bitter








Bitter

Quando si parla di bitter so vuole indicare una soluzione alcolica, molto spesso ad alta gradazione, ricavata da radici, cortecce, semi, spezie ed altri piante erbacee e vegetali. Il quantitativo è nella maggiore dei casi molto basso, oppure totalmente assente. In origine questa bevanda veniva utilizzata come un medicinale, utile alla cura di diverse malattie che colpiva le popolazioni nell'era precedente alla scoperta delle penicillina. Grazie all'alto elevato quantitativo di alcol, era teso a garantire la totale la totale estrazione di tutti i principi attivi che avevano le botaniche, con lo scopo di lenire le malattie. La sua caratteristica secondaria, ritenuta all'epoca poco importante, era la presenza nel bitter di aromi e spezie invece molto importanti. Gran parte di questi avevano un sapore amaro oppure sgradevole al palato, tanto che ancora oggi usiamo l'esclamazione “tappati il naso e manda giù la medicina”. Lo scopo medicamentoso di questo prodotto, rendevano poco considerato il suo gusto e la sua aroma, tanto che il termine Bitter significa in inglese Amaro.
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Dimensione e miscelazione

Una importante cosa del bitter sono proprio le sue dimensioni, perché nella maggior parte dei casi, i bitter aromatici sono di dimensioni ridotte. Il motivo di tale grandezza è il seguente: ogni bitter veniva utilizzato come fosse una Panacea, e quello che invece variava era la posologia ed i tempi di somministrazione. Lo stesso prodotto infatti poteva essere prescritto sia puro che diluito con acqua, oppure sotto forma di gocce per via orale o come unguento balsamico per il corpo, in base alla patologia che doveva debellare. Naturalmente un aspetto che influiva moltissimo era anche la praticità nella somministrazione. I Bitter che venivano utilizzato dalla marina o dai soldati, dovevano occupare uno spazio ridotto, perché dovevano essere facili da trasportare, ed inoltre dovevano essere diluiti all'occorrenza con acqua o con altre bevande in maniera pratica e veloce.

Ma quand'è che il Bitter viene utilizzato nelle miscelazioni? Dovete sapere che tale prodotto, proprio come ogni droga che ha principi attivi medicamentosi, è passato dalla fase di prescrizione ed automedicazione, a quella del consumo edonistico intorno alla metà del diciannovesimo secolo, ovvero un'epoca che prenderà il nome di Golden Age dei cocktail americani. Essendo prodotti che emanavano una forte profumazione aromatica, erano molto apprezzati ed utilizzati per incrementare il consumo di bevande alcoliche come i cocktail. Il Manhattan, l'Old Fashioned, il Martinez e il Sazerac, sono delle leggendarie ricette di quell'epoca molto apprezzate. Avendo però un effetto amaricante, questo limitava il consumo solo a pochissime gocce, per non alterare il gusto della miscelazione e divenire così sgradevole al palato.

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bitter: Bitter e Cocktail Bar

Bitter Ma quanto Bitter occorrono in cocktail bar? Come tutti i prodotti che decidiamo di avere nel nostro magazzino, è molto imporrante comprendere il ciclo in/out di questa bevanda, ovvero quanto tempo impiega un bar per smaltire tutte le scorte di ogni singolo prodotto. Essere al corrente di quanto ruotino velocemente i prodotti che vengono acquistati è un fattore molto importante da non sottovalutare, specialmente se non si vuole trasformare una risorsa in un costo che aggraverebbe solo la situazione economica. Un'altra cosa da non tralasciare è l'effettiva necessità di questo prodotto: quanti cocktail o ricette possediamo su carta con questa specifica bevanda? È ovvio che se vogliamo che nella nostra lista sia presente lo Psico Sour ad esempio, una bottiglietta di Amaro Chuancho dobbiamo obbligatoriamente averla in magazzino. Invece se vogliamo realizzare un Sazerac, dobbiamo avere in casa ad esempio del Peychaud. Oltre ad avere bitter che servono per la realizzazione della ricette storiche, consigliamo di non esagerare con decine di prodotti che alla fine si somigliano e che resteranno lì fermi sullo scaffale ad impolverarsi. Il quantitativo ideale da avere all'occorrenza è al massimo una bottiglia per tipologia, e così facendo non farete lievitare i costi di magazzino e creare a sua volta una inutile ed ingombrante ridondanza. Non possono essere sostituiti quelli classici come ad esempio l'Angostura ed anche quelli che vengono utilizzati in alcune ricette, dove è d'obbligo seguire gli ingredienti presenti di pari passo. Una cosa molto importante da non sottovalutare è quella di inserire un Bitter per appartenenza spiccata a determinate categorie aromatiche, ovvero quelli agrumati, speziati, tostati e dal retrogusto fruttato o di fiori. Grazie a tale sentori, avrete garantita la totale copertura delle sensazioni olfattive sgradevoli quando un cliente consumerà un vostro cocktail.

Tra i cocktail bitter più famosi c'è certamente il Negroni, conosciuto in tutto il mondo, così come anche lo Splitz, oramai uscito dai confini nazionali.



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