Farina di avena

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farina di avena

La farina di avena, viene realizzata mediante la macinatura dei chicchi di avena con o senza la buccia e con questo cerale si ricava anche la crusca.

di Redazione

05 ottobre 2015

Descrizione

Iniziamo questo articolo, facendo una dettagliata descrizione sull'avena. L'avena è una pianta che appartiene alla famiglia delle graminacee, del genere Avena, specie sativa, la nomenclatura binomiale dell'avena, è “Avena Sativa”. Questo cereale, viene adoperato solo per l'alimentazione umana e se ne consuma solamente il seme, che può essere sia intero con la buccia, che decorticato. La parte chimica principale che è presente nel seme di avena è l'amido, con una percentuale pari al 70%, dopo vengono le proteine, i grassi e le fibre. Per quanto riguarda i composti successivi, quelli che emergono sono: sali minerali, vitamine e lecitine. Nella crusca di avena, si evidenziano numerose quantità di “avenina”, e “trigollenina”, alcaloidi stimolanti della funzione neuro-muscolare. Le foglie di questo cereale, contengono saponine triterpeniche, mentre le parti restanti erbacee, sono ricchissime di gramine, alcaloidi indolici dalla funzione calmante. La paglia presente invece, è composta da pectine ed acido silicico. Queste componenti appena menzionate, risultano essere molto importanti per le realizzazioni di prodotti erboristici con la stessa pianta, che viene impiegata principalmente per combattere l'astenia, l'esaurimento a livello fisiologico, e per la dermatite di grave entità come quella seborroica. Con il passare del tempo, anche l'avena ha subito in modo negativo il forte consumo di riso, frumento e mais, ma ad oggi, alcune diete dette “salutistiche” , stanno introducendo questo cerale, perfino la “dieta a zone”. Del cereale avena, si consuma principalmente i semi interi o decorticati, i fiocchi di avena, il latte e la farina di avena. Dobbiamo ricordare inoltre a voi lettori, che la crusca che si ricava dall'avena, viene considerata in modo meno pregiato, rispetto a quella che si ricava dal frumento.

Dettagli

La farina di avena, raffinata o integrale, si ricava mediante la macinatura dei semi interi oppure decorticati, e viene utilizzata principalmente per la realizzazione di prodotti da forno, anche se spesso viene miscelata con la polvere di frumento, per farla poi lievitare in modo corretto. Questo prodotto, si presta benissimo per la lavorazione di dolci secchi, come ad esempio i classici biscotti. Una tra le tante ricette famose a base di avena è il “porridge”, un alimento come utilizzato come primo pasto del mattino, dalle popolazioni anglosassoni. L'avena essendo un cereale, non può essere introdotto nella dieta “glutine-free, anche se ad oggi, la sua adattabilità all'alimentazione del celiaco, è oggetto di polemica e controversie, proprio perché gran parte di questi soggetti, la sopportano in modo positivo. Lo stesso “Ministero della Salute”, ne consente il consumo, solo in assenza pero, di problematiche legate all'intestino, come l'ipertrofia della mucosa, e comunque in piccolissime porzioni, pari a 50 grammi per gli adulti, e 25 per i bambini. Ora parliamo della farina che si ricava dall'avena. Rispetto al prodotto che si ricava dai cereali detti più nobili, la farina di avena vanta numerose caratteristiche e proprietà nutrizionali molto differenti. Il suo valore energetico innanzitutto, è molto più elevato, caratterizzato per la maggior parte dalla presenza di lipidi, che forniscono come sappiamo, elevate calorie, più del doppio dei carboidrati. I lipidi presenti sono di origine insatura ed hanno una abbondante concentrazione di polinsaturi essenziali, ovvero omega 6. L'amido della farina di avena, grazie alla presenza di fibre, viene digerito e poi assorbito in modo molto lento, a vantaggio del valore glicemico rispetto all'alimento moderato. La porzione fibrosa, contiene per la maggior parte, ottime percentuali di beta-gucani, che sono delle molecole benefiche al nostro organismo, per combattere alcune malattie legate al metabolismo, come ad esempio l'ipercolesterolemia ed il diabete mellito di tipo 2. Se parliamo di farina di avena dal punto di vista delle proteine, quello che dovete sapere che queste sono molto abbondanti, circa il 50% rispetto alla farina di frumento, e tra l'altro è ricca dell'amminoacido lisina, che per tendenza è assai carente nei cereali. Per quanto riguarda il profilo delle vitamine, nell'avena è presente principalmente la vitamina B1, la vitamina PP ed anche quella E. I sali minerali invece sono il potassio, il ferro, lo zinco ed il fosforo, e sono presenti in ottime concentrazioni.

Valori nutrizionali

Ora elencheremo i valori nutrizionali della farina di avena, calcolati per 100 grammi di prodotto. Acqua: 9 g Carboidrati disponibili:72,30 g Carboidrati complessi: 59,20 g Zuccheri solubili: 7,20 g Proteine: 12,60 g Grassi “ lipidi”: 7,10 g Saturi: ND Monoinsaturi: ND Polinsaturi: ND Colesterolo: 0 Fibra totale:7,60 g Fibra solubile: ND Fibra insolubile: ND Alcol: 0 Sodio: 33 g Potassio: 3,70 g Ferro: 4,20 g Calcio: 80 g Fosforo: 342 g Magnesio: ND Zinco: ND Rame: ND Selenio: ND Tiamina: 0,52 mg Riboflavina: 0,17 mg Niacina: 2,40 mg Vitamina C: ND Vitamina E: ND Vitamina B6 : ND Vitamina B12: ND Manganese: ND

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Domande frequenti

  • La farina di avena è adatta ai celiaci?
    L'avena contiene naturalmente glutine, quindi tecnicamente non è sicura per chi soffre di celiachia classica. Tuttavia, molti pazienti tollerano bene l'avena pura, priva di contaminazioni crociate durante la lavorazione. In Italia, il Ministero della Salute permette il suo consumo solo in piccole dosi (circa 50g per gli adulti e 25g per i bambini) e solo se non ci sono problemi intestinali specifici come l'atrofia della mucosa. È fondamentale acquistare prodotti certificati 'senza glutine', poiché l'avena comune rischia di essere contaminata da frumento, orzo o segale durante la raccolta o la macinatura.
  • Quali sono i principali benefici nutrizionali della farina di avena?
    La farina di avena spicca per il suo alto contenuto proteico, superiore a quello del frumento, e per la presenza di lisina, amminoacesso spesso carente nei cereali. È ricca di beta-glucani, una fibra solubile nota per aiutare a ridurre il colesterolo LDL e stabilizzare la glicemia, rendendola ideale contro il diabete di tipo 2 e l'ipercolesterolemia. Inoltre, contiene grassi insaturi sani, Omega-6, e buone quantità di vitamine del gruppo B (soprattutto B1 e PP), oltre a minerali come potassio, ferro, magnesio e zinco. Il suo indice glicemico è basso grazie alle fibre, che rallentano l'assorbimento degli zuccheri.
  • Come si utilizza la farina di avena in cucina?
    Essendo priva di glutine, la farina di avena non lievita da sola, quindi va quasi sempre miscelata con farine tradizionali (come quella di grano) per preparare pane, pizza o torte che devono gonfiarsi. È eccellente però per dolci secchi come biscotti, cracker e muffin, dove la struttura non dipende esclusivamente dal glutine. Un uso classico è nel porridge, la colazione calda tipica anglosassone, ottenuta cuocendo i fiocchi o la farina in acqua o latte. Si usa anche per impanature croccanti o come addensante naturale nelle zuppe e nei condimenti.
  • Quanto vale energeticamente la farina di avena?
    La farina di avena ha un valore energetico piuttosto elevato, soprattutto grazie alla presenza di lipidi (grassi), che forniscono più del doppio delle calorie rispetto ai carboidrati. Su 100 grammi di prodotto, troviamo circa 72,3 g di carboidrati, 12,6 g di proteine e 7,1 g di grassi. Non contiene colesterolo. Nonostante l'alta densità calorica, la qualità dei nutrienti è ottima: i carboidrati sono prevalentemente complessi e accompagnati da 7,6 g di fibre totali, il che garantisce un senso di sazietà duraturo e un rilascio di energia graduale, evitando picchi glicemici immediati.

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