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sarago

Aggiornato il 17 marzo 20163 capitoli5 domande frequenti
Sarago

Introduzione

Il sarago è considerato un pesce molto simpatico e curioso, conosciutissimo dai subacquei, che lo incontrano molto spesso nelle loro immersioni, infatti basta che nella zona marina ci siano delle tane e dei sassi e la sua presenza è assicurata. La forma del suo corpo è ovale e molto alta e compatta, con il profilo tendenzialmente convesso. Per quanto riguarda la bocca, non molto grande, contiene nella parte anteriore ben otto denti incisivi ed inoltre una fila di molari arrotondati situati nella parte posteriore. Nel dorso vi è la pinna unica che si estende per tutta la lunghezza della schiena e la prima parte di essa è formata di raggi molto spinosi dalla consistenza robusta, mentre la seconda contrariamente ha i raggi molli. Le pinne presenti nel petto del sarago sono abbastanza lunghe mentre la pinna caudale è leggermente appuntita. Il colore alla base è grigio argento ed è possibile avvistare sette o otto bande in senso verticale di colore tendente al verde che si espandono lungo i fianchi. La cosa di questo pesce presenta un bordo molto scuro, mentre le pinne pelviche sono grigiastre ed è ben visibile la presenza di una macchia nera nella parte caudale sul peduncolo. Tra i tanti pesci che vivono i nostri fondali marini, di sicuro il sarago è il solo a dimostrare visibilmente la propria età. I giovani si riconoscono principalmente dai colori molto chiari e dalle macchie tenui presenti nel loro corpo, mentre la linea complessiva tende ad essere di colore argento molto brillante. Con il trascorrere degli anni, il pesce cambia aspetto, il suo profilo tende ad essere sempre più ripido, l'occhio si scurisce e sembra diventare più cattivo e il colore argento brillante, si trasforma in piombo, mentre il verde delle strisce verticali descritte prima, diventa più scuro, i denti ingialliscono ed aumentano di grandezza tendendo a sporgersi. La lunghezza di questo pesce può arrivare fino ai 50 centimetri, con un peso massimo di due chilogrammi. Per quanto riguarda l'alimentazione del sarago, questo si nutre principalmente di crostacei, molluschi ed echinodermi, che sminuzza con pazienza grazie ai suoi denti molari, anche se in alcuni casi, apprezza assaporare alghe verdi che crescono sulle rocce e nei casi più estremi, si nutre anche di piccolissimi pesci. La vita del sarago è costituita da branchi numerosi e il pesce si accoppia nel periodo primaverile, dove depone le sue uova che sono fluttuanti. I piccoli del sarago, nel primissimo stadio di vita, seguono le correnti di plancton e vivono in acque libere, per poi nel corso del tempo vivere sui fondali, che non abbandonano mai nel corso della loro vita, fatto eccesso per alcune occasioni speciali.

Habitat

Possiamo affermare che il pesce sarago è presente in tutti i mari anche nell'Atlantico, dal Golfo di Biscaglia fino ad arrivare in Angola. Non esiste nessuno scoglio al mondo, che non abbia la sua famiglia di saraghi arenati li, e come sappiamo, le rocce ed i sassi sono presenti anche nelle spiagge così questo pesce è sempre visibile a tutti e protagonista del panorama. Il pesce sarago predilige fondali di medie profondità e molto rocciosi, che non superano i trenta o quaranta metri e si può trovare anche in paesaggi caratterizzati da pareti a picco con guglie lunari, come ad esempio nei declivi pietrosi accatastati una sull'altra ed anche sui fondali misti di scogli ed alghe. Quest'ultimo che abbiamo citato, è sicuramente il paesaggio che più ama particolarmente, essendo come abbiamo descritto inizialmente, un pesce molto curioso, che ama tantissimo la vita allegra ed in compagnia, sempre con la presenza di luce. Il pesce sarago si può pescare sia direttamente dalla costa, che con la pesca subacquea oppure dalle barche.

Comportamento

Il sarago è amante della compagnia ed apprezza particolarmente le fessure, specie quelle orizzontali, gli specchi che si vanno formando tra un riflesso ed un altro e le gallerie, infatti possiamo dire che questi ultimi sono la sua casa. È un pesce abitato a vivere tra le rocce, ma a differenza della cernia non è un esemplare da tana, che una volta scelta la sua abitazione, resta li per tutta la vita. Il sarago non sceglie un rifugio, ma bensì una zona, che lo ispira particolarmente in quel momento, dove poi vi si stabilisce, allontanandosi di tanto in tanto. Questo esemplare ha tante case, una per quando fa troppo caldo, una per la presenza di troppa luce ed eventualmente una casa anche per ripararsi nella notte, per passare del tempo in compagnia con altri esemplari ed amici che lui ritiene simpatici. In conclusione possiamo dire che il sarago è un pesce simpaticissimo e molto espansivo, che non ha di certo problemi ad alloggiare in qualsiasi parte, e ricorda facilmente ogni sua casa. Essendo un pesce molto intelligente, di certo non andrà ad infilarsi nel primo buco alla presenza di un subacqueo sul fondale e decide perciò di nascondersi in un posto migliore lontano da eventuali attacchi.

Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche fisiche distintive del sarago?
    Il sarago presenta un corpo ovale, alto e compatto con un profilo dorsale convesso. La colorazione di base è grigio-argento, decorata da sette o otto bande verticali verdastre sui fianchi. Una caratteristica unica è la capacità di mostrare visivamente l'invecchiamento: i giovani hanno colori chiari e brillanti, mentre gli adulti sviluppano un tono piomboso, occhi più scuri e denti molari ingialliti e prominenti. La pinna dorsale è continua, con la parte anteriore formata da raggi spinosi robusti e quella posteriore da raggi molli. Inoltre, sulla coda è ben visibile una macchia nera sul peduncolo caudale.
  • Dove vive il sarago e qual è il suo habitat preferito?
    Il sarago è diffuso in tutto il Mediterraneo e nell'Atlantico orientale, dal Golfo di Biscaglia all'Angola. Predilige fondali rocciosi di media profondità, generalmente entro i trenta-quaranta metri, ma si trova anche in zone con pareti a picco o fondali misti di scogli e alghe. Ama la luce e la compagnia, evitando le tane fisse tipiche di altri pesci come la cernia. Si stabilisce in aree specifiche fornite di fessure e rifugi temporanei, spostandosi frequentemente tra diversi punti della stessa zona per adattarsi a variazioni di temperatura, luce o necessità di riposo notturno.
  • Cosa mangia il sarago?
    La dieta del sarago è prevalentemente carnivora e si basa su crostacei, molluschi ed echinodermi. Grazie ai suoi potenti denti molari posteriori, riesce a triturare con precisione il guscio duro di queste prede. In alcuni casi, integra la sua alimentazione consumando alghe verdi che crescono sulle rocce. Nei periodi di carenza o per necessità, può occasionalmente nutrirsi di piccoli pesci. Questa alimentazione varia a seconda della disponibilità locale e della stagione, dimostrando una certa adattabilità ecologica nel suo ambiente naturale.
  • Come si riproduce il sarago?
    Il sarago vive in branchi numerosi e la riproduzione avviene durante il periodo primaverile. Durante questa fase, la femmina depone uova fluttuanti che vengono rilasciate nella colonna d'acqua. I piccoli, allo stadio iniziale di sviluppo, seguono le correnti marine insieme al plancton, vivendo in acque libere. Man mano che crescono, migrano verso i fondali rocciosi dove passeranno il resto della loro vita adulta, abbandonando raramente l'ambiente bentico tranne che per eventi eccezionali. Questa strategia garantisce una buona dispersione larvale prima della stabilizzazione negli habitat preferiti.
  • È possibile pescare il sarago e come si comporta con i subacquei?
    Sì, il sarago è pescabile sia dalla costa, che tramite barche o pesca subacquea. Essendo un pesce curioso e intelligente, interagisce spesso con i subacquei senza mostrare paura immediata, ma mantiene una prudenza strategica. A differenza di altre specie territoriali, non difende una singola tana; invece, utilizza diverse fessure e rifugi temporanei nella stessa area. Se minacciato, preferisce ritirarsi in un luogo sicuro e lontano piuttosto che combattere, ricordando perfettamente la posizione dei suoi vari rifugi. Questa natura socievole e mobile lo rende facile da osservare ma complesso da intrappolare in modo permanente nello stesso punto.

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