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Il frutto del mango è originario dell'India dove è anche un simbolo religioso di grande importanza, oltre che molto coltivato.

di Redazione

30 gennaio 2015

Il mango

Il mango è il frutto di una pianta arborea di origine indiana e dal clima tropicale. Botanicamente viene indicato con il nome di Mangifera indica, della famiglia delle Anacardiaceae. L'attuale parola europea deriva dal Tamil Maangai e viene utilizzata la prima volta da Ludovico de Varthema nel 1510 in un testo italiano. La sua presenza in India sembra essere molto antica e nel subcontinente la pianta ed il frutto sono sacri, e questa sacralità viene registrata già nei testi religiosi dell'antichità. I templi ancora ne fanno un uso ornamentale e nel IV secolo avanti Cristo iniziò una lenta introduzione in Asia per approdare in Africa solo nel X secolo d.C., ma solo nella parte orientale. Dal Rinascimento la sua migrazione ha avuto un'accelerazione e nel Seicento il frutto era presente in America del Sud, introdotto dai Portoghesi. Con il passare dei secoli e il forte aumento dei traffici commerciali, il mango venne sempre più diffuso tanto che oggi lo si trova in tutta la fascia tropicale del pianeta e in quella subtropicale temperata. In Europa ad esempio è presente nel sud della Spagna e nel sud dell'Italia, in particolare in Sicilia e Calabria. Grazie all'origine tropicale il frutto è reperibile in qualsiasi giorno dell'anno.

La pianta

La pianta arborea del mango è una sempre verde che raggiunge anche i 40 metri di altezza e i 10 di diametro. Il tronco presenta una corteccia ricca di resine, mentre l'infiorescenza si presenta sotto forma di pannocchie, lunghe fino a 40 centimetri. I fiori sono di un rosato molto pallido e profumazioni al mughetto. Il fiore presenta una bassa fecondità e una volta iniziato a sviluppare il frutto, la sua maturazione dura fino ai sei mesi. Il frutto si presenta con una forma ovale e aranciata, con una polpa aromatica e molto saporita. Il peso di un singolo frutto può arrivare ad un chilogrammo di peso, anche se quelli in commercio raramente riescono a raggiungere i 5 etti. Sono due le principali varietà, quella filippina-indonesiana, chiamata Camboya, piu lunga, dolce e poco ricca di fibre, e quella indiana, chiamata Mulgoba, più grande e commercializzata in Europa, grazie ad una migliore attitudine alla conservazione. Le altre varietà selvatiche, presentando dei difetti, non sono considerate ai fini commerciali. Il nocciolo risulta molto grande e ben aderente alla polpa grazie alla presenza di fibra.

Uso alimentare

Il mango viene utilizzato sia per il consumo come frutta fresca che in cucina o nella produzione di bevande, marmellate ed altri generi alimentari. Nel consumo fresco si distingue una parte più esterna più dolce e una più acidula e fresca all'interno, vicino al nocciolo, molto apprezzata per la sua vena esotica. La cucina indiana in particolare fa un grande uso del mango che è una delle componenti fondamentali del chutney, un contorno per la carne. Viene usato anche salsa di soia e per produrre bevande dissetanti, le panha. Un'altra bevanda molto conosciuta, la Aamras, viene creata con mango, latte e zucchero. Il mango inoltre viene consumato anche essiccato., in barrette. In Europa invece è molto utilizzata dall'industria agroalimentare per la produzione di succhi e gelati. Le varietà non utili all'alimentazione vengono sfruttate come piante ornamentali.

Valori nutritivi

Il mango ha una grande valenza nella nutrizione grazie alla forte presenza di fibre, vitamine, carotenoidi e polifenoli, contiene alte percentuali di vitamine A, B6, C, E e K, e minerali quali il potassio, il rame ed altri. Inoltre sono molto presenti elementi antiossidanti come il beta-carotene, la quercetina, gli acidi gallico e caffeico e poi lo xantone, presente solo in questo frutto e molti altri di grande importanza. Poi il mango ha poteri anticancerogeni grazie al lupeolo, specifico per i tumori della pelle e della prostata.

Produzione e curiosità

Il mango è una pianta estremamente importante in alcune popolazioni tanto che lo hanno eletto frutto nazionale in Pakistan, India e Filippine ed ha una grande valenza religiosa, legata al dio Ganesha e simbolo della perfezione. Viene usato nelle decorazioni dei matrimoni. Il mango è il frutto tropicale più coltivato, con più del 50% della produzione totale. L'India è protagonista assoluta della sua produzione con oltre 13 mila tonnellate, seguita da lontano dalla Cina con “sole” 4 mila tonnellate. Il sud est asiatica raccoglie l'80% della produzione insieme anche al Messico e al Brasile. Sono coltivate centinaia di diverse specie e per migliorare la varietà sono allevate nelle stesse piantagioni. Sono molto influenzate da clima, e infatti le migliori, se coltivate in condizioni sbagliate, decadono nella mediocrità. La cultivar che la fa da padrona sul mercato globale è la Tommy Atkins con una fetta superiore al 60% in Europa e addirittura al 80%, ed è originaria della Florida, nata da una sperimentazione durante la seconda guerra mondiale. Molto diffusa è anche la Kent, la Keitt, sempre statunitensi mentre si segnalano anche una varietà messicana chiamata Champagne e una di Haiti, la Madame Francis.

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Domande frequenti

  • Quali sono i benefici nutrizionali principali del mango?
    Il mango è un frutto eccezionalmente ricco di nutrienti essenziali. È una fonte potente di vitamine, in particolare vitamina C, vitamina A, vitamina E e vitamina K, oltre alle vitamine del gruppo B come la B6. Contiene minerali importanti come potassio e rame. La sua vera forza risiede nell'elevato contenuto di antiossidanti, tra cui beta-carotene, quercetina e acidi fenolici. Questi composti aiutano a combattere lo stress ossidativo. Inoltre, il mango apporta buone quantità di fibre, favorevoli alla salute intestinale, e contiene sostanze specifiche come il lupeolo, studiato per le sue potenziali proprietà protettive contro alcuni tipi di tumori.
  • Come si riconosce un mango maturo e pronto da mangiare?
    Per capire se un mango è maturo, bisogna affidarsi principalmente all'olfatto e al tatto. Un mango pronto emana un profumo intenso e dolce, specialmente alla base del frutto. Al tatto, dovrebbe cedere leggermente alla pressione delle dita, simile alla consistenza di un avocado maturo, senza essere molle. Visivamente, la buccia cambia colore a seconda della varietà: può diventare gialla, arancione o rossastra, perdendo la tinta verde. Attenzione però: il colore da solo non è sempre indicatore affidabile di maturità, poiché alcune varietà rimangono verdi anche quando sono mature. Evita frutti con macchie scure profonde o ammaccature, che potrebbero indicare fermentazione interna.
  • Qual è la differenza tra le varietà Camboya e Mulgoba?
    Le due principali varietà commerciali presentano caratteristiche distinte. La varietà Camboya, di origine filippino-indonesiana, ha una forma più allungata. Si distingue per una polpa molto dolce, meno fibrosa e con un sapore delicato. La varietà Mulgoba, invece, è di origine indiana ed è quella più comunemente importata in Europa. È generalmente più grande e apprezzata per la sua eccellente attitudine alla conservazione, il che la rende ideale per il trasporto a lunga distanza. Mentre la Camboya vince sulla texture setosa e la dolcezza pura, la Mulgoba offre un equilibrio gustativo robusto e una maggiore resistenza post-raccolta.
  • In che modo il mango viene utilizzato nella cucina tradizionale indiana?
    Nella cucina indiana, il mango non è solo un frutto da dessert ma un ingrediente fondamentale per piatti salati e bevande. Una preparazione celebre è il chutney al mango, una salsa agrodolce usata come contorno per carni e formaggi, che bilancia i sapori forti dei piatti principali. Un'altra tradizione è la Panha, una bevanda dissetante preparata con mango acerbo, spezie e acqua, spesso consumata in estate. Per i dolci, esiste l'Aamras, una crema densa e zuccherata ottenuta frullando la polpa del mango con latte e zucchero. Il frutto viene anche essiccato per creare snack o barrette energetiche, sfruttandone la naturale dolcezza.
  • Quale varietà di mango domina il mercato europeo?
    La varietà che detiene il dominio assoluto sul mercato europeo è la Tommy Atkins. Originaria della Florida e sviluppata durante la Seconda Guerra Mondiale, rappresenta oltre il 60% delle vendite in Europa e arriva all'80% in alcuni contesti. Questa popolarità deriva dalla sua resistenza meccanica e dalla capacità di conservarsi a lungo, nonostante il suo sapore sia considerato meno intenso rispetto ad altre varietà. Altre varietà diffuse includono la Kent e la Keitt, anch'esse di origine statunitense, che offrono profili aromatici diversi. Esistono anche cultivar messicane come la Champagne e haitiane come la Madame Francis, ma con quote di mercato minori.

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