Descrizione del frutto
L'arancio che si adopera per la preparazione della marmellata, è quello dolce il più diffuso e conosciuto nel mondo, e proprio per questo, vengono coltivate moltissime varietà differenti. Il nostro paese è al quinto posto nella graduatoria dei maggiori produttori di arance, infatti ne produciamo circa 2,5 milioni di tonnellate ogni anno. Al primo posto troviamo il Brasile, che produce arance per 18 milioni di tonnellate annue. Questo frutto, è originario della Cina, ma secondo degli studiosi, era già conosciuto al tempo degli antichi Romani nel primo secolo d.C Solo nel 1300, venne introdotto nella penisola Iberica e si narra, che le popolazioni Arabe, portarono le rance dolci in Sicilia, nel lontanissimo nono secolo d.C Le popolazioni sicule, chiamavano le arance con il nome di “ Melarancia”, mentre in ambito letterario gli attribuirono l'appellativo di “portogallo”. Sono diversi i nomignoli che con il passare del tempo vennero attribuiti a questo frutto, ad esempio nel dialetto siciliano si chiamano ( portualli), in quello ferrarese (portogàl), in Abruzzo ( partaall), in Veneto (naransa), (purtiall) sul Gargano e nel Salento (portacallu). L'arancia dolce, è una vera e propria bomba vitaminica, molto utile non solo per le sue proprietà antiossidanti, ma anche perché è in grado di stimolare l'attività cerebrale, favorire la digestione, attenuare il mal di stomaco, depurare l'organismo e combattere i fastidiosi sintomi di ansia e stress, per il suo effetto calmante. La buccia dell'arancia proprio per la sua consistenza porosa e ruvida, viene paragonata alla tanto odiosa cellulite da parte delle donne. Molte opere d'arte, rappresentano l'arancio sia per la sua forma tondeggiante ed il suo colore brillante, sia per i suoi fiori canditi, che hanno ispirato scrittori, poeti e cantanti. In ambito culinario, l'arancio è un frutto molto apprezzato, che si sposa lla perfezione con piatti di pesce e carne, oltre ad essere servita fresca per arricchire macedonie di frutta e decorare aperitivi alcoli ed analcolici.
Valori nutrizionali ed impieghi
Le calorie presenti nelle arance sono solamente 34 per cento grammi di prodotto e proprio per questo, sono indicati nei regimi dietetici, sia per il calo del peso corporeo, sia per il mantenimento una volta raggiunto. Per 100 grammi di parte edibile, l'ottantasette per cento è costituito di acqua, e solo 8 grammi sono i carboidrati, mentre l'1,6% sono le fibre ed il restante si suddivide in fibre e grassi. L'arancia è molto apprezzata per l'alto contenuto di acido ascorbico, anche se la presenza di vitamina C, sia nettamente inferiore ad altri frutti, come ad esempio i kiwi, spinaci, fragole e peperoni. Dalle foglie e dalle bucce di questo agrume, si ricava un olio essenziale molto ricco di limonene e mono-terpene, che costituisce fino al 90% dell'essenza stessa. In questo olio essenziale, si possono ricavare anche aldeidi, cumarine, linalolo, geraniale, nerale e furocumarine. Molto conosciuta, è l'essenza di neroli, anche se la matrice di appartena di questa sostanza, non è l'arancia dolce, ma bensì l'estratto viene ottenuto solo ed esclusivamente dai fiori di arancio amaro. Tra i tanti componenti chimici del frutto, ricordiamo inoltre in carotenoidi, flavo-noni, antocianine, oli grassi e citroflavonoidi. L'arancia viene impiegata tendenzialmente in fitoterapia grazie alle sue innumerevoli virtù antispasmodiche e stomachiche, e per questo viene somministrata in casi di inappetenza. Sono veramente molte le azioni terapeutiche dell'arancia, e possiamo citare ad esempio i citroflavonoidi che servono al nostro organismo per rafforzare i capillari e proprio per questo, avendo problemi legati a capillari fragili che tendono alla rottura con molta facilità, si consiglia il consumo. Grazie anche alla presenza di vitamina C che possiamo considerarla una vera e propria ricchezza di questo agrume, facendo uso dell'arancio, ci possiamo garantire una potente attività antiscorbutica ed antiradicalica, oltre a rafforzare le difese immunitarie. Un consumo abituale di arance inoltre, favorisce la digestione, grazie alle numerose sostanze che aiutano a stimolare i succhi gastrici ed alleviare eventuali dolori nella zona dello stomaco.
Ricetta
Per fare una buona marmellata di arance, la prima cosa che dovete avere a disposizione sono appunto delle arance non trattate, possibilmente biologiche. Ingredienti 1 chilogrammo di arance 400 g di zucchero bianco/ zucchero di canna 20 g di cannella a scelta ½ bicchiere di acqua Procedimento Dopo aver sbucciato le arance e privato la parte edibile dei filamenti bianchi, dividete a metà ogni singolo spicchio, procedendo nella stessa maniera per il restante del prodotto che avete a disposizione. Una volta terminato questo passaggio, aggiungete acqua in una pentola di grandi dimensioni, lo zucchero e poi le arance, mescolate il tutto a fate cuocere a fiamma bassa per circa due ore. Potete scegliere o meno di aggiungere la cannella. Una volta che la marmellata sarà pronta, lasciatela raffreddare e dopo imbarattolate in un contenitore di vetro chiuso ermeticamente.
Domande frequenti
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È fondamentale usare arance biologiche per preparare la marmellata?Sì, è altamente consigliato utilizzare arance biologiche o comunque non trattate con pesticidi e cere protettive. Poiché nella ricetta tradizionale la scorza viene intera e cotta insieme alla polpa, qualsiasi residuo chimico superficiale finirebbe direttamente nel prodotto finale. Se non riesci a reperire arance bio certificate, opta per quelle di provenienza locale e lavale accuratamente con acqua calda e spazzolino per rimuovere eventuali impurità, ma la sicurezza alimentare rimane garantita principalmente scegliendo frutti certificati biologici.
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Quanto dura la marmellata di arance fatta in casa?La durata dipende dal metodo di conservazione. Se imbottigliata ancora bollente in vasi sterilizzati e chiusi ermeticamente (metodo sottovuoto domestico), può durare fino a 6-12 mesi conservata in un luogo fresco e buio. Una volta aperta, va riposta in frigorifero e consumata entro 2-3 settimane. Assicurati sempre che il tappo faccia 'pop' all'apertura per verificare l'integrità del sottovuoto; se il vaso non è sottovuoto, conserva il prodotto in frigo fin dall'inizio.
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Posso sostituire lo zucchero con dolcificanti alternativi?Lo zucchero non serve solo a dolcificare, ma agisce da conservante naturale e favorisce la gelificazione grazie ai pectin naturali della frutta. Sostituendolo completamente con dolcificanti zero calorie (come stevia o eritritolo), la marmellata avrà una shelf-life ridotta e potrebbe non addensarsi correttamente. È possibile ridurre la quantità di zucchero rispetto alla ricetta standard (fino al 30-40% in meno) mantenendone però una parte minima per la conservazione, oppure aggiungere pectina aggiuntiva per compensare la mancanza di zuccheri naturali.
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Devo togliere la parte bianca (albedo) dalla scorza?No, anzi. La parte bianca interna della scorza, chiamata albedo, è ricca di pectina, la sostanza naturale che permette alla marmellata di addensarsi. Rimuoverla completamente renderebbe il composto troppo liquido. Tuttavia, se trovi la scorza eccessivamente amara, puoi scottarla due volte in acqua bollente, scartando l'acqua ogni volta, prima di procedere con la cottura. Questo passaggio riduce l'amarezza senza eliminare la pectina necessaria alla giusta consistenza.
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A che temperatura devo cuocere la marmellata per evitare che bruci?La cottura deve avvenire sempre a fuoco basso o medio-basso, specialmente nelle fasi iniziali quando lo zucchero si scioglie. Una volta entrati in fase di bollore vigoroso, mescola frequentemente con un cucchiaio di legno per distribuire il calore ed evitare che il fondo si attacchi. La marmellata è pronta quando raggiunge la temperatura di gelificazione (circa 104°C) o, più semplicemente, quando una goccia raffreddata su un piattino freddo mantiene la sua forma senza diluirsi immediatamente.




