addolcitore








Introduzione

Come sappiamo l'acqua della rete idrica, ovvero l'acqua che utilizziamo in casa per cucinare, per lavarci e per annaffiare il giardino, è un liquido molto duro, ricco di calcio e magnesio, molto noti per la formazione di calcare specie quando l'acqua viene riscaldata o portata ad ebollizione.

L'acqua per essere ideale, deve avere un livello di durezza pari a 9 gradi francesi e nei rari casi in cui l'acqua è dolce, non serve appunto l'addolcitore che in questi casi potrebbe recare solo danni.

Il calcare si forma ovunque ci sia acqua calda, perché i sali di magnesio e quelli di calcio si cristallizzano e diventano in questo modo pesanti depositandosi nelle tubature, creando in questo modo incrostazioni riducendo il diametro dei tubi e di conseguenza l'acqua che passa si riscalda meno, la macchina consuma molta più energia e la manutenzione deve essere fatta con più frequenza ed ha un costo maggiore.

Per risolvere tutte queste problematiche, si inserisce un addolcitore tra la rete idrica e la macchina che riduce drasticamente la formazione del calcare ed anche di fanghiglia nella caldaia.

Solitamente l'addolcitore viene predisposta sotto la macchina espresso ed in diversi locali ne una posta direttamente nella tubatura dell'acqua locale.

Il mezzo più comune che si adopera è l'addolcitore a scambio ionico, ovvero un apparecchio dalla forma estetica simile ad una bombola dove al suo interno vi sono delle piccole palline di resina che hanno la capacità di attirare i sali di calcio e magnesio presenti nell'acqua corrente, cedendo in cambio sali di sodio di potassio che non recano alcun danno.

Questa capacità da parte delle resine ad effettuare lo scambio, tende in pochissimo tempo ad esaurirsi e quindi le bombole vanno rigenerate con il sale grosso che cede loro sodio di potassio, mentre le resine cedono calcio e magnesio, che vengono poi eliminate attraverso l'acqua di scarico.

Addolcitore

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Rigenerazione delle resine

AddolcitoreLa depurazione delle acque ovvero la rigenerazione delle resine, deve essere effettuata con una periodicità che varia in base all'acqua che passa attraverso il depuratore.

Solitamente per ogni 12 massimo 15 chilogrammi di caffè per addolcitori che si rigenerano, basta un chilogrammo di sale, ma in commercio ne esistono anche di capienza più grande.

Questo intervento se viene fatto con più frequenza non reca alcun danno, mentre eseguire l'operazione in tempi più dilatati, significa introdurre l'acqua che formerà di certo molto calcare.

In commercio gli addolcitori che si possono trovare sono veramente molti, dai semiautomatici a quelli automatici, ovviamente più costosi ed anche più ingombranti.

Il prodotto semiautomatico si adopera dando settemplice il comando ed automaticamente esegue da solo tutte le operazioni, mentre la macchina automatica, essendo fornita di orologio e timer, una volta accesa esegue tutte le operazioni, anche negli orari stabiliti e nei giorni che ritenete opportuni.


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addolcitore: Procedimento

AddolcitoreCome prima cosa dovete prendere un contenitore della capienza di due litri ed inserirvi dentro il tubo corto, se avete un tubo lungo lo potete inserire direttamente dentro al foro del vostro lavello.

Ora girate la leva del rubinetto di entrata (a) per eliminare la pressione interna e chiudete l'acqua in entrata, dal nel tubo di pressione (c) uscirà dell'acqua.

Svitate il coperchio ed aprite ed a questo punto inserite il sale grosso uno o due chilogrammi in base alle dimensioni dell'addolcitore che avete a disposizione e dal tubo c, uscirà dell'acqua dall'aumento della pressione provocata dall'aggiunta del sale.

Chiudete il coperchio e riportate la leva del rubinetto (a) nella posizione originale, a questo punto entrerà nuovamente l'acqua creando una forte pressione.

Adesso mettete il tubo (d) dentro un contenitore grande oppure direttamente nel lavello e girate la leva del rubinetto dell'uscita della sua acqua fino a quando questa non sarà più salata, tendenzialmente per circa 10 o 15 minuti.

Una volta terminato questo passaggio, rimettete la leva d nella sua posizione originale ed ora si può riprendere a fare il caffè.

Durante tutti questi passaggi, non si può utilizzare la macchina, perché entrerebbe acqua salata nelle tubature.

La macchina per l'espresso deve essere temporaneamente spenta e se accidentalmente avete spinto il tasto di accensione una volta terminata la depurazione fate scorrere abbondantemente l'acqua ed assaggiare il caffè poco dopo per verificare se c'è la presenza di sale o meno.

Se notate che la macchina ha caricato acqua salata anche nel serbatoio, fatela uscire scaricandola direttamente dal rubinetto di prelevamento o da una vite di scarico per il rapido flusso di acqua nella caldaia.

Ogni tre anni circa occorre sostituire le resine all'interno dell'addolcitore e pulire internamente in maniera accurata la bombola.



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