Gambellara

vino bianco

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Il Gambellara è un vino bianco complesso e unico, ottenuto per la maggior parte con il Garganega, uva locale delle provincie di Vicenza e Verona.

di Redazione

30 gennaio 2018

L'area del Gambellara

Il Gambellara è un vino Doc che si produce in una zona molto ristretta, ma di alta qualità. La denominazione di origine prende il nome dallo stesso comune di Gambellara, centro dell'area vitivinicola, assieme ad altri tre comuni adiacenti, che si trovano tutto nella provincia di Vicenza, al confine sud-occidentale. Qui la geologia della zona è composta da una grande area collinare nata dalle antiche eruzioni vulcaniche, i cui prodotti ancora forniscono ricchi elemento alle uve, come ad esempio il potassio, uno dei sali minerali migliori per la vitis vinifera. La zona nacque, come il Veneto a cui appartiene, quando il fondale marino che ha dato vita a gran parte della penisola, si sollevò a causa dello scontro tra la placca africana e quella euro-asiatica. Il fondale era quello dell'antico oceano che prima, in età preistorica, costituiva la morfologia della zona. Questo mare, detto Tetide, era ricco di numerosi organismi, la cui caratteristica principale era quello di essere prevalentemente conchigliaceo, e quindi ricco di calcare, che è poi l'elemento maggiormente presente nel sottosuolo italiano. Queste conchiglie, una volta morte, sono andate a depositarsi sui fondali per costituire dei sedimenti compatti, seppur friabili. Gli strati calcarei si formarono grazie all'evaporazione del mare, dovuta alla bassa profondità che via via si andava accentuando con lo scontro tra le placche. Uno scontro che ha formato anche le Alpi. Una volta formata la terra emersa, comparvero anche i vulcani, dovuti alle spaccature create dalle placche, ad arricchire il terreno. Oggi così, affianco al calcare, corrono sedimenti argillosi e morenici, ricchi di minerali. Il clima relativamente mite, seppur più freddo in questa parte, concentra inoltre gli aromi nelle uve. In particolare qui si trovano molto bene le uve nordiche, sia italiane che di origine francese.

Le uve bianche del Gambellara

Il Gambellara è un vino che sfrutta delle uve locali, molto apprezzate, per la produzione dei bianchi. Principalmente viene impiegato un vitigno chiamato Garganega, insieme all'altra grande uva della zona, il Trebbiano di Soave. Inoltre vengono coltivate, e si utilizzano, due uve di origine francese, il Pinot Bianco e lo Chardonnay. Per quel che riguarda il Garganega, quest'uva è peculiare di tutta questa area del Veneto, individuata come la zona occidentale, corrispondente maggiormente con la provincia di Verona, adiacente all'area del Gambellara. È probabile che questa uva risulti residente qui addirittura dal tempo dei Celti, quando il dominio romano non era nemmeno immaginabile. È comunque ipotizzabile, con buona certezza, che furono i Romani a sviluppare questo vitigno, anche se non ci sono testimonianze al riguardo fino al 1400 dopo Cristo, quando il nome del vitigno comparve in dei documenti specifici per differenziarlo in basse al “sesso” della vite. Sembra infatti che all'epoca, venisse distinta la femmina dal mascolino, in quanto la prima risultava molto produttiva rispetto al mascolino. Gli ampelologi tendono a credere che l'attuale Garganega sia una evoluzione proprio della femmina dell'epoca. Ma si hanno poche certezze al riguardo. Quello che si può dire oggi, è che il Garganega fornisce ottimi vini, molto ricchi e dai profumi sfumati e ampi. Si possono infatti percepire variazioni che vanno dalla frutta ai fiori, per un naso molto complesso. L'uva non fornisce molta acidità, ma vini soffici al palato, il cui sapore peculiare è un tocco di mandorla e un certo amertume, immersi in note di sapidità. La vendemmia viene spesso effettuata per i primi di ottobre, e si può definire dunque tardiva.

I vini bianchi Doc del Gambellara

I vini bianchi di Gambellara sono sotto la protezione della denominazione di origine controllata dal 1° agosto 2008, e coinvolge solo quattro piccoli comuni, quelli di Gambellara, Montebello Vicentino, Montorso e Zermeghedo. La legge disciplina la produzione di vini sotto le etichette Gambellara, Gambellara Classico e Gambellara Classico Vin Santo. Il Gambellara Classico può essere prodotto però solo per parte del comune di Gambellara. Nel Gambellara, il Garganega deve rappresentare almeno l'80% del vino, e al restante 20% si può aggiungere uno dei vitigni menzionati nel paragrafo precedente. Le rese autorizzate differiscono a seconda della tipologia di Gambellara che si vuole produrre. Con il Gambellara generico, si possono raccogliere al massimo 14 tonnellate per ettaro, ma se si vogliono produrre le altre tipologie, le rese si riducono a 12,5 tonnellate, mentre nel caso del Vin Santo, solo 6,5 tonnellate possono essere appassite. La restante raccolta va utilizzata per il Gambellara Classico. Anche i titoli alcolometrici minimi differiscono per tipologia. Nel Gambellara generico si deve ottenere un minimo di 9,50%, per il Classico di 10,50% vol., per il Vin Santo di 16,00%. Quest'ultimo deve anche essere invecchiato per almeno 24 mesi. Il Gambellara generico vinificato è paglierino, con riflessi oro. È sempre secco e acidulo, ma comunque morbido. Va bene con le frittate, gli antipasti di mare, il risotto ai frutti di mare e pesci come trinca e sgombro. Il Classico è anche leggermente amarognolo, sempre per frittate, tinca, persico o risotti di mare. Il Vin Santo è il classico vino da dessert, alcolico e carico di colore, con un naso profondo e ricco dove risultano evidenti i profumi di vaniglia e quelli passiti. Chiaramente con i dessert.

I migliori Gambellara

Il Vin Santo di Vignato è tutto incentrato sul profumo delle albicocche, del miele e del caramello, ma presenta una certa sapidità che lo rende perfetto per il foie gras. Il Classico di Dal Maso Ca' Fischele è uno stupendo intreccio di agrumi, fiori di campo e camomilla. Acido e minerale, si abbina allo sgombro. Anche il Classico La Bocara di Cavazza gioca con eleganza con i profumi, ma stavolta alla pesca gialla e all'ananas, con aromi più complessi al gelsomino e glicine, per terminare con tocchi vegetali. Ottimo e fruttato. Si può accostare anche allo spezzatino di cinghiale.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del vino Gambellara?
    Il Gambellara si distingue per un profilo aromatico complesso e sfumato, che spazia dalla frutta fresca ai fiori, offrendo un naso ampio e invitante. Al palato, il vino risulta soffice e morbido, privo di eccessiva acidità, ma caratterizzato da un retrogusto peculiare con note di mandorla e un leggero sentore amaro. La sapidità è un elemento distintivo fondamentale, legato alla vocazione territoriale del suolo. Questi attributi rendono il vino particolarmente elegante e adatto a chi cerca bianchi strutturati ma non aggressivi, con una buona persistenza olfattiva.
  • Come varia la composizione delle uve tra il Gambellara generico e il Classico?
    La normativa disciplinare impone che il Garganega costituisca almeno l'80% dell'uvaggio in entrambe le tipologie, garantendo l'identità locale del vino. Il restante 20% può essere composto da vitigni autoctoni come il Trebbiano di Soave o da varietà internazionali come Pinot Bianco e Chardonnay. Sebbene la base uvinale sia simile, la differenza sostanziale risiede nella zonizzazione geografica e nei limiti di resa: il Classico proviene esclusivamente da una parte specifica del comune di Gambellara e ha rese per ettaro inferiori (12,5 tonnellate contro le 14 del generico), il che si traduce in una maggiore concentrazione e qualità nel calice finale.
  • Quali piatti consiglia di abbinare con il Gambellara secco?
    Grazie alla sua acidità vivace ma bilanciata da una struttura morbida, il Gambellara secco è eccellente con i piatti leggeri e marinari. Si abbina perfettamente alle frittate, agli antipasti di mare e ai risotti ai frutti di mare. È ideale anche con pesci magri o grassi come la trinca e lo sgombro, poiché la sapidità del vino esalta i sapori del mare senza coprirli. Per il Gambellara Classico, che presenta una leggera nota amarognola, si consigliano pesci come tinca e persico, oppure risotti di mare, sfruttando la sua capacità di pulire il palato e accompagnare la cottura delicata dei crostacei.
  • Cosa rende speciale il Gambellara Vin Santo e quali sono i suoi requisiti?
    Il Vin Santo di Gambellara è un vino da dessert eccezionale, ottenuto dall'appassimento delle uve, che ne concentrano zuccheri e aromi. Deve avere un titolo alcolometrico minimo del 16% e subire un invecchiamento obbligatorio di almeno 24 mesi, sviluppando colori carichi e profumi profondi di vaniglia, miele, caramello e frutta passa. La sua sapidità unica lo rende versatile: oltre ai dolci classici, si abbina magnificamente al foie gras, creando un contrasto affascinante tra dolcezza intensa e salinità terrosa, tipico dei grandi vini passiti italiani.
  • Perché il territorio di Gambellara conferisce specifiche caratteristiche al vino?
    La geologia unica della zona, situata al confine sud-occidentale della provincia di Vicenza, gioca un ruolo cruciale. Il terreno deriva dall'antico fondo marino del Tetide, ricco di sedimenti calcarei e conchigliari, arricchito successivamente da attività vulcanica che ha apportato minerali come il potassio. Questa combinazione di calcare, argilla e elementi morenici garantisce un drenaggio ottimale e apporta sali minerali essenziali alla vite. Il clima mite, pur essendo fresco, permette una maturazione lenta delle uve, favorendo la concentrazione degli aromi e preservando la freschezza necessaria per un vino bianco di grande personalità.

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