnate esplicitamente come 'Vegan' o verifica che non vi siano tracce di latte o uova. In alternativa, esistono versioni specifiche realizzate con albumi vegetali o alternative alle uova, pensate appositamente per questa esigenza alimentare.
  • Perché i miei Savoiardi si sbriciolano troppo quando li inzuppo?
    Lo sbriciolamento eccessivo durante l'inzuppo dipende solitamente da due fattori: la qualità del biscotto e la tecnica utilizzata. I Savoiardi economici o vecchi tendono ad essere più secchi e fragili, rompendosi facilmente sotto il peso del liquido. Assicurati di acquistare prodotti freschi e di alta qualità. Tecnicamente, l'inzuppo deve essere velocissimo: immergi il biscotto per meno di un secondo nell'alimento liquido (caffè, alcol, succo) e rimuovilo immediatamente. La struttura spugnosa del Savoiardo assorbe i liquidi per capillarità; se lo lasci a bagno, si saturerà fino a disintegrarsi. L'obiettivo è ottenere un interno morbido ma una struttura ancora coerente per sostenere il dolce.
  • Quali sono le origini storiche del nome 'Savoiardo'?
    Il nome deriva direttamente dalla regione storica della Savoia, situata tra Italia e Francia. Le origini sono legate alla corte dei Duchi di Savoia nel Quattrocento. Secondo la leggenda più accreditata, questi biscotti furono creati dai cuochi ducale per onorare la visita del Re di Francia Carlo VIII. La forma allungata e tonda ricorda un dito, motivo per cui in Inghilterra sono noti come 'Lady Fingers'. In Francia, invece, assumono il nome di 'Biscuits Boudoirs', che letteralmente significa 'biscotti del salotto' o 'del confort', evocando l'idea di un dolce elegante e delicato da servire agli ospiti nei saloni nobiliari. Questa storia sottolinea il legame profondo tra la pasticceria italiana e la nobiltà europea del passato.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche