vino rosato








Introduzione

Tra i tanti vini del panorama enologico, di certo il rosato è uno tra quelli sottostimati, ed oltre a non avere una buona reputazione, molto spesso il vino rosato è vittima di pregiudizi a tal punto da perdere la propria dignità ed identità in quanto vino.

I principali responsabili di tutti questo sono i consumatori, che considerano questa qualità di vino, ne bianco ne rosso quindi a sua volta un non- vino ed anche gli addetti alla commercializzazione del prodotto che spesso dimenticano di proporlo al cliente e non hanno alcun interesse.

La maggiore convinzione che danneggia l'immagine di questo vino, è quella di credere che si realizza miscelando il vino bianco con quello rosso, in modo tale da ottenere un rosato.

Tutto questo invece dovete sapere, che era una brutta abitudine dei ristoratori e dei produttori senza scrupoli dei tempi andati ed possiamo aggiungere anche con pochissima intelligenza, perché miscelando i due vini, realizzavano un prodotto scadente.

Ora chiariremo subito questo inconveniente e questi pregiudizi infondati: incominciamo col dire che per quanto riguarda la produzione dei vini rosati, la miscelazione dei bianchi con i rossi, è un metodo vietato per legge in tutti i pesi vinicoli nel mondo e questo sistema può essere adoperato solo ed esclusivamente per la produzione di spumanti come ad esempio lo Champagne oppure il Franciacorta.

Il vino rosato, segue una procedura e delle tecniche specifiche proprio con l'intento di realizzare un liquido rosato e per tanto non deve essere considerato un prodotto meno pregiato oppure di dubbia classificazione.

Sono moltissime le aziende vinicole che producono questo vino seguendo le tradizioni del proprio paese di origine, specie in alcune zone del mondo, dove il rosato ha sempre avuto un vero e proprio significato culturale oltre ad una sua dignità, infatti nel nostro paese possiamo citare come produttori del vino rosato la Puglia, oppure i tanto apprezzati rosati del Salento, ma anche in Abruzzo e Montepulciano, oltre alla Provenza francese.

Fra gli intenditori di vini, dovete sapere inoltre, che gli spumanti metodo classico rosati, hanno una buonissima reputazione e sono molto apprezzati.

A questo punto ci chiediamo: come mai se gli spumanti rosati sono così apprezzati, non potrebbero esserlo anche i vini rosati da tavola?

Alla base di tutto questo indubbiamente c'è la disinformazione e l'ignoranza, che determinato la bassa diffusione di questo prodotto dal gusto inconfondibile.

Vino rosato

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Usi

Vino rosato I vini rosati, sono in grado di offrire una versatilità in tavola e grazie a questo, è possibile fare degli abbinamenti gastronomici molto bilanciati e molto importanti.

Molto spesso quando dobbiamo abbinare ad un alimento particolare un vino, il bianco risulta essere troppo leggero, mentre il rosso troppo pesante ed è proprio in questo contesto, che entra in gioco il vino rosato.

In questo contesto, il vino rosato ricopre una posizione assolutamente di rilievo nel panorama dei vini, un posto che di certo ne un buon vino bianco, ne un ottimo rosso, sarebbero in grado di ricoprire, e proprio per questo hanno una loro identità.

Di certo la cosa migliore da fare, per gli amanti dei vini, sarebbe quella di spaziare tra i classici bianchi e rossi, verso un vino rosato.

Il vino rosato, essendo un prodotto a parte rispetto agli altri vini, non solo per le sue qualità olfattive e gustative, ma anche per il metodo di produzione, dovrebbe occupare un posto di rilievo e non subire i pregiudizi, come invece accade ancora oggi.

Il rosato si realizza inizialmente come per i classico vini rossi, e prosegue con il metodo dei vini bianchi, e da questo si produce un risultato ottimo, che si può tranquillamente osservare versandone un calice.

Il colore del rosato ci rimanda al vino rosso, ma invece va servito in tavola come vino bianco.


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vino rosato: Fermentazione

Vino rosatoUna volta realizzata la base per il mosto, il passaggio successivo è la vinificazione che si realizza seguendo le procedure stabilite dalla legge, previste per la realizzazione del vino bianco.

Tendenzialmente il vino rosato viene fermentato utilizzando dei contenitori inerti, che possono essere sia di acciaio che di cemento, molto raramente di legno, come ad esempio le classiche botti oppure le barrique.

Tutto questo è valido anche per il periodo della maturazione, infatti sono molto rari i casi in cui il produttore scelga come contenitore una botte di legno per far maturare il vino rosato.

Il tosato generalmente è pronto nel periodo primaverile che sussegue la vendemmia ed è consigliabile il loro consumo quando ancora è giovane.

Una volta terminato il processo di fermentazione e della maturazione, il vino rosato viene stabilizzato e poi filtrato, con la stessa procedura che si adopera per qualsiasi altro vino bianco.

Terminate queste fasi, segue l'imbottigliamento e dopo la commercializzazione.



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