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olio di colza

Aggiornato il 25 giugno 20153 capitoli5 domande frequenti
OLIO DI COLZA

Introduzione

La colza, (brassica napus, oppure brassica napus oleifera) è una pianta dai fiori gialli brillanti appartenente alla famiglia della Brassicacea. Questa pianta viene coltivata nei climi nordici, come il Canada, Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia e nei Paesi Bassi, come pasto (foraggio), per gli animali. Da questa pianta si ricava l'olio di colza, un olio vegetale alimentare, ma non solo, è anche un combustibile nel biodiesel. In India, la coltivazione di questa pianta, è la principale in assoluto, infatti viene coltivata sul 13% dei terreni agricoli. Nel 200, secondo il Dipartimento di agricoltura degli Stati Uniti, la colza era la terza fonte mondiale di olio vegetale, dopo quello di palma e di soia. In Europa, la coltivazione di questa pianta, viene fatta principalmente come foraggio, grazie all'elevato contenuto di lipidi e di proteine. La colza, è stata la scelta europea prioritaria, da sostituire alla soia importata dall'America geneticamente modificata.

Usi dell'olio di colza

L'olio di colza, si ricava dai semi di questa pianta, ed il suo utilizzo, viene impiegato nell'alimentazione solo dopo essere stato raffinato e miscelato con altri oli, perché il suo sapore originale è poco gradevole al palato. Nell'olio di colza, è presente l'acido erucico, una sostanza tossica per gli esseri umani, ma che in piccole dosi, viene utilizzato come additivo. Proprio per la presenza di questa sostanza, l'olio di colza, in passato non era stato ammesso per usi alimentari, mentre in altri paesi con diverse legislazioni, veniva già utilizzato molti anni fa. La Canola, è una specie di varietà della colza, con basso contenuto di acido euricico ed è stata coltivata in Canada. La parte importante di questa pianta, è il seme che viene anche coltivata come copertura del suolo in inverno, limitandone il dilavamento dell'azoto. La pianta di colza, viene miscelata nel suolo mediante aratura oppure la si utilizza come pacciamatura. Con la lavorazione dei semi impiegata per la realizzazione dell'olio di colza, si ricava un residuo che viene utilizzato per l'alimentazione del bestiame da allevamento. L'olio ricavato dalla colza, è un alimento ricco di proteine e può competere con quello che si ricava dalla soia. La pianta della colza invece, viene utilizzata per l'alimentazione dei bovini, ma anche per i polli e per i maiali. Nei negozi asiatici, è possibile trovare in vendita la pianta di colza come verdura da utilizzare fresca. Spesso viene utilizzata nella produzione del miele, che al naturale, non possiede tantissime qualità. Sembrerebbe che la colza, abbia effetti negativi per soggetti con problemi legati all'apparato respiratorio (asma) e febbre da fieno, perché il suo polline aumenterebbe i disturbi legati a queste patologie.

Altri usi

L'olio di colza, come abbiamo citato sopra, viene utilizzato anche per la produzione del biodiesel, e potrebbe essere una valida alternativa, ma solo per un ridotto tipo di vicoli, per sostituire con rapidità i combustibili per autotrazioni attuali. Secondo uno studio da parte della Coldiretti, dalle piante oleaginose, si ricavano 850 chilogrammi di combustibile per ettaro di terreno, e mediamente un veicolo consuma più di una tonnellata di biodiesel all'anno ed i veicoli impiegati per la lavorazione dei terreni, sono circa 34 milioni. La superficie agricola italiana utile, si estende in 13 milioni di ettari e si presume che sia realistico alimentare a biodiesel solo piccoli appezzamenti di parco veicolare italiano, anche se si potrebbe esportare all'estero come si fa con il petrolio. Con il biodiesel, sempre da parte della Coldiretti, si è stabilito la capacità di alimentazione di circa 300.000 veicoli. Molte macchine alimentate al biodiesel, sono quelle impiegate per la coltivazione del cibo. Diverse associazioni di coltivatori, si stanno organizzando per fare in modo di coltivare non solo la colza, ma anche il girasole e trasformarli entrambi in biodiesel, senza dover pagare iva o accise, impiegato esclusivamente per fini agricoli (motofalciatrici, trattori e molte altre macchine). In questo modo, la produzione di olio di colza, sia per uso alimentare, che per uso agricolo o animale, diventerebbe meno dipendente dall'ascesa del petrolio. Ad oggi la produzione dell'olio di colza come biodiesel, è molto limitata e di conseguenza il suo prezzo non è competitivo con il prezzo del gasolio. C'è da dire che in moltissimi paesi, compreso anche l'Italia, il prezzo al pubblico del carburante è molto elevato dalla tassazione, e che le coltivazioni, vengono sovvenzionate sia dallo stato stesso come in questo caso l'Italia, che anche da parte dell'Europa, quindi il prezzo di questo prodotto, non è il prezzo libero del mercato, ma bensì il risultato di sovvenzioni. Intorno al 2005, si diffuse una voce secondo la quale, l'olio di colza, poteva essere utilizzato come carburante per i motori diesel. Ii mensile “Quattroruote”, ha effettuato con la Fiat Punto, una prova utilizzando l'olio di colza al posto del carburante classico, ma questo esperimento ha avuto esiti disastrosi.

Domande frequenti

  • L'olio di colza è sicuro per la salute umana?
    L'olio di colza tradizionale contiene livelli elevati di acido erucico, una sostanza potenzialmente tossica per il cuore umano, motivo per cui il suo consumo diretto era storicamente sconsigliato. Tuttavia, oggi in commercio si trova prevalentemente la varietà 'Canola', selezionata geneticamente per avere un contenuto di acido erucico quasi nullo. Questo olio è sicuro e benefico se consumato moderatamente, poiché è ricco di acidi grassi omega-3 e omega-9. È fondamentale verificare l'etichetta per assicurarsi che si tratti di olio di colza o canola raffinato, adatto all'alimentazione, evitando prodotti non specificati per uso alimentare.
  • Quali sono i principali vantaggi nutrizionali dell'olio di colza?
    L'olio di colza (o canola) è considerato uno degli oli vegetali più equilibrati per la dieta umana. Il suo principale vantaggio risiede nel profilo degli acidi grassi: presenta la più bassa percentuale di acidi grassi saturi tra gli oli comuni e un ottimo rapporto tra omega-6 e omega-3, favorevole alla salute cardiovascolare. Inoltre, è una delle poche fonti vegetali significative di vitamina E, un potente antiossidante. A differenza di altri oli, non contiene colesterolo e apporta calorie come tutte le fonti lipidiche, ma contribuisce positivamente al controllo del colesterolo LDL quando sostituisce grassi saturi nella dieta.
  • Si può usare l'olio di colza per friggere?
    Sì, l'olio di colza raffinato è adatto alla frittura grazie al suo punto di fumo relativamente alto, generalmente intorno ai 200-220°C. La sua stabilità ossidativa è buona, il che significa che resiste bene alle alte temperature senza degradarsi rapidamente o produrre sostanze nocive, purché non venga surriscaldato oltre il limite indicato. Tuttavia, per fritture lunghe o ripetute, è preferibile monitorarne il colore e l'odore. Per cotture delicate o condimenti a crudo, l'olio extravergine di oliva rimane spesso preferito per il gusto, ma il colza offre una neutralità apprezzata in pasticceria e nelle preparazioni dove non si vuole alterare il sapore del piatto.
  • C'è differenza tra olio di colza e olio di canola?
    Tecnicamente, la 'canola' è una specifica varietà di colza (Brassica napus) sviluppata in Canada negli anni '70 per ridurre drasticamente l'acido erucico e i glucosinolati. Mentre il termine 'colza' indica genericamente la pianta e i suoi derivati, 'canola' è un marchio registrato che garantisce standard nutrizionali specifici e sicurezza alimentare. In Italia e in Europa, l'olio venduto come 'di colza' per uso alimentare deve rispettare normative simili a quelle della canola, ovvero bassi livelli di acido erucico. Quindi, per l'uso domestico, i due termini sono spesso usati come sinonimi, ma la canola rappresenta lo standard di qualità più rigoroso e sicuro per il consumo umano.
  • L'olio di colza può essere usato come biocarburante?
    Sì, l'olio di colza è una materia prima primaria per la produzione di biodiesel. Tuttavia, non è consigliabile utilizzarlo direttamente nei motori diesel moderni senza un trattamento specifico. L'olio grezzo o semplicemente filtrato può causare gravi danni ai sistemi di iniezione e ai filtri a causa della sua viscosità elevata e della tendenza a formare depositi gommosi. Il biodiesel commerciale subisce un processo chimico chiamato transesterificazione che ne modifica le proprietà fisiche, rendendolo compatibile con i motori. Utilizzare olio alimentare non trattato nel proprio veicolo invalida la garanzia e comporta rischi meccanici significativi.

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