contenitori per olio








Descrizione

La storia dei contenitori per l'olio, ebbe inizio grazie ai Greci, che furono i primi a trasportare questo prodotto.

I Romani, con il trascorrere del tempo, perfezionarono il sistema utilizzato dalla Grecia, realizzando anfore per l'olio con l'imboccatura più piccola e molto pratica, tutte differenti le une dalle altre, sia nella forma dei manici, che per l'imboccatura e questo metodo serviva per diminuire le frodi, perché in questo modo, le anfore potevano essere ridipinte, ma non modificate nella struttura.

Questa popolazione, fu la prima a comprendere l'importanza di proteggere ed anche di garantire l'origine del prodotto.

Nel periodo medioevale, i contenitori per il trasporto e la conservazione dell'olio cambiarono forma, tanto da diventare molto più piccoli e destinati in questo modo all'utilizzo immediato.

Con il trascorrere del tempo, anche il materiale destinato alla realizzazione, venne sostituito con metallo ed anche con il vetro, con un costo molto elevato, nonostante l'impiego per le funzioni religiose, specialmente nelle zone dell'Europa Cristiana.

I trasporti per via mare e via terra, ebbero inizio alla fine dell'Ottocento e proprio in questo periodo particolare, si ebbero ulteriori cambiamenti ed innovazioni nel campo della realizzazione dei contenitori per l'olio.

Queste innovazioni però non vennero fatte seguendo le necessità dei Greci e dei Romani, ma erano finalizzate per aumentare la produzione, vista la richiesta di olio che era in aumento, producendo dei contenitori facili da reperire, robusti nella struttura ed allo stesso tempo ad un prezzo basso.

Il mondo del vino, che da sempre aveva ispirato l'olivicoltura, sembrava offrire una soluzione molto semplice: la classica damigiana di vetro rivestita di paglia, ancora oggi molto in uso per il trasporto del vino.

Il vetro era molto facile da lavare, molto più igenico e protetto a sufficienza dalla paglia, disponibile in numerose quantità ad un costo non troppo elevato.

Per fare in modo di distinguere i vari oli, si poneva sul collo della damigiana una sorta di cappuccio fatto con il cartone, dove vi era impresso la casa produttrice e la classe merceologica.

Solo nei primi del novecento si videro i primi contenitori di metallo e di vetro destinati alla conservazione dell'olio, con differenti forme e dimensioni.

Contenitori per olio

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Materiali

Contenitori per olioPossiamo affermare che storicamente i periodi principali che hanno determinato i cambiamenti del materiale per la conservazione dell'olio sono due: il primo, è quando si ebbe l'introduzione del metallo e del vetro, abbandonando l'argilla, ed il secondo quando fu introdotta la plastica.

Anche se sul mercato troviamo generalmente contenitori di plastica per la conserva di questo alimento, dovete sapere che è il meno indicato, questo perché un contenitore in plastica, pesa all'incirca 60 grammi, mentre quello di vetro si avvicina ai 400 grammi ed il primo citato ha un costo pari ad un quarto rispetto al vetro.

Per quanto riguarda le spedizioni, è chiaro ed evidente che la plastica è la soluzione attuale più economica e vantaggiosa.

Oggi nei supermercati, l'olio viene venduto in bottiglie sia di plastica che di vetro e questo per quanto riguarda il nostro paese, mentre nel resto del mondo viene impiegato solo il vetro.

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contenitori per olio: Commercio ed etichetta

Contenitori per olioCon la grande diffusione di questo alimento prezioso, gli imbottigliatori si videro costretti ad realizzare contenitori che identificassero con estrema facilità il contenuto interno.

La classica damigiana di cui parlavamo sopra, venne sostituita dalle bottiglie di vetro con una base quadrata, chiamate marasche, per distinguersi da quelle di vino, chiamata bordolese, ed anche dalla lattina da 100 cc, oppure dalle bottiglie rotonde che venivano utilizzate principalmente per essere servite in tavola, mentre i quantitativi maggiori, venivano conservati il latte rotonde, molto simili alle bombolette di vernice.

Per aumentare il consumo dell'olio, venne studiata una nuova strategia di marketing, dove imponeva solo l'utilizzo di contenitori di vetro, cosi in questo modo era possibile osservare il colore naturale dell'olio e la sua posa, che indicava genuinità e bontà del prodotto, tanto da indurre il consumatore all'acquisto.

Per la conservazione di olio molto pregiati, vennero realizzate delle bottiglie esteticamente simili a quelle dei profumi, spesso per giustificare anche il caro prezzo.

Una volta abbandonato il tappo di cartone presente nelle damigiane, si iniziò ad utilizzare una vera e propria etichetta che identificasse il produttore ed anche il suo prodotto.

Solamente negli ultimi anni, abbiamo potuto assistere alla trasformazione dell'etichetta che vede incisa una vera e propria storia dell'olio, da chi lo produce a vere e proprie indicazioni rivolte al consumatore, con lo scopo di descrivere l'aspetto emozionale dell'olio.

Ci sono anche etichette, come ad esempio quelle con lo sfondo di colore giallo, che servono ad indicare che il prodotto in questione è un olio dolce, e quelle con sfondo verde per indicare un prodotto fruttato, strategie molto efficaci per il commercio, ma anche un metodo semplice per descrivere due tipologie differenti di prodotto.


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