MONREALE

vino bianco

monreale

I vini di Monreale sono di buona qualità, da vitigni sia autoctoni che internazionali, perfetti per molti abbinamenti della cucina siciliana.

di Redazione

27 maggio 2015

La zona di Monreale

I vini a Monreale vengono prodotti sulle colline circostanti che hanno delle connotazioni carbonatiche, il che significa che vi sono delle forti presenze di calcare, sotto forma di dolomie carsiche, in una linea topografica da Palermo alla valle del Belice. Questo tipo di suolo è molto comune in Sicilia, dove il benefico calcare e l'argilla arricchiscono le uve. Questa orogenesi dell'isola nasce dall'antico bacino preistorico marino da cui è emersa l'isola. Il fondale venne riempito di fossili marini in particolare conchiglie, che hanno poi formato, sotto alte pressioni, le rocce calcaree che oggi sono parte del suolo emerso. Per finire l'attività teutonica e vulcanica ha fornito anche molto silicio e presenza di marne, altri elementi aromatici da fornire alle uve. Le condizioni climatiche sono quelle classiche dell'isola, con belle estati molto lunghe ed inverni in cui le temperature restano accoglienti per i frutti della vite, che matura quindi senza difficoltà e al punto giusto per fornire vini di buona qualità, in una zona dove il prezioso nettare viene elaborato già al tempo dell'antica Roma e ancor prima, grazie alla presenza dei coloni greci. Oggi sull'isola sono molti i viticoltori che hanno iniziato a produrre vini di qualità, in particolare nella zona ovest, anche grazie all'istituzione delle denominazioni di origine che hanno posto dei vincoli e migliorato la vinificazione, facendo tornare l'isola ai fasti del passato.

Le coltivazioni

I vitigni utilizzati a Monreale per la vinificazione in bianco sono alcuni dei grandi autoctoni siciliani, come l'Inzolia, il Grillo e il Catarratto e alcuni rinomati internazionali come lo Chardonnay e il Pinot Bianco, a cui si unisce la coltivatissima uva italiana Trebbiano Toscano, seppur di qualità inferiore ai precedenti, ma in grado di apportare volume. Tra queste il Grillo è un vitigno nativo dell'isola, che prima di essere riscoperto per altre vinificazioni, veniva utilizzato negli assemblaggi dei Marsala, un vino intramontabile e prodotto già da tre secoli, oggi tornato in primo piano. Anche il Grillo ha ritagliato un suo ruolo di primo piano in Sicilia, con un tocco citrino e molto corpo nei vini in cui viene impiegato. Ottima anche l'acidità che consente a questi vini buone possibilità di invecchiamento. Il Pinot Bianco invece è l'adattamento italiano del più antico Pinot Blanc francese, mutazione spontanea del progenitore Pinot Noir. In Italia arriva già ai primi dell'Ottocento, passando il confine per approdare in Piemonte, ma oggi è presente in tutto il mondo. In Sicilia ha trovato posto per delle vinificazioni di prodotti secchi e con elevata acidità, anche se poco aromatici ma comunque frizzantini e freschi, perfetti per le lunghe estati isolane. Questo vitigno è perfetto per le spumantizzazioni, tanto che è elemento essenziale dei grandi Franciacorta della Lombardia.

Il vino a Monreale

Il Monreale gode oggi della denominazione di origine controllata che fu creata il 2 novembre 2000 per autorizzare la produzione di vini bianchi, rosati e rossi. L'area coinvolta nella vinificazione di questa denominazione è molto vasta e si trova in provincia di Palermo, in particolare nella valle del Belice. Qui si produce oltra al bianco, anche il Superiore e il Vendemmia Tardiva, oltre ai monovitigno Inzolia, Grillo, Pinot Bianco, Chardonnay e Catarratto. Per quel che riguarda il vino generico, il taglio classico è tra Catarratto e Inzolia che lo compongono per il 50% a cui si aggiunge anche il Trebbiano Toscano ma solo fino al 30% dell'assemblaggio. Vengono fissate delle regola anche alle rese dei vitigni, che per le varie tipologie sono tra le 10 e le 12 tonnellate per ettaro. Invece i vini che sfruttano le vendemmie tardive, vengono vinificati con uve che devono avere rese limitate a 8 tonnellate. L'appassimento viene effettuato sulla pianta. I grappoli devono restare nel vigneto fino al 1° ottobre. Poi una volta trasformati in vino devono attendere sei mesi di invecchiamento prima di essere commercializzati. Anche il Superiore deve attendere sei mesi prima di essere commercializzato, ma questa volta dal 1° novembre successivo alla raccolta delle uve. I vini a Monreale sono paglierini, che evolvono sul dorato nel caso del Vendemmia Tardiva e del Superiore. Si tratta in genere di vini dal palato secco nella maggior parte dei casi, anche se lo Chardonnay e il Catarratto risulta invece fruttato. I grilli invece hanno un carattere sapido. Mentre il Vendemmia Tardiva è chiaramente dolce e vellutato al palato. Sono comunque vini eleganti e profumati, da abbinare con vari cibi come le sarde e le melanzane per gli Inzolia. Il Superiore si abbina bene con la pasta alle cozze mentre per il Catarratto si preferisce la carne e i formaggi stagionati. Anche lo Chardonnay è abbinabile ai formaggi, ma molli, ma anche a molti piatti di pesce di mare e molluschi. Il Pinot Bianco invece va bene con gli ortaggi come i carciofi, mentre il Grillo va con i formaggi piccanti e altri piatti dal sapore spiccato. Per il Vendemmia tardiva si consigliano formaggi erborinati e paté di fegato. Tra i vari vini da provare ci sono quelli di Spadafora, come il Monreale Bianco con profumazioni di frutta bianca, agrumi ed erbe aromatiche. Ottimo anche Feudo di Santa Tresa Rina Lanca, un Grillo puro, e il Punta Ettare di Frazzitta, sempre un Grillo aromatico.

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Domande frequenti

  • Quali sono i vitigni principali utilizzati per i vini bianchi di Monreale?
    La produzione di vini bianchi a Monreale si avvale sia di vitigni autoctoni siciliani che di varietà internazionali. I protagonisti assoluti sono l'Inzolia, il Grillo e il Catarratto, quest'ultimo spesso usato in assemblaggio con l'Inzolia per costituire la base classica del vino generoso. Al these si aggiungono il Trebbiano Toscano, che apporta volume ma è considerato di qualità inferiore rispetto agli altri, e vitigni pregiati come lo Chardonnay e il Pinot Bianco. Il Grillo, in particolare, sta guadagnando grande importanza grazie al suo carattere citrino, al corpo strutturato e all'ottima acidità che ne favorisce l'invecchiamento.
  • Come influisce il terreno calcareo sulla qualità del vino di Monreale?
    Le colline intorno a Monreale presentano un suolo ricco di calcare, sotto forma di dolomie carsiche, derivante dall'antico bacino marino preistorico da cui è nata la Sicilia. Questa composizione geologica, unita ad argilla, marne e silicio apportati dall'attività tettonica e vulcanica, conferisce alle uve elementi aromatici preziosi. Il risultato sono vini di alta qualità, caratterizzati da note minerali ed eleganza, che riflettono la storia geologica unica dell'isola e permettono una maturazione ottimale delle uve grazie al clima favorevole.
  • Quali sono le differenze tra il Monreale Bianco, il Superiore e il Vendemmia Tardiva?
    Il Monreale Bianco standard è generalmente secco, con colori paglierini e profili aromatici variabili in base al vitigno. Il Monreale Superiore richiede un invecchiamento minimo di sei mesi dal 1° novembre successivo alla vendemmia, sviluppando sfumature più dorate. Il Vendemmia Tardiva, invece, è un vino dolce e vellutato ottenuto da uve lasciate appassire sulla pianta fino al 1° ottobre, con rese limitate a 8 tonnellate per ettaro. Anche questo richiede sei mesi di affinamento prima della commercializzazione, distinguendosi per la sua ricchezza e dolcezza naturale.
  • Con quali piatti della cucina siciliana si abbinano meglio i vini di Monreale?
    L'abbinamento dipende dal vitigno predominante. Gli Inzolia si sposano perfettamente con antipasti di mare come le sarde e preparazioni a base di melanzane. Il Catarratto, dal gusto fruttato, accompagna bene la carne e i formaggi stagionati, mentre lo Chardonnay è ideale con formaggi molli e molluschi. Il Pinot Bianco, fresco e acidulo, è ottimo con gli ortaggi come i carciofi. Il Grillo, sapido e strutturato, regge bene i formaggi piccanti e i piatti dal sapore intenso. Infine, il Vendemmia Tardiva dolce si abbina a formaggi erborinati e pâté di fegato.
  • Cosa rende speciale il vitigno Grillo nella produzione vinicola siciliana?
    Il Grillo è un vitigno autoctono siciliano che ha visto una rinascita recente dopo essere stato storicamente utilizzato principalmente negli assemblaggi dei Marsala. Oggi è apprezzato per la sua capacità di produrre vini secchi dal corpo marcato, dal profilo citrino e da un'acidità eccellente che garantisce ottime potenzialità di invecchiamento. A Monreale, i vini monovarietali di Grillo si distinguono per un carattere sapido e aromi intensi, rendendoli ideali per accompagnare piatti dalla forte personalità, come i formaggi piccanti, dimostrando la versatilità e la qualità di questo vitigno storico.

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