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Aggiornato il 28 luglio 20153 capitoli5 domande frequenti
OSTRICA

Generalità

L'ostrica è un prodotto della pesca di origine animale, appartenente alla famiglia dei molluschi, classe dei bivalvi. I tipi di ostriche sono presenti nelle acque marine sono moltissime, appartenenti non solo a generi diversi, ma anche a specie differenti, tra le tante quelle più utilizzate e conosciute appartengono senz'altro ai generi “Ostrea”, oppure ostrica comune. Le ostriche sono un alimento di grande pregio commerciale e possono essere assaporate sia cotte che crude. I molluschi in generale, oltre ad essere diffusissimi allo stato selvatico, sono oggetto di itticoltura, detta anche “ ostricoltura”, in moltissime parte del pianeta. Il prezzo di questo prodotto in commercio, cambia in base alla provenienza, ed anche alla varietà. Le ostriche rappresentano uno dei prodotti derivanti dalla pesca più diffusi e rinomati, specialmente nella cucina del centro e sud Europa, oltre che in tanti paesi che si affacciano nel Mare Mediterraneo. Il valore energetico delle ostriche è molto basso e in particolar modo sono ricche di proteine. I lipidi presenti, sono scarsi, ma il contenuto di colesterolo, prevede un consumo non eccessivo e piuttosto moderato. Una cosa da non trascurare è il rischio igienico-sanitario quando si consumano le ostriche crude, specialmente da una provenienza selvatica oppure non garantita. Alcune ostriche, sono in grado di produrre le perle e grazie a questa particolarità, vengono molto sfruttate nell'industria gioielliera. Come anticipato sopra, l'ostrica è un mollusco appartenete alla classe dei bivalvi, e quella comune, possiede una conchiglia esterna detta anche “valva”, che ne protegge la sua parte molle. Esteticamente questa sorta di corazza si presenta molto rugosa, lamellare ed irregolare di colore bianco tendente al grigio sfumato, mentre internamente appare liscia e di color madre perla. La conchiglia dell'ostrica, oltre a schermare l'animale, è molto utile al suo ancoraggio sugli scogli. Il segmento inferiore, si presenta molto grande e di forma concava, a differenza di quello superiore che risulta essere piatto. L'ostrica comune, ha un corpo interno di forma discoidale, di colore grigio con tendenza al beige o verdognole, delimitato da piccole ciglia ed attaccato all'interno dalla sua valva piatta. Esternamente la conchiglia svolge una funzione adesiva sui corpi solidi, come ad esempio gli scogli, i pali, i rettili. Un'ostrica comune ha dimensioni medie, poco superiori ai 10 centimetri, mentre la specie C. Gigas, può raggiungere dimensioni decisamente maggiori, e presenta un fortissimo polimorfismo. Ovvero una notevole irregolarità della sua forma complessiva. La sua organizzazione anatomica, è tuttavia molto simile a quella delle ostriche comuni.

Cenni biologici

L'ostrica vive prevalentemente in acqua salata o salmastra, e deve essere molto ricca di residui organici e piccoli organismi, con i quali si alimenta filtrando l'acqua, in maniera simile alle cozze. Colonizza batimetriche variabili da un minimo di 0 fino ad arrivare a decine di metri di profondità, ed alcune rimangono scoperte con la bassa marea, ed è presente in tutti i mari del mondo. Nel nostro paese ed anche a livello Europeo, la specie più coltivata ed allevata è l'Edulis, specialmente in Croazia e Francia. L'ostrica comune, oltre ad essere presente nel Mar Mediterraneo, vivono anche nell'Oceano Atlantico e ne Mar del Nord. Le ostriche che vivono nel Pacifico, che come suggerisce il termine, sono tipiche di questa zona, hanno raggiunto e colonizzato non solo l'Oceano Atlantico, ma anche il mar Mediterraneo. Questa specie, rispetto all'ostrica comune, ha una resa molto superiore e grazie a questo, ne stanno determinando l'imposizione commerciale rispetto alle cugine di origine europea.

In cucina

L'ostrica deve la sua popolarità al suo gusto inconfondibile, che si percepisce specialmente nelle ricette a crudo. In realtà questo prodotto del mare, non è il solo mollusco bivalve che si presta benissimo ad un consumo del genere. Anche le cozze, le capesante, i fasolari e le vongole, vengono assaporate a crudo e rappresentano delle vere e proprie leccornie. Per quanto riguarda gli accorgimenti da adoperare prima del consumo dell'ostrica, è quella che riguarda la pulizia dell'alimento grezzo. L'ostrica di allevamento è già sufficientemente pulita, ma tuttavia delle volte è comunque necessario applicare una energica spazzolata al suo guscio, per eliminare in questo modo eventuali residui di sabbia ed anche di alghe. Una volta che mette in cottura le ostriche, dovete controllare che nella fase di apertura, le schegge del guscio non cadano all'interno del mollusco. Una volta che queste si sono aperte, è sufficiente condirle con pepe nero o bianco, a seconda del gusto, ed un po di succo di limone. Alcuni amano accostare l'ostrica con il caviale ed una goccia di olio extra vergine di oliva. Una cosa importante da ricordare, è quella di evitare l'aggiunta di sale, perché l'acqua marina che è presente nell'ostrica, è già più che sufficiente a conferire sapidità alla pietanza.

Domande frequenti

  • È sicuro mangiare le ostriche crude?
    Il consumo di ostriche crude comporta rischi igienico-sanitari significativi, soprattutto se provengono da acque selvatiche non controllate o da fonti non certificate. Questi molluschi filtrano grandi quantità d'acqua per alimentarsi, accumulando potenzialmente batteri, virus e tossine. Per ridurre i pericoli, è fondamentale acquistare solo ostriche certificate provenienti da allevamenti certificati o venditori affidabili che garantiscono la tracciabilità e la freschezza. Inoltre, conservarle sempre in frigorifero a temperature basse e consumarle entro breve tempo dall'acquisto è essenziale. Chi soffre di immunodepressione, donne in gravidanza o anziani dovrebbero evitare il consumo crudo per precauzione.
  • Come pulire correttamente un'ostrica prima del consumo?
    Prima di preparare le ostriche, è necessario pulirne accuratamente il guscio esterno per rimuovere sporco, sabbia e residui di alghe. Utilizza uno spazzolino duro sotto acqua corrente fredda, strofinando con decisione la superficie ruvida della valva. Questo passaggio è cruciale per evitare che contaminanti entrino nella carne durante l'apertura. Se le ostriche sono di allevamento, potrebbero essere già parzialmente pulite, ma un'ulteriore spazzolatura garantisce maggiore igiene. Dopo la pulizia, assicurati che il guscio sia integro; le ostriche con la valva rotta o aperta permanentemente devono essere scartate poiché indicano che il mollusco è morto prima della vendita.
  • Quali sono le caratteristiche nutrizionali principali delle ostriche?
    Le ostriche sono un alimento nutriente dal valore energetico molto basso, ideale per chi segue diete ipocaloriche. Sono eccellenti fonti di proteine nobili, essenziali per la costruzione e il mantenimento dei tessuti muscolari. Contengono livelli ridotti di lipidi, ma presentano un contenuto di colesterolo che richiede un consumo moderato, specialmente per soggetti sensibili. Sono inoltre note per essere ricche di minerali come zinco, ferro e selenio. La loro struttura leggera e il basso apporto calorico le rendono un ingrediente pregiato e sano, purché il consumo sia bilanciato e attento alla provenienza per garantire sicurezza alimentare.
  • In che modo si condiscono meglio le ostriche a crudo?
    Per esaltare il sapore delicatissimo e inconfondibile dell'ostrica cruda, i condimenti devono essere leggeri e non coprenti. La ricetta classica prevede semplicemente un pizzico di pepe nero o bianco e qualche goccia di succo di limone fresco, che aggiunge acidità senza alterare troppo il gusto marino. Alcuni preferiscono abbinarla a caviale e una goccia di olio extravergine d'oliva per una versione più ricca. È assolutamente sconsigliato aggiungere sale, poiché l'acqua marina naturale contenuta all'interno della conchiglia è già sufficientemente sapida. Evitare condimenti pesanti permette di apprezzare appieno la freschezza e la dolcezza tipica del mollusco.
  • Quali sono le differenze tra le diverse specie di ostriche?
    Esistono molte specie di ostriche, ma le più comuni commercialmente sono l'Ostrea edulis (comune europea) e la Crassostrea gigas (del Pacifico). L'ostrica comune europea ha una conchiglia più irregolare e dimensioni medio-piccole, solitamente inferiori ai 10 cm. La C. gigas, invece, tende a crescere di più, mostra un forte polimorfismo nella forma e offre una resa commerciale superiore, dominando oggi il mercato internazionale. Entrambe sono bivalvi filtratori, ma la specie del Pacifico si è adattata bene anche alle acque del Mediterraneo e dell'Atlantico, soppiantando spesso la varietà autoctona per via della sua produttività e resistenza negli allevamenti ittici.

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