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pollo fritto cinese

Aggiornato il 20 dicembre 20149 capitoli5 domande frequenti
Il pollo fritto cinese

Il pollo fritto cinese

Il pollo fritto cinese è divenuto molto comune anche in Europa con l'esplosione dei ristoranti tipici asiatici. Cucinarlo è semplice, dopo una marinatura con vino e zenzero, e somiglia molto al pollo fritto americano almeno come procedura se si esclude la marinatura.

Gli ingredienti

Il pollo fritto cinese segue delle ricette abbastanza classiche e semplici, con pochi ingredienti che per due persone sono: 6 cosciotti di pollo 30 cl di vino di riso (o vino bianco) 5 g di zenzero 2 uova 40 g di farina 30 cl di olio di semi di girasole 1 cucchiaino di zucchero ½ cucchiaino di bicarbonato ½ cipolla acqua (quanto basta) salsa di soia (facoltativo)

Preparare la marinatura

La ricetta va cominciata alcune ore prima per preparare la marinatura nella quale immergere i cosciotti di pollo ad insaporire. Quindi prendete una planetaria e iniziate a preparare gli ingredienti per la marinatura, tritando grossolanamente la cipolla (1). Quindi sbucciate lo zenzero (2) e grattatelo sulla grattugia (3).

Continuare a preparare la marinatura

Quindi nella planetaria mettete prima la cipolla (4) e quindi unite lo zenzero (5) grattugiato. Quindi unite anche lo zucchero (6).

Terminate la marinatura

Una volta uniti i primi ingredienti versate anche il vino (7) e aggiungete il mezzo cucchiaino di bicarbonato (8) per mescolare bene il tutto (9) in modo che gli ingredienti si sciolgano e si amalgamino. Se serve aggiungete dell'acqua.

Il pollo

Ora prendete i cosciotti e con il coltello grande da carne incideteli nella parte più grande (10), praticando un taglio da parte a parte in modo che possano assorbire meglio la marinatura e si cuociano con più facilità. Quindi iniziate ad immerge il primo cosciotto (11) nel vino e così anche gli altri (12). Quindi lasciate marinare per almeno 4 ore coprendo con della pellicola.

La pastella

Dopo aver lasciato marinare il pollo qualche ora iniziate a preparare la pastella. Quindi rompete le uova (13) in una ciotola capiente e sbatteteli bene prima di unire la farina (14) passata al setaccio. Quindi aggiustate di sale e mescolate bene (15) per ottenere una pastella omogenea e densa.

Impanare il pollo

Una volta pronta la pastella potete riprendere il pollo per passare poi alla fase finale. Toglietelo dalla marinatura e asciugatelo con della carta da forno. Quindi immergete un cosciotto nella pastella (16) e fatela aderire bene ovunque (17). Ripetete l'operazione anche con gli altri cosciotti e metteteli su un piattino (18).

La frittura

Ora prendete un tegame capiente e versateci l'olio di semi di girasole (19) a scaldare a fuoco vivace. Quando sarà bollente abbassate un pochino la fiamma e metteteci dentro i cosciotti a friggere (20) per cinque minuti, girandoli poi per farli cuocere e dorare bene per altri cinque minuti. Una volta pronti prendeteli con una ramina e metteteli a scolare (21) dall'olio qualche minuto su un foglio di carta assorbente da cucina poggiato su un piatto. Fate attenzione a non intaccare la panatura, tamponate per assorbire l'olio e dopo un minuto impiattate per servire subito in tavola ben caldo con della salsa di soia accanto.

Domande frequenti

  • Perché è fondamentale marinare il pollo per diverse ore prima della frittura?
    La marinatura non serve solo a insaporire la carne, ma svolge un ruolo tecnico cruciale per la texture finale. L'aggiunta di bicarbonato e vino di riso agisce sulle proteine del pollo, ammorbidendo le fibre muscolari e garantendo una carne incredibilmente tenera e succosa dopo la cottura. Inoltre, i tagli praticati sui cosciotti permettono ai sapori dello zenzero e della cipolla di penetrare in profondità. Senza questa attesa minima di quattro ore, il pollo risulterebbe meno saporito e potenzialmente più duro, perdendo quella caratteristica morbidezza tipica della versione asiatica autentica.
  • Qual è il segreto per ottenere una crosta croccante e non untuosa?
    La chiave sta nella gestione della temperatura dell'olio e nell'asciugatura preliminare. Dopo aver rimosso il pollo dalla marinatura, è essenziale asciugarlo bene con carta assorbente; l'umidità residua creerebbe vapore, rendendo la pastella molle invece che croccante. Utilizzare olio di semi di girasole e mantenerlo a temperatura elevata ma controllata permette una frittura rapida che sigilla la pastella istantaneamente. Infine, posare il pollo fritto su carta assorbente per un minuto appena estratto aiuta a rimuovere l'eccesso di grasso senza intaccare la panatura, assicurando una consistenza leggera e fragrante.
  • Posso usare vino bianco al posto del vino di riso?
    Sì, il vino bianco è un'ottima alternativa valida e facilmente reperibile. Entrambi gli alcolici svolgono la stessa funzione di deglassare e aromatizzare la marinatura, portando note acidule che bilanciano la ricchezza della frittura. Il vino di riso offre però un profilo leggermente più dolce e delicato, tipico della cucina cantonese, mentre il vino bianco europeo può conferire una nota più acida. Se opti per il vino bianco, assicurati che sia secco e di buona qualità, poiché durante la marinatura il suo sapore si concentrerà notevolmente sulla superficie della carne.
  • A cosa serve aggiungere il bicarbonato nella marinatura?
    Il bicarbonato ha una funzione chimica specifica chiamata 'velvetting', comunemente usata nelle cucine asiatiche. Questo ingrediente altera il pH superficiale della carne, impedendo alle proteine del pollo di contrarsi eccessivamente durante la cottura. Il risultato è una texture setosa e tenera che contrasta piacevolmente con la crosta esterna croccante. Senza il bicarbonato, il pollo fritto tende a risultare più compatto e gommoso. È sufficiente mezz cucchiaino per dosare correttamente l'effetto ammorbidente senza lasciare retrogusti saponati nel piatto finale.
  • Come capire quando l'olio è pronto per friggere?
    L'olio deve essere ben caldo, idealmente tra i 170°C e i 180°C, prima di immergere il pollo. Un metodo pratico è inserire la punta di un cucchiaio di legno nell'olio: se vedi bollicine d'aria formarsi costantemente attorno al legno, la temperatura è giusta. In alternativa, puoi lanciare un piccolo pezzetto di pastella: se affonda brevemente e poi risale in superficie friggendosi rapidamente, l'olio è pronto. Una temperatura troppo bassa renderà la pastella oleosa e dura, mentre una troppo alta brucerebbe l'esterno lasciando crudo l'interno.

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