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addolcitore

Aggiornato il 10 maggio 20163 capitoli5 domande frequenti
Addolcitore

Introduzione

Come sappiamo l'acqua della rete idrica, ovvero l'acqua che utilizziamo in casa per cucinare, per lavarci e per annaffiare il giardino, è un liquido molto duro, ricco di calcio e magnesio, molto noti per la formazione di calcare specie quando l'acqua viene riscaldata o portata ad ebollizione. L'acqua per essere ideale, deve avere un livello di durezza pari a 9 gradi francesi e nei rari casi in cui l'acqua è dolce, non serve appunto l'addolcitore che in questi casi potrebbe recare solo danni. Il calcare si forma ovunque ci sia acqua calda, perché i sali di magnesio e quelli di calcio si cristallizzano e diventano in questo modo pesanti depositandosi nelle tubature, creando in questo modo incrostazioni riducendo il diametro dei tubi e di conseguenza l'acqua che passa si riscalda meno, la macchina consuma molta più energia e la manutenzione deve essere fatta con più frequenza ed ha un costo maggiore. Per risolvere tutte queste problematiche, si inserisce un addolcitore tra la rete idrica e la macchina che riduce drasticamente la formazione del calcare ed anche di fanghiglia nella caldaia. Solitamente l'addolcitore viene predisposta sotto la macchina espresso ed in diversi locali ne una posta direttamente nella tubatura dell'acqua locale. Il mezzo più comune che si adopera è l'addolcitore a scambio ionico, ovvero un apparecchio dalla forma estetica simile ad una bombola dove al suo interno vi sono delle piccole palline di resina che hanno la capacità di attirare i sali di calcio e magnesio presenti nell'acqua corrente, cedendo in cambio sali di sodio di potassio che non recano alcun danno. Questa capacità da parte delle resine ad effettuare lo scambio, tende in pochissimo tempo ad esaurirsi e quindi le bombole vanno rigenerate con il sale grosso che cede loro sodio di potassio, mentre le resine cedono calcio e magnesio, che vengono poi eliminate attraverso l'acqua di scarico.

Rigenerazione delle resine

La depurazione delle acque ovvero la rigenerazione delle resine, deve essere effettuata con una periodicità che varia in base all'acqua che passa attraverso il depuratore. Solitamente per ogni 12 massimo 15 chilogrammi di caffè per addolcitori che si rigenerano, basta un chilogrammo di sale, ma in commercio ne esistono anche di capienza più grande. Questo intervento se viene fatto con più frequenza non reca alcun danno, mentre eseguire l'operazione in tempi più dilatati, significa introdurre l'acqua che formerà di certo molto calcare. In commercio gli addolcitori che si possono trovare sono veramente molti, dai semiautomatici a quelli automatici, ovviamente più costosi ed anche più ingombranti. Il prodotto semiautomatico si adopera dando settemplice il comando ed automaticamente esegue da solo tutte le operazioni, mentre la macchina automatica, essendo fornita di orologio e timer, una volta accesa esegue tutte le operazioni, anche negli orari stabiliti e nei giorni che ritenete opportuni.

Procedimento

Come prima cosa dovete prendere un contenitore della capienza di due litri ed inserirvi dentro il tubo corto, se avete un tubo lungo lo potete inserire direttamente dentro al foro del vostro lavello. Ora girate la leva del rubinetto di entrata (a) per eliminare la pressione interna e chiudete l'acqua in entrata, dal nel tubo di pressione (c) uscirà dell'acqua. Svitate il coperchio ed aprite ed a questo punto inserite il sale grosso uno o due chilogrammi in base alle dimensioni dell'addolcitore che avete a disposizione e dal tubo c, uscirà dell'acqua dall'aumento della pressione provocata dall'aggiunta del sale. Chiudete il coperchio e riportate la leva del rubinetto (a) nella posizione originale, a questo punto entrerà nuovamente l'acqua creando una forte pressione. Adesso mettete il tubo (d) dentro un contenitore grande oppure direttamente nel lavello e girate la leva del rubinetto dell'uscita della sua acqua fino a quando questa non sarà più salata, tendenzialmente per circa 10 o 15 minuti. Una volta terminato questo passaggio, rimettete la leva d nella sua posizione originale ed ora si può riprendere a fare il caffè. Durante tutti questi passaggi, non si può utilizzare la macchina, perché entrerebbe acqua salata nelle tubature. La macchina per l'espresso deve essere temporaneamente spenta e se accidentalmente avete spinto il tasto di accensione una volta terminata la depurazione fate scorrere abbondantemente l'acqua ed assaggiare il caffè poco dopo per verificare se c'è la presenza di sale o meno. Se notate che la macchina ha caricato acqua salata anche nel serbatoio, fatela uscire scaricandola direttamente dal rubinetto di prelevamento o da una vite di scarico per il rapido flusso di acqua nella caldaia. Ogni tre anni circa occorre sostituire le resine all'interno dell'addolcitore e pulire internamente in maniera accurata la bombola.

Domande frequenti

  • L'acqua addolcita è sicura per la salute umana e per la preparazione del caffè?
    Sì, l'acqua trattata dagli addolcitori a scambio ionico è generalmente sicura per il consumo umano. Il processo sostituisce gli ioni di calcio e magnesio responsabili del calcare con ioni di sodio o potassio. Sebbene il contenuto di sodio aumenti leggermente, le quantità aggiuntive sono minime e solitamente non rappresentano un rischio per soggetti sani, secondo le linee guida nutrizionali. Tuttavia, per chi segue diete iposodiche strette, è consigliabile consultare un medico. Per quanto riguarda il caffè, molti esperti affermano che l'acqua addolcita migliori il sapore dell'estrazione, poiché il calcare altera l'equilibrio chimico, ma il gusto finale dipende anche dalla qualità dei chicchi e dalla temperatura di estrazione.
  • Quanto spesso devo rigenerare l'addolcitore con il sale grosso?
    La frequenza di rigenerazione dipende principalmente dalla durezza dell'acqua in arrivo e dal volume di acqua utilizzata. Come regola pratica indicativa, per ogni 12-15 chili di caffè preparati, è necessario circa un chilo di sale grosso per la rigenerazione degli addolcitori domestici standard. Gli apparecchi moderni, specialmente quelli automatici dotati di timer, gestiscono il ciclo di rigenerazione in base ai consumi effettivi o a intervalli prestabiliti. È fondamentale non dilazionare troppo le operazioni: una rigenerazione tardiva permette al calcare di accumularsi, riducendo l'efficienza della resina e aumentando il rischio di incrostazioni nelle tubature e nella caldaia della macchina da caffè.
  • Cosa succede se uso la macchina da caffè durante la rigenerazione dell'addolcitore?
    Durante la fase di rigenerazione, l'addolcitore espelle acqua ricca di sale per risciacquare le resine cariche di calcio e magnesio. Se si utilizza la macchina da caffè in questo momento, l'acqua salata verrebbe immessa nelle tubature interne, nel gruppo erogatore e potenzialmente nel serbatoio. Questo comporterebbe un sapore sgradevole e metallico al caffè e, soprattutto, rischierebbe di danneggiare i componenti interni sensibili alla corrosione causata dal sale. È quindi imperativo spegnere la macchina e isolare l'addolcitore durante tutto il procedimento. Dopo la rigenerazione, bisogna far scorrere abbondante acqua pulita fino a quando il sapore sgradito non scompare completamente.
  • Qual è la differenza tra addolcitori semiautomatici e automatici?
    La distinzione principale risiede nel grado di automazione del processo di rigenerazione. Gli addolcitori semiautomatici richiedono un intervento manuale: l'utente deve azionare una leva o premere un pulsante per avviare il ciclo di lavaggio e rigenerazione delle resine. Sono spesso più compatti ed economici, ma necessitano di una gestione attiva da parte dell'utente per evitare che l'acqua diventi nuovamente dura. Al contrario, gli addolcitori automatici sono dotati di timer e sensori che programmano la rigenerazione in base al tempo trascorso o al volume di acqua filtrata, eseguendo il processo anche di notte o quando la casa è disabitata. Sono più ingombranti e costosi, ma offrono maggiore comodità e garanzia di continuità nel trattamento dell'acqua.
  • Quando è necessario sostituire le resine dell'addolcitore?
    Le resine all'interno della bombola dell'addolcitore non durano indefinitamente; col tempo perdono efficacia a causa dell'usura fisica e chimica. Generalmente, si consiglia di sostituire le resine ogni tre anni circa, come indicato dalle linee guida di manutenzione standard. Inoltre, è buona norma pulire internamente la bombola durante questa sostituzione per rimuovere eventuali sedimenti o biofilm accumulatisi. Ignorare questa manutenzione porta a un calo progressivo della capacità di scambio ionico, facendo sì che il calcare inizi a passare attraverso il filtro nonostante la presenza del sale. Monitorare la durezza dell'acqua periodicamente aiuta a capire se le resine stanno esaurendo la loro vita utile.

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