Halibut

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halibut

Il pesce halibut, è una specie facilmente riconoscibile per la sua forma particolare piatta e cresce principalmente nei mari nordici.

di Redazione

06 ottobre 2015

Descrizione

L'halibut, è un pesce tipico dei mari molto freddi del settentrione ed ha una forma piatta, che può raggiunger dimensioni molto elevate e la sua pesca, in molti paesi, ha un'importanza fondamentale per il commercio ittico. La carne di questo pesce, è molto conosciuta per la sua magrezza e per la sua alta digeribilità, ma per quanto riguarda il gusto, non sempre è apprezzato da tutti, perché è piuttosto delicato. Nei paesi del nord, il pesce halibut è considerato come fonte alimentare ittica per eccellenza. Questo pesce appartiene alla famiglia delle “Pleuronectidae”, del genere “Hippoglossus” e ne esistono diverse specie, ma quelle più pescate sono le Hippoglossus dell'Oceano Atlantico ed anche la Stenolepis dell'Oceano Pacifico. Spesso accade, che nel fare la classificazione, la forma particolare dell'animale potrebbe tranne in inganno, tanto da forviare dal giusto inquadramento. Se osserviamo infatti i le varie specie di halibut presenti e catturati in tutto in mondo, quello che si può notare è che non tutti rientrano nel genere Hippoglossus. Il termine halibut, deriva dall'unione di due sostantivi di origine anglosassone holy, che significa santo, e butt che vuol dire piatto, in poche parole, con questo termine tradotto significa ( pesce piatto santo), un chiaro riferimento che riguarda la sua particolare forma e anche all'importanza che riveste nei banchetti religiosi nelle festività. L'halibut è uno tra i più grandi pesci di forma piatta scoperto ai giorno d'oggi, ed il più grande in assoluto che è stato pescato, aveva un peso che superava i 230 chilogrammi, anche se gli esemplari di peso interno al quintale non sono poi così rari. Questa specie di pesce si presenta di colore bruno lateralmente sulla parte superiore, mentre la parte inferiore è di colore bianco e la sua pelle, è ricoperta per intero da piccolissime squame. Nel corso della sua vita, l'halibut segue una sorta di metamorfosi molto peculiare, infatti per natura, lui viene al mondo di colore totalmente bianco e con un occhio per lato e per questo, nuota in senso perpendicolare al fondo marino. Compiuto il sesto mese di vita, avviene la migrazione di un occhio verso il lato opposto, infatti il pesce assomiglia sempre di più agli altri “pleuronettidi”, simile alla sogliola. In contemporanea sul lato superiore del corpo, quello che ospita l'occhio che è emigrato, cambia colore e diventa marrone scuro, mentre l'altro, resta di colore bianco. Questa distribuzione a livello cromatico, serve a camuffare l'animale sul fondo marino, quando lo si guarda dall'alto, oppure a mezz'acqua, guardandolo dal basso. L'halibut è un pesce predatore per natura e si ciba di gran parte degli esemplari marini che trova in acqua. Da piccolo si sfama di crostacei ed anche di organismi bentonici, mentre una volta raggiunta l'età adulta, cattura granchi, polipi, salmoni, merluzzi, aringhe, passere ed anche altri halibut. Il pesce halibut, colonizza tutta la parte settentrionale dell'Oceano Atlantico oppure di quello Pacifico, e vive in profondità marine variabili, da poche decine di metri fino ad arrivare a centinaia, e nonostante trascorre gran parte delle sue giornate arenato sul fondo, spesso si sposta in senso verticale sulla colonna dell'acqua. Un halibut di dimensioni medio-grande, si nutre non solo di altri halibut come abbiamo già detto, ma anche di leoni marini, orche, salmoni e squali.

Aspetti gastronomici

Questo pesce viene consumato tendenzialmente a filetti e possono essere sia bolliti che fritti, oppure al forno o grigliati, mentre per quanto riguarda il metodo di affumicatura, questo risulta essere meno pratico da fare, per il semplice motivo, che l'halibut ha una carne molto magra e quindi un contenuto basso di grasso. La parte di tessuto muscolare del halibut è di colore bianco e la sua consistenza si presenta molto soda dal retrogusto delicato tendente al neutro. Questa specie di pesce, ha rappresentato sin dai tempi più antichi, una fonte nutrizionale importante per i nativi americani ed anche per quelli canadesi. Nei luoghi dove è presente il pesce halibut, oltre ad essere un supporto notevole, esso costituisce ancora oggi, una fonte importante di intrattenimento per il turismo di pesca sportiva e gastronomico.

Valori nutrizionali

La carne del pesce halibut, è molto magra ed ipocalorica, priva di carboidrati e ricca di proteine. Per quanto riguarda il profilo vitaminico di questo alimento, non ci sono ancora dei parametri che evidenziano la presenza o meno di questi elementi, ma dovete sapere, che si presta benissimo per ogni tipo di alimentazione, fatta eccezione per persone che hanno una forma di ipersensibilità correlata a disfunzioni ormonali e metaboliche. Trattandosi di un pesce che nasce e vive al nord, è possibile che vanti un buonissimo contenuto di acidi grassi polinsaturi essenziali del gruppo omega 3. Potete consumare l'halibut settimanalmente, per un totale di due volte, in porzioni che vanno da un minimo di 150 grammi, fino ad un massimo di 300, con calorie pari a 170 nel primo caso, e 340 nel secondo.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali valori nutrizionali dell'halibut?
    L'halibut è un pesce eccellente sotto il profilo nutrizionale, caratterizzato da una carne molto magra e ipocalorica. È privo di carboidrati e rappresenta una fonte concentrata di proteine nobili, ideali per chi segue diete dimagranti o desidera mantenere la massa muscolare. Inoltre, trattandosi di una specie che vive in acque fredde del Nord, è probabile che contenga buone quantità di acidi grassi Omega-3, fondamentali per la salute cardiovascolare. Le porzioni consigliate variano tra i 150 e i 300 grammi, apportando rispettivamente circa 170 e 340 kcal, rendendolo un alimento leggero ma saziante.
  • Come si consiglia di cucinare l'halibut per migliorarne il sapore?
    Data la sua carne bianca, soda e dal gusto delicato e tendente al neutro, l'halibut si presta a molteplici metodi di cottura. I filetti possono essere preparati bolliti, fritti, al forno o alla griglia, permettendo di esaltare la texture senza coprire il sapore originale. Attenzione però all'affumicatura: poiché la carne è molto povera di grassi, questo metodo risulta meno efficace e pratico rispetto ad altre specie più grasse. Per chi cerca sapori intensi, abbinarlo a salse o condimenti aromatici durante la cottura è la scelta migliore per bilanciare la sua naturale delicatezza.
  • È vero che l'halibut subisce una metamorfosi unica durante la crescita?
    Sì, l'halibut presenta una trasformazione fisica straordinaria nota come metaplasia laterale. Alla nascita, il giovane pesce è simmetrico, completamente bianco e nuota verticalmente con un occhio per lato. Intorno al sesto mese di vita, inizia la migrazione di un occhio verso il lato sinistro del corpo. Contemporaneamente, il lato superiore assume una colorazione brunosa per mimetizzarsi sul fondale marino, mentre quello inferiore rimane bianco. Questa evoluzione lo trasforma in un pesce piatto bentonico, simile alle sogliole, ottimizzando la sua sopravvivenza come predatore nascosto.
  • Di cosa si nutre l'halibut durante le diverse fasi della sua vita?
    L'alimentazione dell'halibut varia significativamente con la maturità. Da giovanile, si nutre prevalentemente di piccoli crostacei e organismi bentonici presenti sul fondo marino. Una volta raggiunto l'adulthood, diventa un predatore aggressivo e la sua dieta si espande notevolmente includendo granchi, polipi, merluzzi, aringhe e salmoni. Curiosamente, l'halibut adulto può persino cacciare esemplari della propria stessa specie. Gli esemplari di grandi dimensioni arrivano a predare animali più grossi come leoni marini, orche e squali, dimostrando la sua posizione apicale nella catena alimentare locale.

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