Mandorle dolci

alimenti

mandorle dolci

Le mandorle dolci, sono il frutto della pianta di mandorlo, che può raggiunger un'altezza intorno ai dieci metri appartenente alla famiglia delle Rosacee.

di Redazione

29 novembre 2015

Storia ed utilizzi

La mandorla dolce, è il seme commestibile dalla pianta di mandorlo, che può raggiungere anche i 10 metri di altezza, ed appartiene alla famiglia delle Rosacee. La pianta produce delle drupe di forma ovale, che una volta mature, liberano un nocciolo chiamato comunemente mandorla. All'interno di questo, racchiusi in un guscio dalla consistenza legnosa, ci sono uno o più semi, molto ricchi di olio dal sapore dolce. Le mandorle dolci, vengono impiegate principalmente in ambito gastronomico di pasticceria, dove oltre ad essere un ingrediente molto importante per la preparazione di dolci come il classico torrone, confetti, mandorlati e molto altro ancora, funge anche da ornamento. Da questo frutto si ricava un bevanda molto dissetante, il latte di mandorla, profumata e salutare per il nostro benessere fisico. Questa si produce frullando le mandorle dolci fino a ridurle in poltiglia, aggiungendo dopo acqua. Il latte di mandorla dolce, prima di essere consumato va agitato accuratamente, perché a causa del suo livello di lipidi molto alto, esso tende a separasi in due fasi ben distinte. Per quanto riguarda la conservazione del latte di mandorla, dovete sapere che questo si inacidisce con molto facilita, quindi consigliamo di riporlo in frigo e consumarlo entro tre giorni circa. Un altro prodotto che si ricava dalle mandorle dolci, è l'olio, che si ottiene mediante spremitura dei semi delle mandorle e viene utilizzato specialmente in campo estetico e cosmetico, dove viene impiegato in particolar modo per le sue proprietà emollienti e nutritive, infatti esso protegge la cute, la rassoda e la rende più morbida al tatto e prevede anche le smagliature. Grazie alle sue proprietà lassative, potete anche utilizzare l'olio di mandorle dolci come alimento.

Valori nutrizionali

Le mandorle dolci, vengono assaporate tendenzialmente secche, addolcite oppure salate. Spesso l'impiego di sale nella produzione di mandorle, viene aggiunto per coprire eventuale sapore di rancido dato da un seme di qualità scadente. In generale possiamo dire che questo frutto è molto ricco di trigliceridi, con una elevata quantità di acidi grassi monoinsaturi. Ogni seme di mandorla, all'interno possiede un quantitativo vitaminico abbondante, in particolar modo di vitamina E “ Riboflavina”, oltre a i sali minerali, come il magnesio, manganese, calcio, fosforo e rame. Per quanto riguarda le proteine, dovete sapere che occupano nelle mandorle dolci un posto di rilievo, contribuendo a rendere questo frutto un alimento molto importante, digeribile ed energetico. Per cento grammi di prodotto, si registrano circa 600 chilo-calorie, e proprio per questo, le mandorle dolci devono essere consumate con moderazione, per un massimo di 15 al giorno, specialmente per chi combatte ancora per il raggiungimento del peso corporeo. Tabella nutrizionale per 100 grammi di parte edibile: Calorie: 571 Proteine:24,19 grammi Grassi: 50,61 grammi Carboidrati: 2,74 grammi Edibile: 80 grammi Vitamina E: 23,6 Grammi Contrariamente alle mandarle dolci, che si possono consumare in tantissimi modi, dovette sapere che quelle amare, non sono adatte all'alimentazione umana, perché contengono un glucosio di origine tossica, che si attiva con una cottura prolungata. Più una mandorla è amara, più il suo potere venefico è superiore, ma dei piccolissimi estratti di questi semi, vengono impiegati in dosi minime per la preparazione del classico amaretto, un dolce molto apprezzato nel mondo. Potete conservare le mandorle dolci per diversi mesi, solo se messi ad asciugare con il guscio, ma se private di questo, deperiscono con molta facilità, per evitare che avvenga, vi consigliamo di conservarle in un barattolo chiuso ermeticamente.

Tradizioni culinarie e ricetta

Le mandorle dolci, come abbiamo visto prima, sono dei frutti molto utilizzati, specialmente per la preparazioni di dolciumi, ma il loro impiego è molto sviluppato in alcune zone del mediterraneo per diverse cucine tradizionali. Tra le tante regioni, citiamo la Sicilia, la cucina sarda e quella pugliese, che utilizzano le mandorle , sia in impieghi di dolce che in quelle salate. La raccolta delle mandorle, viene fatta sia a mano che con dei lungi bastoni flessibili chiamate “ Varghe”, nei mesi di agosto e settembre, utilizzati in cucina per il pesto alla trapanese, ed in pasticceria, per la preparazione di confetti, biscotti, marzapane, pasta di mandorle e pasticcini. Tra le tante varietà di mandorla, ora citiamo le più conosciute: 1 Mandorla di Ceglie Messapica in Puglia. Questa mandorla è caratterizzata da una forma che contiene due semi anziché un'unica mandorla. 2 mandorla di Avola prodotta in Sicilia P.A.T 3 Mandorla di Toritto prodotta in Puglia, specialmente nel paese di Toritto in provincia di Bari ed è presidio Slow Food. 4 Biscotto di Ceglie, prodotta a Brindisi (Puglia). Come abbiamo potuto vedere, le mandorle dolci sono un alimento ricco di benefici per il nostro organismo, ma il consumo va moderato, sia in soggetti sani che non hanno problemi legati all'obesità, sia a coloro che ne soffrono.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quante mandorle dolci posso mangiare al giorno senza ingrassare?
    Le mandorle dolci sono un alimento molto calorico, contenente circa 571 kcal per 100 grammi, grazie all'elevato contenuto di grassi e proteine. Per questo motivo, il consumo dovrebbe essere moderato per mantenere un equilibrio calorico. Si consiglia di non superare le 15 mandorle al giorno, indipendentemente dal fatto che si stia seguendo una dieta dimagrante o meno. Questo quantitativo permette di beneficiare dei nutrienti essenziali senza eccedere nell'apporto energetico giornaliero.
  • Come si conserva correttamente il latte di mandorla fatto in casa?
    Il latte di mandorla preparato in casa ha una conservazione limitata rispetto alle versioni industriali perché privo di conservanti. A causa dell'alto contenuto lipidico, tende a separarsi in fase acquosa e grassa; prima del consumo, è fondamentale agitarlo bene. Per evitarne l'inacidimento rapido, deve essere conservato rigorosamente in frigorifero e consumato entro tre giorni dalla preparazione. Lasciarlo a temperatura ambiente per troppo tempo ne comprometterebbe rapidamente la qualità e la sicurezza alimentare.
  • Qual è la differenza tra mandorle dolci e amare?
    La distinzione principale risiede nella sicurezza alimentare e nel gusto. Le mandorle dolci sono il seme commestibile standard, ricco di oli e usato in pasticceria. Quelle amare, invece, contengono amigdalina, una sostanza che rilascia cianuro idrogenato durante la digestione o cotture prolungate, rendendole tossiche per l'uomo se consumate crude o in grandi quantità. Tuttavia, piccoli estratti di mandorle amare sono usati in dosi minime per aromatizzare liquori come l'amaretto, sfruttandone il profumo intenso ma eliminando il rischio tossico tramite diluizione e lavorazione specifica.
  • A cosa serve l'olio di mandorle dolci?
    L'olio di mandorle dolci, ottenuto per spremitura a freddo dei semi, è celebre soprattutto in ambito cosmetico ed estetico. Grazie alle sue proprietà emollienti e nutritive, protegge la pelle, la rassoda, la rende morbida e aiuta a prevenire le smagliature. Oltre all'uso topico, l'olio di mandorle dolci ha anche proprietà lassative leggere, permettendone l'utilizzo come integratore alimentare naturale per favorire il transito intestinale, purché assunto con le dovute cautele e dosaggi appropriati.
  • Quali sono le principali varietà di mandorle italiane riconosciute?
    L'Italia vanta diverse varietà pregiate di mandorle, molte delle quali protette da marchi DOP o IGP. Tra le più note ricordiamo la Mandorla di Avola in Sicilia, famosa per il suo aroma intenso; la Mandorla di Ceglie Messapica in Puglia, caratterizzata spesso da una forma biconvessa (due semi); e la Mandorla di Toritto, anch'essa pugliese e presidio Slow Food. Queste varietà sono fondamentali per la tradizione culinaria locale, utilizzate sia in dolci come il torrone e il marzapane, sia in piatti salati come il pesto alla trapanese.

Potrebbe interessarti anche