LATTE DI PECORA

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latte di pecora

Il latte di pecora, a differenza del comune latte di mucca che usiamo abitualmente come alimento della prima colazione, ha un alto valore energetico.

di Redazione

02 agosto 2015

Generalità

Nel nostro paese, dal punto di vista legislativo, quando parliamo di latte, si intende il prodotto che si ricava mediante la mungitura delle mammelle della vacca, e nel caso questo prodotto in commercio, derivasse da produzioni differenti, la dicitura specifica che indichi la provenienza e la freschezza del prodotto, devono essere assolutamente obbligatorie. Indipendentemente da questo, sul mercato nazionale, in maniera più o meno diffusa in base alle regioni e all'utilizzo che ne fanno, è molto facile reperire diversi tipi di latte animale, come ad esempio il latte di bufala, quello di asina, il latte di capra ed infine il latte di pecora.

Descrizione

Se analizziamo la diffusione dei prodotti citati sul territorio e la relativa importanza che rivestono nella cultura agro-alimentare a livello nazionale,quello che emerge è la sostanziale differenza tra le frequenza di consumo dei prodotti di bufala, quelli di asina e di capra, rispetto al latte di pecora, solamente secondo alla produzione del latte vaccino. Nell'industria alimentare, il latte di pecora viene utilizzato per la realizzazione e la produzione casearia di ricotta, mentre oggi, il suo consumo diretto, sembra essere ristretto ad un livello di consumo molto più limitato. Proprio per questo motivo, la composizione nutrizionale del latte di pecora risulta molto trascurata dai professionisti dell'alimentazione, che si trovano molto spesso a dover scontrarsi con l'ammontare calorico dei suoi derivati caseari. Ragionando con maggiore attenzione, si possono cogliere delle sfaccettature non poco trascurabili ovvero: se consideriamo che i derivati del latte più diffuso derivano dal latte di vacca o di pecora, oppure dalla loro miscela, e sarebbe opportuno capire, se tra questi alimenti, sono presenti delle differenze chimiche consistenti, per poi valutarne in un secondo tempo l'impatto nutrizionale.

Valori nutrizionali

Se valutiamo la composizione nutrizionale presente nel latte di pecora, e poi comparandola con quelle del latte vaccino, intero pastorizzato, si può osservare una differenza notevole nella distribuzione in percentuale dei lipidi, carboidrati e proteine. Il latte di pecora, rispetto a quello di vacca, risulta essere più calorico, con un quantitativo pari al 39 calorie per 100 ml di latte, a causa della maggiore porzione lipidica, proteica e di glucidi, a discapito dell'acqua alimentare. La quantità dei grassi presente nel latte di pecora , non hanno differenze sostanziali rispetto al latte vaccino, e riesce a mantenere un apporto tra acidi grassi saturi e quelli polinsaturi dello 0,1. Per quanto riguarda i micronutrienti, possiamo dire che grazie alla maggiore porzione lipidica presente nel latte di pecora, vi è una maggiore quantità molto elevata di retinolo e grazie a questa, possiede un leggero vantaggio sulle quantità di riboflavina ed anche di calcio, pari a 61 mg per 100 ml di prodotto. Se valutiamo la composizione chimica dei due alimenti messi a confronto, latte di pecora e latte di vacca, emerge per prima cosa la composizione di grassi presenti nel primo, rispetto a quelli che sono contenuti nel latte vaccino intero. Come abbiamo accennato, dobbiamo tenere presente che questo alimento viene utilizzato per la produzione di formaggi a pasta dura, che hanno un processo lungo di stagionatura, e che in questo periodo specifico, la percentuale di acqua scende notevolmente, da un buon 82% fino ad arrivare ad un massimo di 35%. Con questa notevole differenza, aumenta il valore nutrizionale e quindi le calorie. Dobbiamo infine aggiungere che questo prodotto, proprio per le caratteristiche descritte sopra, non è un alimento consigliato a tutti, specialmente a chi soffre di ipertrigliceridemia, o soggetti in sovrappeso o che hanno una vita sedentaria. Possono pero consumare, sempre in modo molto limitati, prodotti derivanti da latte vaccino, rispetto a quelli di pecora, cosi facendo, limiteranno il valore calorico ed energetico complessivo, ed in gran parte la quota lipidica e proteica. Questo prodotto, trova largo impiego in gastronomia, non solo per la realizzazione di formaggi stagionati, ottimi da servire vostre tavole come antipasto insieme ad altri formaggi o salumi, ma anche per la sua ricotta, molto conosciuta ed apprezzata nel nostro paese. La ricotta che si trova in commercio, può essere interamente di latte di pecora, oppure mista, con una percentuale pari, con quello di latte di mucca. Con questo prodotto fresco, si possono realizzare non solo primi piatti appetitosi, ma anche pizze e torte rustiche con l'aggiunta di verdure ed ortaggi. Anche nell'industria dolciaria o pasticcera, la ricotta di pecora trova largo impiego, sia come ingrediente aggiuntivo per la realizzazione di dolci, sia come crema che serve per riempire delle composizioni dolciarie. Ricordiamo inoltre che alcuni paesi dell'Italia, utilizzano la ricotta di pecora come farcitura di diversi prodotti di carnevale, come le zeppole, oppure i ravioli, dove questa viene amalgamata con zucchero e liquore.

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Domande frequenti

  • Qual è la principale differenza nutrizionale tra il latte di pecora e quello di vacca?
    Il latte di pecora si distingue nettamente da quello vaccino per il suo elevato contenuto energetico e lipidico. A parità di volume, il latte di pecora contiene una percentuale maggiore di grassi, proteine e carboidrati, risultando così più calorico. Questa densità nutrizionale deriva da una minore quantità di acqua presente rispetto al latte di mucca. Di conseguenza, mentre il profilo degli acidi grassi mantiene un equilibrio simile tra saturi e polinsaturi, la concentrazione complessiva di nutrienti rende il latte di pecora un alimento molto più ricco e saziante.
  • Chi dovrebbe evitare o limitare il consumo di latte di pecora?
    Data la sua alta densità calorica e il significativo apporto lipidico, il latte di pecora non è indicato per tutte le categorie di consumatori. È sconsigliato, o comunque da consumare con estrema moderazione, a persone che soffrono di ipertrigliceridemia, a chi presenta problemi di sovrappeso o obesità, e a coloro che conducono uno stile di vita sedentario. In questi casi, il rischio di accumulare eccessive calorie e grassi saturi è più alto. Chi segue diete ipocaloriche dovrebbe preferire il latte vaccino o scegliere versioni derivate che abbiano subito processi di riduzione del contenuto grasso.
  • Perché il latte di pecora è fondamentale per la produzione della ricotta?
    La ricotta è uno dei derivati caseari più iconici realizzati con il latte di pecora in Italia. Grazie all'elevato contenuto proteico e lipidico, questo latte coagula in modo efficace durante il processo di lavorazione, permettendo di ottenere una ricotta cremosa, nutriente e dal sapore caratteristico. Spesso la ricotta commerciale è una miscela di latte vaccino e ovino, ma quella puramente pecorina è particolarmente apprezzata in gastronomia per la sua struttura che si presta bene sia ai piatti salati, come primi e torte rustiche, sia a quelli dolci, sfruttando la sua naturale dolcezza.
  • In quali ambiti culinari viene utilizzata la ricotta di pecora?
    La ricotta di pecora vanta un impuso vastissimo nella cucina italiana. Viene impiegata come ingrediente principe in molti primi piatti, spesso condita con sughi semplici o verdure. Nella pasticceria, è essenziale per ripieni di dolci classici come i cannoli siciliani o le torte ricotta e pere. Inoltre, ha un ruolo tradizionale nelle feste popolari: in alcune regioni italiane, viene utilizzata come farcitura per prodotti di Carnevale come le zeppole o i ravioli dolci, dove viene mescolata con zucchero e talvolta liquore, creando un contrasto gustoso unico e molto amato.
  • Il latte di pecora offre vantaggi specifici per l'apporto di vitamine e minerali?
    Sì, il latte di pecora presenta lievi vantaggi nutrizionali rispetto a quello vaccino in termini di micronutrienti. Grazie alla maggiore frazione lipidica, esso garantisce un apporto superiore di retinolo (vitamina A), fondamentale per la salute della vista e della pelle. Inoltre, contiene quantità leggermente più elevate di riboflavina (vitamina B2) e calcio rispetto al latte di mucca, sebbene quest'ultimo rimanga comunque una buona fonte di minerale. Queste caratteristiche lo rendono un alimento interessante per chi cerca di integrare questi specifici nutrienti, pur dovendo fare attenzione al bilancio calorico totale.

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