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limoncello sorrento

Aggiornato il 20 febbraio 20183 capitoli5 domande frequenti
Limoncello di Sorrento

Limoncello di Sorrento

Quando si parla di limoncello si vuole indicare una bevanda dal gusto dolce analcolica, che si ricava mediante la macerazione in alcol etilico delle scorze di limone, ed eventualmente di altri frutti di agrumi, che viene successivamente miscelata con uno sciroppo a base di acqua e zucchero. I limone sono i frutti che si ricavano dalla pianta Citrus Limon, ovvero una pianta appartenente alla famiglia delle Rutaceae. Essi sono degli ottimi alleati del nostro sistema immunitario, ed inoltre favoriscono la digestione ed aiutano la nostra pelle a mantenere lucentezza e benessere. Un quantitativo pari a 100 grammi di questo alimento contiene solo 11 chilo-calorie, mentre 100 ml di succo solo 46 chilo-calorie. La sua composizione chimica è la seguente: 1. Acqua: 89,50 grammi 2. Carboidrati: 2,30 grammi 3. Zuccheri solubili: 2,30 grammi 4. Proteine: 0,6 grammi 5. Grassi: 0 6. Colesterolo: - 7: Fibre totali: 1,90 grammi 8. Sodio: 2 miriagrammi 9. Potassio: 140 miriagrammi 10. Ferro: 0,10 miriagrammi 11. Calcio: 14 miriagrammi 12. Fosforo: 11 miriagrammi 13. Vitamina B1: 0,04 miriagrammi 14. Vitamina B2: 0,01 miriagrammi 15. Vitamina B3: 0,30 miriagrammi 16. Vitamina C: 50 miriagrammi

Descrizione

Per la preparazione del limoncello di Sorrento, si utilizza generalmente per l'infusione l'alcol etilico con una gradazione di almeno 90%. in esso vengono messe a macerare le scorzette, ovvero solo la parte gialla del frutto di 10 limoni per ogni litro di alcol. In base alle diverse ricette che vanta il nostro paese, varia il tempo di macerazione, ma tendenzialmente si aggira intorno ai 20 giorni, dopodiché nella fase successiva vine aggiunto lo sciroppo, nel quale le proporzioni sommarie sono di 700 grammi di zucchero per ogni litro di acqua. Il liquore a questo punto viene filtrato e successivamente imbottigliato in bottiglie di vetro e lasciato maturare. Di media dopo circa 30 giorni, la colorazione della bevanda inizia a prendere il classico colore giallo, ideale da assaporare come digestivo dopo i pasti. L'ingrediente fondamentale come abbiamo precedentemente citato sono i limoni che devono essere dalla forma ellittica, simmetrica e dalle dimensioni medio-grandi. Al loro interno sono presenti gli oli essenziali, che conferiscono alla bevanda la classica aroma decisa ed il suo gusto molto forte. In base alla tradizione questo liquore nasce agli inizi del 900 e la sua paternità è ancora oggi contesa tra i sorrentini, gli amalfitani ed i capresi. Molto rinomato è appunto il Limoncello di Sorrento, oppure lo sfusato amalfitano IGP o il limoncello di Procida. Grazie alla popolarità che tale bevanda ha riscossa nel nostro paese, che negli Stati Uniti hanno iniziato a produrlo, utilizzando i limoni della California, che equivalgono attualmente al 90% della produzione nazionale.

Ricetta del limoncello

La preparazione del limoncello di Sorrento è semplice, ma allo stesso tempo meticolosa, infatti se osservata alla lettera, in soli 3 mesi di tempo, avrete realizzato un liquore dalla colorazione gialla pronto per essere gustato come digestivo a fine pasto, oppure come aperitivo prima di mangiare. I limoni devono avere la buccia gialla particolarmente rugosa, perché la tradizione vuole questo, una preparazione genuina arricchita solamente di acqua, alcol e zucchero. Esso è ideale a fine pasto consumato freddo, anche se molte persone amano assaporarlo a temperatura ambiente, magari unito con acqua tonica oppure con dello champagne. Ultimamente è di moda aggiungerlo sulla macedonia oppure sui gelati. Nella sua terra di origine il limoncello è il liquore di chiusura del pranzo e della cena, diventando nel tempo un vero e proprio rituale come il caffè. Per la preparazione dovete avere a disposizione i seguenti ingredienti: 1. 8 limoni IGP Sorrento 2. 1 litro di alcol 3. 1 litro di acqua 4. 700 grammi di zucchero semolato bianco Procedimento: 1. Lavate accuratamente i limoni di Sorrento IGP e spazzolate la buccia 2. Sbucciate i limoni di Sorrento in maniera tale da impiegare solo la buccia 3. Prendete una brocca e versate al suo interno 700 ml di alcol 4. Inserite nella brocca le bucce di limone e lasciate in ammollo per circa 30 giorni in un luogo buio ed asciutto 5. Trascorsi i 30 giorni riprendete la brocca 6. Prendete un pentolino e ponetelo sul fuoco, aggiungetevi l'acqua, lo zucchero e fate scaldare senza portare ad ebollizione 7. Lasciate raffreddare lo sciroppo ottenuto e versatelo dentro la brocca con l'alcol, unendovi i restanti 300 ml di alcol 8. Dopo 40 giorni di riposo, prendete nuovamente la brocca e filtrate l'alcol così da eliminare le bucce ed imbottigliate il Limoncello di Sorrento. Consigli: Vi consigliamo di scegliere l'alcol di ottima qualità e solo limoni di Sorrento, poi dopo l'imbottigliamento riponete la bevanda in freezer e servitela ghiacciata a fine pasto.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra il vero limoncello di Sorrento e le versioni industriali?
    Il vero limoncello di Sorrento si distingue per l'utilizzo esclusivo delle scorze dei limoni Sfusato Amalfitano IGP, caratterizzati da buccia spessa e ricca di oli essenziali. A differenza delle produzioni industriali spesso diluite o aromatizzate artificialmente, quella artigianale prevede una macerazione prolungata (circa 30 giorni) in alcol puro al 90%, seguita dall'unione con uno sciroppo fatto in casa di acqua e zucchero. Questo processo garantisce un aroma intenso e autentico, tipico della tradizione campana, evitando additivi chimici e preservando le proprietà organolettiche naturali del frutto.
  • Come si conserva correttamente il limoncello dopo averlo preparato?
    Dopo la filtrazione e l'imbottigliamento, il limoncello richiede un periodo di riposo in bottiglia per permettere ai sapori di amalgamarsi perfettamente. Si consiglia di conservarlo in un luogo fresco e buio per almeno 40 giorni prima del consumo. Una volta aperto, può essere mantenuto in frigorifero per diversi mesi. Tuttavia, la tradizione vuole che venga servito rigorosamente ghiacciato; molti appassionati preferiscono tenerlo direttamente nel freezer domestico, poiché la bassa gradazione residua e l'alto contenuto zuccherino impediscono al liquido di congelarsi completamente, mantenendo una consistenza sciropposa perfetta.
  • Quante calorie contiene il limoncello e quali sono i suoi effetti sulla salute?
    Il limoncello è una bevanda calorica principalmente a causa dell'aggiunta di zucchero nello sciroppo, non contenendo alcol etilico puro nella versione finale pronta per il consumo (anche se preparata con alcol). Le scorze di limone apportano benefici grazie alla vitamina C e agli antiossidanti, favorendo la digestione e sostenendo il sistema immunitario. Tuttavia, va consumato con moderazione: un bicchierino standard apporta un numero significativo di calorie. Non contiene grassi né colesterolo, ma l'eccesso di zuccheri semplici ne sconsiglia un uso frequente, specialmente per chi deve controllare la glicemia.
  • In che modo e quando è meglio servire il limoncello tradizionale?
    Secondo la tradizione napoletana e campane, il limoncello è un digestivo da servire esclusivamente ghiacciato, subito dopo i pasti abbondanti. Deve essere versato in piccoli bicchieri da dessert e servito direttamente dal freezer. Può essere apprezzato puro per godersi tutto il suo aroma agrumato, ma esistono varianti moderne che prevedono l'abbinamento con acqua tonica per rinfrescare il palato, o con champagne per un aperitivo elegante. Alcuni lo utilizzano anche come ingrediente gourmet, aggiungendolo a macedonie di frutta fresca o guarnendo gelati al limone per esaltarne la freschezza.
  • Perché la buccia del limone è l'unico ingrediente essenziale per la ricetta?
    La parte gialla della scorza (zest) contiene le ghiandole oleifere che ospitano gli oli essenziali responsabili dell'aroma distintivo del limoncello. Queste sostanze volatili si estraggono efficacemente solo attraverso la macerazione nell'alcol ad alta gradazione. La polpa bianca interna (albedo) e soprattutto la parte bianca più profonda possono impartire note amare indesiderate se lasciate troppo a lungo in infusione. Pertanto, la ricetta tradizionale impone di rimuovere con cura solo la parte gialla, garantendo un risultato dolce, profumato e privo di asprezze.

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