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L'area del Gambellara

Il Gambellara è un vino Doc che si produce in una zona molto ristretta, ma di alta qualità. La denominazione di origine prende il nome dallo stesso comune di Gambellara, centro dell'area vitivinicola, assieme ad altri tre comuni adiacenti, che si trovano tutto nella provincia di Vicenza, al confine sud-occidentale. Qui la geologia della zona è composta da una grande area collinare nata dalle antiche eruzioni vulcaniche, i cui prodotti ancora forniscono ricchi elemento alle uve, come ad esempio il potassio, uno dei sali minerali migliori per la vitis vinifera.

La zona nacque, come il Veneto a cui appartiene, quando il fondale marino che ha dato vita a gran parte della penisola, si sollevò a causa dello scontro tra la placca africana e quella euro-asiatica. Il fondale era quello dell'antico oceano che prima, in età preistorica, costituiva la morfologia della zona. Questo mare, detto Tetide, era ricco di numerosi organismi, la cui caratteristica principale era quello di essere prevalentemente conchigliaceo, e quindi ricco di calcare, che è poi l'elemento maggiormente presente nel sottosuolo italiano. Queste conchiglie, una volta morte, sono andate a depositarsi sui fondali per costituire dei sedimenti compatti, seppur friabili. Gli strati calcarei si formarono grazie all'evaporazione del mare, dovuta alla bassa profondità che via via si andava accentuando con lo scontro tra le placche. Uno scontro che ha formato anche le Alpi.

Una volta formata la terra emersa, comparvero anche i vulcani, dovuti alle spaccature create dalle placche, ad arricchire il terreno. Oggi così, affianco al calcare, corrono sedimenti argillosi e morenici, ricchi di minerali.

Il clima relativamente mite, seppur più freddo in questa parte, concentra inoltre gli aromi nelle uve. In particolare qui si trovano molto bene le uve nordiche, sia italiane che di origine francese.

Gambellara

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Le uve bianche del Gambellara

Il Gambellara è un vino che sfrutta delle uve locali, molto apprezzate, per la produzione dei bianchi. Principalmente viene impiegato un vitigno chiamato Garganega, insieme all'altra grande uva della zona, il Trebbiano di Soave. Inoltre vengono coltivate, e si utilizzano, due uve di origine francese, il Pinot Bianco e lo Chardonnay.

Per quel che riguarda il Garganega, quest'uva è peculiare di tutta questa area del Veneto, individuata come la zona occidentale, corrispondente maggiormente con la provincia di Verona, adiacente all'area del Gambellara. È probabile che questa uva risulti residente qui addirittura dal tempo dei Celti, quando il dominio romano non era nemmeno immaginabile. È comunque ipotizzabile, con buona certezza, che furono i Romani a sviluppare questo vitigno, anche se non ci sono testimonianze al riguardo fino al 1400 dopo Cristo, quando il nome del vitigno comparve in dei documenti specifici per differenziarlo in basse al “sesso” della vite. Sembra infatti che all'epoca, venisse distinta la femmina dal mascolino, in quanto la prima risultava molto produttiva rispetto al mascolino. Gli ampelologi tendono a credere che l'attuale Garganega sia una evoluzione proprio della femmina dell'epoca. Ma si hanno poche certezze al riguardo. Quello che si può dire oggi, è che il Garganega fornisce ottimi vini, molto ricchi e dai profumi sfumati e ampi. Si possono infatti percepire variazioni che vanno dalla frutta ai fiori, per un naso molto complesso. L'uva non fornisce molta acidità, ma vini soffici al palato, il cui sapore peculiare è un tocco di mandorla e un certo amertume, immersi in note di sapidità. La vendemmia viene spesso effettuata per i primi di ottobre, e si può definire dunque tardiva.

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I vini bianchi Doc del Gambellara

GambellaraI vini bianchi di Gambellara sono sotto la protezione della denominazione di origine controllata dal 1° agosto 2008, e coinvolge solo quattro piccoli comuni, quelli di Gambellara, Montebello Vicentino, Montorso e Zermeghedo. La legge disciplina la produzione di vini sotto le etichette Gambellara, Gambellara Classico e Gambellara Classico Vin Santo. Il Gambellara Classico può essere prodotto però solo per parte del comune di Gambellara.

Nel Gambellara, il Garganega deve rappresentare almeno l'80% del vino, e al restante 20% si può aggiungere uno dei vitigni menzionati nel paragrafo precedente.

Le rese autorizzate differiscono a seconda della tipologia di Gambellara che si vuole produrre. Con il Gambellara generico, si possono raccogliere al massimo 14 tonnellate per ettaro, ma se si vogliono produrre le altre tipologie, le rese si riducono a 12,5 tonnellate, mentre nel caso del Vin Santo, solo 6,5 tonnellate possono essere appassite. La restante raccolta va utilizzata per il Gambellara Classico. Anche i titoli alcolometrici minimi differiscono per tipologia. Nel Gambellara generico si deve ottenere un minimo di 9,50%, per il Classico di 10,50% vol., per il Vin Santo di 16,00%. Quest'ultimo deve anche essere invecchiato per almeno 24 mesi.

Il Gambellara generico vinificato è paglierino, con riflessi oro. È sempre secco e acidulo, ma comunque morbido. Va bene con le frittate, gli antipasti di mare, il risotto ai frutti di mare e pesci come trinca e sgombro.

Il Classico è anche leggermente amarognolo, sempre per frittate, tinca, persico o risotti di mare.

Il Vin Santo è il classico vino da dessert, alcolico e carico di colore, con un naso profondo e ricco dove risultano evidenti i profumi di vaniglia e quelli passiti. Chiaramente con i dessert.


gambellara: I migliori Gambellara

Il Vin Santo di Vignato è tutto incentrato sul profumo delle albicocche, del miele e del caramello, ma presenta una certa sapidità che lo rende perfetto per il foie gras.

Il Classico di Dal Maso Ca' Fischele è uno stupendo intreccio di agrumi, fiori di campo e camomilla. Acido e minerale, si abbina allo sgombro.

Anche il Classico La Bocara di Cavazza gioca con eleganza con i profumi, ma stavolta alla pesca gialla e all'ananas, con aromi più complessi al gelsomino e glicine, per terminare con tocchi vegetali. Ottimo e fruttato. Si può accostare anche allo spezzatino di cinghiale.



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