Spaghetti all'amatriciana

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spaghetti alla amatriciana

L'amatriciana è un primo piatto tipico della tradizione culinaria italiana a base di spaghetti, pomodoro, guanciale, peperoncino, pepe e pecorino.

di Redazione

10 ottobre 2014

Scheda della ricetta: spaghetti alla amatriciana

  • Cucina italia
  • Portata primo piatto
  • Persone 4
  • Difficoltà medio-facile
  • Costo 4 €
  • Preparazione 10 min
  • Cottura 20 min
  • Tempo totale 30 min
  • Tipo di cottura fornello

Ingredienti

  • 40 millilitri di Olio extravergine
  • 30 grammi di cipolle
  • 380 grammi di pasta secca all'uovo
  • 400 grammi di pelati
  • 30 grammi di pecorino fresco
  • 50 millilitri di vino bianco
  • 1 grammo di peperoncini piccanti
  • 1 pizzico di pepe
  • 100 grammi di pancetta tesa
  • 1 pizzico di sale

Valori nutrizionali per porzione

  • Energia 581 kcal
  • Grassi 22 g
  • Colesterolo 115 mg
  • Fibre 4 g
  • Proteine 21 g

Spaghetti all'amatriciana

La ricetta della pasta all’amatriciana era tipica di un pasto per i pastori ed era unicamente a base di guanciale, pecorino e spaghetti. Piatto tipico della tradizione culinaria italiana, l’amatriciana nasce ad Amatrice, una città situata al confine con l’Abruzzo. La sua preparazione prevede l’uso di ingredienti quali pomodoro, pecorino, guanciale, pepe e spaghetti. Successivamente, quando questo primo piatto divenne proprio della città di Roma, nacquero delle varianti: al posto degli spaghetti vennero utilizzati i bucatini. Tutt’oggi, nelle varie città italiane, esistono delle diversificazioni nella realizzazione di questo saporitissimo primo piatto.

Ricetta

Per realizzare la ricetta degli spaghetti all’amatriciana è necessario avere a disposizione gli ingredienti necessari più qualche altro elemento se si desidera creare qualche variante. Per preparare la ricetta dell’amatriciana, per una dose destinata a 4 persone, occorrono i seguenti ingredienti nelle seguenti misure: 380 gr di spaghetti 1 cipolla tritata 1 peperoncino 50 ml di vino bianco 400 gr di pomodori o passata 1 pizzico di pepe 1 pizzico di sale 100 gr di guanciale 30 gr di pecorino 40 ml di olio extravergine di oliva.

Tagliare il guanciale

Per iniziare la preparazione di questo primo piatto laziale, occorre occuparsi innanzitutto del guanciale (1). Quindi, riporre l’alimento su di un tagliere e iniziare ad apporre dei tagli verticali e sottili (2). In seguito, apporre tagli orizzontali creando dei piccoli cubetti (3).

Tritare la cipolla

In seguito procedere con la cipolla: riponetela su di un tagliere (4) e privatela della sfoglia esterna (5). Infine, tritatela finemente (6).

Soffriggere

Ora prendete una pentola e aggiungete al suo interno l’olio extravergine di oliva, il guanciale tagliato a dadini e la cipolla tritata, riponete tutto sul fornello a fiamma moderata e aggiungete anche un peperoncino (7). Lasciate soffriggere per qualche minuto e quando vedete che il guanciale diventa quasi trasparente (8), aggiungete un mezzo bicchiere di vino bianco (9) e poi lasciate sfumare.

Cottura del sugo

Dopo aver lasciato sfumare il vino, si possono iniziare ad aggiungere i pomodori (10), facendo attenzione ad abbassare prima la fiamma onde evitare di scottarvi col rischio che possa schizzare l’olio. Una volta aggiunto tutto il sugo (11), lasciar cuocere il tempo necessario, circa 10 minuti, a fiamma vivace e coprendo la padella con un coperchio (12).

Condire la pasta

Mentre il condimento è in cottura, si può iniziare a procedere anche con la cottura degli spaghetti (13). Ultimata la preparazione della pasta, versarli all’interno della padella con il sugo (14) e girare il tutto, mescolando, così da distribuire in maniera omogenea tutto il condimento. Infine, aggiungere il formaggio pecorino grattugiato (15). Mescolare nuovamente il tutto e servire in tavola.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra la versione originale dell'amatriciana e quella moderna?
    L'amatriciana originaria, nata come piatto povero per i pastori nella zona di Amatrice, non prevedeva il pomodoro. Gli unici ingredienti erano spaghetti, guanciale, pecorino romano e pepe nero. Con il diffondersi della ricetta a Roma e nel resto d'Italia, il pomodoro è diventato ingrediente fondamentale, trasformando il piatto in quello che conosciamo oggi. Inoltre, mentre la versione tradizionale usa gli spaghetti, a Roma è molto comune utilizzare i bucatini, che trattengono meglio il sugo grazie alla loro forma tubolare.
  • Si può usare la pancetta al posto del guanciale?
    Sebbene molti ristoranti utilizzino la pancetta per comodità o costo, la scelta autentica richiede il guanciale. Il guanciale possiede una percentuale di grasso diversa e una consistenza carnosa che, una volta rosolata, rilascia un aroma unico e crea una texture croccante esterna e morbida interna impossibile da replicare con la pancetta. La pancetta tende a essere più magra o troppo grassa a seconda del taglio, alterando l'equilibro sapido e gustativo tipico della vera amatriciana. Per rispettare la tradizione, il guanciale è insostituibile.
  • È vero che il pomodoro nell'amatriciana va messo dopo il guanciale? Perché?
    Sì, è fondamentale aggiungere i pomodori solo dopo che il guanciale ha rilasciato il suo grasso e la cipolla si è ammorbidita. Aggiungere il pomodoro subito potrebbe far bollire il grasso anziché sfrigolarlo lentamente, impedendo ai sapori di amalgamarsi correttamente. Inoltre, come indicato nella procedura, è consigliabile abbassare la fiamma al momento dell'aggiunta del pomodoro per evitare schizzi pericolosi dovuti al contatto tra acqua e olio caldo. Questo passaggio garantisce un sugo omogeneo e non separato.
  • Quanto tempo deve cuocere il sugo prima di unire la pasta?
    Il sugo di amatriciana necessita di una cottura breve ma intensa, generalmente intorno ai 10 minuti a fiamma vivace, come suggerito dalla ricetta classica. Non è un ragù che richiede ore; l'obiettivo è cuocere il pomodoro abbastanza da addensarlo leggermente e amalgamarlo con il grasso del guanciale, mantenendo viva la freschezza del sapore. Una cottura eccessiva renderebbe il sugo troppo concentrato e acido, coprendo i sapori delicati del pecorino e del guanciale. La pasta verrà poi finita direttamente in padella per assorbire i sapori finali.
  • Quando si aggiunge il pecorino romano: nel sugo o sulla pasta già impiattata?
    Nella versione descritta e nella maggior parte delle preparazioni moderne, il pecorino viene aggiunto direttamente in padella insieme alla pasta scolata, permettendo al calore residuo di scioglierlo leggermente e legare il sugo agli spaghetti. Tuttavia, per un risultato ancora più cremoso e per evitare che il formaggio si secchi troppo, alcuni preferiscono mantecare fuori dal fuoco. È importante usare pecorino romano DOP di buona qualità, grattugiato fresco, per garantire quel sapore deciso e sapido che caratterizza il piatto senza renderlo salato in modo sgradevole.

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