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olio di soia

Aggiornato il 13 ottobre 20153 capitoli5 domande frequenti
Olio di soia

Descrizione

L'olio di semi di soia, è un alimento che si ricava dai semi dell'omonima pianta e sono contenuti in misura pari a circa il 25% del suo peso secco. Questo pese però, potrebbe variare in base alle tecniche impiegate per l'estrazione, ed anche alla varietà della pianta in base alla stagione di produzione. Per realizzare l'olio di soia, vengono impiegate diverse fasi, come prima cosa, si passano al setaccio tutti i semi, per poi essere levati per togliere eventuali impurità, e dopo vengono sottoposti ad una leggera essiccazione per poi togliere la pellicola che riveste ogni singolo chicco. Terminate queste fasi, i semi vengono spezzati in maniera grossolana, laminati e condizionati, fino a raggiungere uno spessore di 0,25 mm. Il processo seguente, è l'estrazione dell'olio che avviene mediante processo chimico con solventi, in particolar modo con esano, che viene allontanato in secondo tempo tramite evaporazione a caldo. In questo modo si ottiene un olio grezzo, dal colore giallo tendente al rosso, dal sapore molto forte, simile a quello dei legumi crudi. Queste caratteristiche particolari, vengono eliminate durante i processi successivi di rettifica dell'olio, fino ad ottenere un liquido molto chiaro con aspetti organolettici migliori. Quello che resta dopo l'estrazione dell'olio, è una farina con un tenero proteico molto elevato, che viene impiegata come foraggio per l'alimentazione del bestiame. Nel processo di raffinazione si perdono purtroppo moltissimi nutrienti preziosi, come ad esempio la lecitina di soia ed altri componenti importanti.

Caratteristiche nutrizionali

L'olio di semi di soia, è un alimento molto ricco di acidi grassi polinsaturi, infatti spicca in particolar modo, la presenza di acido linoleico, un precursore degli omega sei. Anche l'acido linolenico, precursore degli omega tre, è presente in elevate quantità, mentre il contenuto di acido oleico, è presente in percentuali che variano dal 19 al 30%, mentre per quel che riguarda gli altri oli vegetali, si registra una forte carenza di vitamina E. Questa caratteristica, una volta unita all'abbondante quantitativo di grassi di origine polinsatura, rende questo prodotto, particolarmente soggetto ai processi di ossidazione e quindi molto facile all'irrancidimento precoce. Per evitare questo fenomeno, i produttori mettono in atto una parziale idrogenazione del prodotto, la stessa fase che, se eseguita in maniera molto spinta, permette la trasformazione dell'olio di soia in margarina. Tutte queste fasi di lavorazione però, finiscono col depauperare le tantissime virtù e caratteristiche nutrizionali dell'olio di soia grezzo, che oggi potete reperire solo ed esclusivamente nei negozi per alimentazione naturale. Anche l'olio di soia, come del resto tutti gli oli vegetali, ha una piccola parte di grasso, in particolar modo di acido stearico ed acido palmitico. Il contenuto di omega tre è discreto, infatti tracce di questo, sono presenti solo nella maggior parte degli oli da semi e questa caratteristica, unita agli omega sei ed acido oleico, dona a questo prodotto un forte potere ipercolesterolemizzante. Questo beneficio, presente un po in tutti gli oli vegetali, è valido solo nel momento in cui si fa un uso appropriato e sobrio dell'olio di soia, cosi da evitare l'introduzione di elevate quantità di calorie e grassi saturi. Una cosa molto importante da ricordare, è che l'alimentazione in generale, deve essere ricca di omega tre da latri fonti, come ad esempio il consumo di pesce, per fare in modo da riequilibrare il rapporto tra queste caratteristiche e gli omega sei. Nell'olio grezzo di soia, si possono trovare anche discrete porzioni di lecitina, anch'essa dotata di proprietà ipercolesterolemizzanti, e molto utile contro problemi neurologici e per la sua capacità di far rigenerare le guaine mieliniche. Come avete visto, i benefici di questo alimento sono davvero molti, ma il consumo va sempre fatto in modo ponderato.

Aspetti negativi

Per quel che riguarda gli aspetti negativi espressi su questo alimento, possiamo sottolineare la scarsa quantità di vitamina E, molto importante per evitare o limitare i fenomeni di perossidazione, in cui sono soggetti tutti gli acidi grassi. Questa caratteristica, come abbiamo anticipato prima, è la causa principale dell'irrancidimento dell'olio di soia. Con il trascorrere del tempo, questo problema, è stato risolto bypassando all'origine mediante ingegneria genetica, che ha poi portato alla selezione di diverse varietà di soia, a bassissimo contenuto di alfa linoleico. L'olio di soia, è ideale per la frittura, visto che questo impiego, dovrebbe essere tendenzialmente riservato solo ai grassi ricchi di acido oleico, come l'olio di oliva extra vergine, l'olio di arachide, quello di avocado, ed alcune varietà dell'olio di girasole. L'olio di soia grezzo crudo, va utilizzato dunque solo come condimento. Negli anni l'impiego dell'olio di soia, non ha occupato solo la sfera gastronomica, ma anche quella della cosmetica, infatti con esso, si possono ricavare creme per il corpo ed oli protettivi dell'epidermide.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali differenze nutrizionali tra l'olio di soia raffinato e quello grezzo?
    L'olio di soia grezzo conserva nutrienti preziosi come la lecitina e vitamine, offrendo proprietà benefiche per il sistema nervoso e la regolazione del colesterolo. Al contrario, il processo di raffinazione industriale, necessario per eliminare il sapore forte e il colore scuro tipici del grezzo, elimina gran parte di questi elementi nutritivi. L'olio raffinato risultante è più chiaro, neutro e adatto alla cottura, ma perde molte delle sue virtù originali. Per accedere alle proprietà integrali della soia, è consigliabile cercare prodotti non raffinati in negozi specializzati in alimentazione naturale, poiché la versione comune da supermercato subisce un depauperamento significativo dei suoi componenti attivi.
  • È vero che l'olio di soia contiene acidi grassi trans a causa della lavorazione?
    Il processo industriale può comportare una parziale idrogenazione dell'olio di soia, una tecnica che trasforma gli acidi grassi insaturi in forme più stabili, talvolta generando acidi grassi trans. Se l'idrogenazione è spinta, l'olio può persino trasformarsi in margarina. Gli acidi grassi trans sono generalmente sconsigliati per la salute cardiovascolare. Tuttavia, molte moderne produzioni cercano di minimizzare questo effetto o di utilizzare metodi alternativi. È fondamentale leggere l'etichetta per verificare la presenza di 'grassi parzialmente idrogenati'. Consumare l'olio in modo moderato e preferire varianti meno lavorate, quando disponibili, aiuta a ridurre l'assunzione di questi composti potenzialmente dannosi.
  • Come devo conservare l'olio di soia per evitarne l'irrancidimento?
    L'olio di soia è particolarmente soggetto all'ossidazione e all'irrancidimento precoce a causa dell'elevato contenuto di acidi grassi polinsaturi (omega-6 e omega-3) e della relativa scarsità di vitamina E, un antiossidante naturale. Per preservarne la qualità, è essenziale conservarlo in un luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce diretta del sole, preferibilmente in bottiglie scure. Una volta aperto, l'ossigeno accelera il deterioramento; pertanto, è buona norma chiudere ermeticamente il contenitore e consumarlo entro breve tempo. La refrigerazione dopo l'apertura può aiutare a prolungarne la freschezza, specialmente per le versioni meno raffinate o grezze.
  • L'olio di soia è adatto per friggere o è meglio usarlo solo a crudo?
    Secondo quanto riportato nelle analisi nutrizionali, l'olio di soia è considerato idoneo per la frittura grazie alla sua stabilità termica derivante dagli acidi grassi polinsaturi, nonostante tradizionalmente si raccomandino grassi saturi o monoinsaturi come l'olio extravergine d'oliva. Tuttavia, l'uso ottimale dipende dallo stato dell'olio: l'olio di soia grezzo o crudo va utilizzato esclusivamente come condimento per sfruttare le sue proprietà nutrizionali intatte. L'olio raffinato, invece, resiste meglio alle alte temperature. In ogni caso, per una dieta equilibrata, è consigliato alternare diversi tipi di oli e non eccedere con le fritture, privilegiando cotture delicate per preservare la salute cardiovascolare.
  • Qual è il giusto equilibrio tra omega-6 e omega-3 nell'alimentazione quotidiana?
    L'olio di soia è ricco di acido linoleico (precursore degli omega-6) e contiene anche acido linolenico (precursore degli omega-3), ma spesso il rapporto nella dieta moderna risulta sbilanciato verso gli omega-6. Un eccesso di omega-6 rispetto agli omega-3 può promuovere stati infiammatori. Per riequilibrare questa situazione, è cruciale integrare fonti esterne di omega-3, come il pesce grasso (salmone, sgombro, sardine), noci e semi di lino. Utilizzare l'olio di soia con moderazione e variare le fonti lipidiche aiuta a mantenere un bilancio corretto, sfruttando il suo potenziale ipocolesterolemizzante senza compromettere l'equilibrio metabolico dell'organismo.

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