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panna da montare

Aggiornato il 19 ottobre 20153 capitoli5 domande frequenti
panna

Introduzione

La panna destinata al montaggio, deve possedere alcuni requisiti a livello chimico-fisico dettagliati. Come prima cosa, deve avere un tenore lipidico in percentuale pari al 40%, poi una integrità delle micelle di grasso ed una temperatura per la sanificazione (pastorizzazione) molto bassa, con un conservazione vicino allo zero, più o meno come quella del frigo. Il PH deve essere acido e privo di lavorazione industriale, mentre l' UHT, ovvero l'agitazione meccanica e la natura, faranno poi tutto il resto. Una volta che il liquido di panna è stato montato, questo si presenta come una massa molto schiumosa e soffice, con un livello di stabilità relativamente basso, che si ricava mediante agitazione. Se esaminiamo la composizione del latte vaccino, possiamo notare come le particelle di grasso, siano inglobate in micelle, e queste sono delle grandi gocce lipidiche avvolte da una sottilissima pellicola di proteine, che le mantiene tramite dispersione acquosa, evitando i questo modo che si raggruppino in grandi complessi lipidici. Durante il processo di montatura della panna, questi globuli di grasso, incamerano una certa quantità di aria che viene trattenuta da quella membrana proteica esterna di cui parlavano prima. All'inizio, questo incorporamento di aria sembra essere irregolare e molto grossolano così le proteine esterne aiutano questo, trasformando l'aria sotto forma di piccole goccioline, creando in questa maniera una sorta di film, che si trova a confine tra l'aria ed il siero del latte. Continuando con lo sbattimento, le bollicine diventeranno sempre più piccole e ridimensionandosi, aumenteranno di numero. Il film vine modificato a tal punto da accumulare sempre più globuli di grassi, che creando dei ponti tra loro e l'aria, conferiscono al prodotto stabilità. Per ottenere una buona panna montata, sono fondamentali anche le capacita manuali di chi sta realizzando il prodotto ed anche dello strumento, a seconda del tipo di lavorazione che si sceglie.

Vari tipi di panna da montare

I tipi di panna che si possono trovare in commercio sono tre, ma solo uno di questi è destinato alla montatura. Escludiamo fin da ora la panna da cucina, che ha un tenore di grasso molto basso, pari al 25% e proprio per questo non monta. Si presenta come un liquido semi solido, dato dalla formazione del gel caseinico che intrappola i globuli di grassi. Una volta acquisto questo prodotto, se non viene consumato nell'immediato, potete notare come si separa la parte solida da quella liquida, che vine poi reintegrata con facilità solo mescolando il prodotto. L'altro prodotto in commercio, è la panna da caffetteria, anch'essa non in gradi di schiumare, perché ha un grado lipidico molto simile a quello del comune latte, quindi di conseguenza insufficiente e se inoltre ha subito il trattamento UHT, risulta essere meno stabile, ma conservabile più a lungo nel tempo. Il terzo ed ultimo prodotto, è quello che riguarda, cioè la panna da montare, la sola ed unica da dove si può ricavare la panna montata. L'apporto di grassi presente in essa, è pari al 35%, ovvero il quantitativo necessario per farle raggiungere il 300% del volume iniziale. Nel caso in cui avete acquistato un prodotto simile, ma con percentuale lipidica molto inferiore a quella sopra citata, questo risulterà meno stabile, e con dosi eccessive invece, saranno molto difficile da montare.

Valori nutrizionali ed usi in cucina

Quando parliamo di panna montata, stiamo ad indicare un alimento schiumato i cui valori nutrizionali sono molto differenti rispetto a quelli della Panna o Crema di Latte LIQUIDA, perché una volta montata questa, raggiunge un volume che è di tre volte superiore rispetto a quello di origine e due terzi di questo, sono costituiti da gas atmosferici. La panna da montare, non è altro che un derivato del latte ad altissimo contenuto di grassi, quindi di conseguenza molto energetico e possiamo ipotizzare che sia ricchissimo sia di acidi grassi saturi, si di colesterolo. Questi aspetti appena citati, fanno della panna da montare un alimento inadatto al consumo per coloro che stanno seguendo una dieta per il dimagrimento o per il controllo del peso corporeo, ed in particolar modo anche per le persone che sono soggette da ipercolesterolemia. I carboidrati della panna da montare sono pochissimi, perché questa contiene anche molto poco lattosio, ma comunque inadatta per coloro che hanno problemi di intolleranze alimentari a questo glucide. La vitamina A presente in questo alimento, ha un posto molto rilevante, perché è presente in buonissime quantità, anche per quanto riguarda i sali minerali. Per tutte le caratteristiche abbiamo descritto, la panna da montare è un prodotto da consumare in maniera sporadica e con porzioni limitate. Con questo prodotto, si possono realizzare moltissime ricette, e farcire differenti dolci sia da pasticceria che da forno. L'uso più comune della panna montata è quello di consumarla insieme alle torte, sia al cioccolato che alla crema, oppure assaporarla nella cioccolata calda o nel caffè, ideale specialmente in inverno.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra panna da montare e panna da cucina?
    La differenza fondamentale risiede nel contenuto di grassi e nella struttura fisica. La panna da montare richiede un tenore lipidico elevato, generalmente intorno al 35-40%, per poter incorporare aria e formare una schiuma stabile. Al contrario, la panna da cucina ha un contenuto di grassi inferiore, circa il 25%, e si presenta come un liquido semi-solido o gelatinoso dovuto alla formazione di gel caseinico. Quest'ultima non è adatta per essere montata perché manca della concentrazione necessaria a creare la rete proteica che trattiene le bolle d'aria; se provi a sbatterla, otterrai solo un liquido più fluido senza mai raggiungere la consistenza spumosa desiderata.
  • Perché la panna montata aumenta di volume fino a triplicarsi?
    L'aumento di volume avviene grazie al processo fisico-chimico di incorporazione dell'aria durante l'agitazione. Le micelle di grasso presenti nella panna, avvolte da una sottile pellicola proteica, si rompono parzialmente sotto sforzo meccanico. Questo permette ai globuli di grasso di aggregarsi formando una rete tridimensionale che intrappola le bolle d'aria. Poiché due terzi del volume finale sono costituiti da gas atmosferico e solo un terzo dalla sostanza originale, il risultato è una massa leggera e soffice che tripla il volume iniziale, mantenendo una stabilità relativa grazie ai ponti creati tra i grassi e l'aria.
  • È consigliabile mangiare la panna montata se si soffre di colesterolo alto?
    Generalmente no, poiché la panna da montare è un derivato del latte ad altissimo contenuto di grassi, ricca di acidi grassi saturi e colesterolo. Questi elementi la rendono un alimento molto energetico e inadatto a chi segue diete per il dimagrimento o, soprattutto, per il controllo dell'ipercolesterolemia. Inoltre, contiene tracce di lattosio, il che la rende potenzialmente problematica per chi ha intolleranze specifiche. Sebbene contenga buone quantità di vitamina A e sali minerali, il suo profilo nutrizazionale ne limita il consumo a occasioni sporadiche e con porzioni molto controllate per non compromettere la salute cardiovascolare.
  • Come si conserva correttamente la panna da montare prima dell'uso?
    La conservazione è cruciale per garantire il successo della montatura. La panna da montare deve essere tenuta in frigorifero a temperature vicine allo zero, idealmente tra i 2°C e i 4°C. È essenziale mantenere la catena del freddo costante, poiché il calore altera la struttura delle micelle di grasso e riduce la capacità della panna di assorbire aria. Prima di utilizzarla, assicurati che sia ben fredda; una panna tiepida non monterebbe mai, diventando semplicemente un liquido oleoso. Evita di esporla a sbalzi termici bruschi e consumala entro la data di scadenza indicata sulla confezione per garantire freschezza e sicurezza alimentare.
  • Quali sono gli usi culinari principali della panna montata?
    L'utilizzo più diffuso della panna montata è in ambito dolciario, dove funge da guarnizione e farcitura per torte, cupcake e dessert al cucchiaio. È perfetta per accompagnare torte al cioccolato, alla crema o ai frutti di bosco, aggiungendo leggerezza e contrasto di sapori. Oltre ai dolci, è eccellente per arricchire bevande calde come la cioccolata calda o il caffè, specialmente nei mesi invernali, donando una texture setosa. Può anche essere utilizzata come base per creme salate leggere o per decorare zuppe fredde, purché si opti per varianti specifiche o si aggiunga al momento del servizio per evitare che collassi.

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