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ricetta coniglio in umido

Aggiornato il 13 dicembre 201715 capitoli5 domande frequenti
Il coniglio in umido

Il coniglio in umido

Il coniglio in umido è un secondo patto molto gustoso e rustico, da cuocere per un lungo tempo che delle erbe e degli odori e poi servire caldo. La sua preparazione è semplice, ma il risultato garantito. Bastano pochi e semplici ingredienti, che tutti abbiamo in genere in casa. Dovrete fare un battuto di odori con cipolla e carota, e poi qualche bacca di ginepro e qualche foglia di alloro. Poi vino, brodo e olive nere. In questa ricetta abbiamo aggiunto anche la pancetta, per aggiungere ancora più gusto ad un piatto molto amato, specialmente nella tradizione contadina e in quella laziale. Il coniglio è infatti un piatto molto amato a Roma e nel Lazio, dove si usa in molte ricette, specialmente sui famosi Castelli Romani. Per questa ricetta potete abbinare sia un vino bianco, alcolico e forte, di buona struttura e molto erbaceo, che un rosso giovane, dai sentori di sottobosco e macchia mediterranea.

Gli ingredienti

Per fare il coniglio in umido per due persone, procuratevi i seguenti ingredienti: ½ coniglio (circa ½ kg) 100g di pancetta di maiale 100ml di vino bianco 300ml di brodo vegetale 100g di olive nere 20g di burro ½ cipolla bianca ½ carota 3 foglie di alloro 10 bacche di ginepro 20g di farina sale olio extravergine di oliva

La pancetta

Iniziate la ricetta mettendo la pancetta sul tagliere, per ridurla prima in listelle (1) sottili e poi a dadini (2) piccoli. Quindi mettete tutto su un piattino (3) a parte e proseguite.

La cipolla

Quindi prendete la cipolla, sbucciate (4) e tritatela (5) con il coltello grande o la mezzaluna sul tagliere. Poi mettetela su un piattino (6) a parte, per usarla nel soffritto.

La carota

Poi lavate bene la carota (7) sotto l'acqua corrente, e asciugatela. Quindi grattugiatela (8) con il gratta verdure. Prendetela e mettete tutto su un piattino a parte (9) e proseguite.

Iniziate a preparare il coniglio

Ora prendete il coniglio intero e mettetelo sul tagliere. Con la mannaia iniziate a tagliare via la testa (10), che metterete a parte per cucinarla, se vi piace, insieme al coniglio. Quindi iniziate a tirare fuori il fegato del coniglio (11), con le mani, tagliando via la parte grassa. Mettete il fegato da parte su un piatto. Continuate a tagliare via la parte grassa (12) attaccata ai rognoni e su tutto l'interno della pancia, con il coltello da carne.

Continuate a preparare il coniglio

Quindi riprendete la mannaia e con un colpo netto staccate la parte posteriore delle cosce (13) intera, e poi la parte della pancia (14) aperta, a circa la metà del coniglio. Lasciate da parte l'altra metà, con il petto e le zampe anteriori per un'altra ricetta e quindi, sempre con la mannaia, tagliate di netto il centro tra le due cosce (15), per separarle.

Lavate il coniglio

Quindi riprendete i fegatini del coniglio, metteteli sul tagliere e tagliateli in pezzi (16). Metteteli da parte su un piattino e quindi lavate bene i pezzi di coniglio (17) sotto l'acqua corrente. Quindi metteteli su un torcione pulito e tamponateli (18), per asciugarli.

Iniziate il soffritto

Ora mettete il burro in una pentola (19) di terracotta, e versateci dentro cinque cucchiai di olio extravergine di oliva (20). Mettete la pentola sul fuoco, frapponendo una retina di metallo per proteggerla dal fuoco, e fate sciogliere il burro (21) a fiamma media.

Il soffritto

Una volta sciolto il burro, aggiungetevi dentro la cipolla tritata (22) e la carota grattugiata (23). Quindi mettete anche i cubetti di pancetta (24) e fateli rosolare qualche minuto, e poi abbassate la fiamma al minimo. Da questo momento la cottura sarà sempre con il fuoco al minimo.

La carne

Mescolate bene (25) con il cucchiaio per far insaporire il soffritto, e una volta rosolata la pancetta e sciolto un pochino il grasso, aggiungete nella pentola i pezzi di coniglio (26). Se vi piace, aggiungete anche la testa. Fate rosolare bene i pezzi di coniglio da un lato, prima di girarli (27) per scottarli anche dall'altro lato.

Il vino

Una volta scottati i pezzi di coniglio, versate nella pentola il vino bianco (28) e fatelo sfumare per qualche minuto, prima di aggiungere anche le bacche di ginepro (29), e le foglie di alloro (30) ben lavate. Lasciate cuocere per circa un quarto d'ora con il coperchio.

I fegatini

Trascorso questo tempo, aggiungete anche i fegati tagliati (31), se vi piacciono, e dunque salate bene (32) tutte le carni. Quindi mescolate e girate di nuovo la carne (33), per farla insaporire.

Il brodo

Lasciate insaporire qualche minuto e aggiungete le olive nere (34). Quindi, dopo qualche minuto, iniziate ad aggiungere il brodo vegetale (35), ben caldo, fino a coprire interamente la carne. Quindi coprite con il coperchio (36) e fate cuocere per circa un'ora, sempre con la fiamma al minimo.

La preparazione finale

Dopo questa lunga cottura, togliete il coperchio e alzate la fiamma, per restringere il brodo, facendolo evaporare. Quindi aggiungete la farina (37), in modo da far condensare il sughetto di fondo, girando bene con il cucchiaio di legno (38). Quando avrete un sughetto denso, spegnete il fuoco e impiattate (39), per servire subito in tavola ancora caldo. Versate copra la carne impiattata il sughetto di fondo assieme alle bacche di ginepro e le olive nere, eliminando le foglie di alloro.

Domande frequenti

  • Qual è il metodo migliore per pulire e tagliare il coniglio prima della cottura?
    Per preparare correttamente il coniglio, inizia rimuovendo la testa e il fegato, eliminando accuratamente qualsiasi residuo di grasso interno e intorno ai reni. Utilizzando una mannaia affilata, seziona il corpo: stacca le cosce posteriori intere, apri la pancia a metà per separare il petto dalle zampe anteriori, e dividi infine le due cosce. Dopo aver tagliato il fegato a pezzi, lava accuratamente ogni porzione di carne sotto acqua corrente fredda e tamponala bene con carta assorbente o un canovaccio pulito per eliminare l'eccesso di umidità. Questo passaggio è fondamentale per ottenere una rosolatura efficace e un sapore intenso.
  • Come si regola la cottura per evitare che il coniglio risulti stopposo?
    La chiave per un coniglio tenero è la lentezza. Dopo aver rosolato bene la carne e sfumato con il vino, aggiungi il brodo vegetale caldo fino a coprire quasi completamente gli ingredienti. Copri la pentola e porta a ebollizione, poi abbassa immediatamente la fiamma al minimo. Lascia cuocere a fuoco bassissimo per circa un'ora. Questa cottura lenta e dolce permette alle fibre muscolari di ammorbidirsi senza indurirsi. Alla fine, alza leggermente la fiamma per restringere il sughetto e addensarlo con un po' di farina, ottenendo una consistenza succosa e non acquosa.
  • Posso utilizzare il fegato del coniglio nella ricetta o devo eliminarlo?
    Il fegato può essere utilizzato ed è considerato una prelibatezza in molte tradizioni culinarie, incluso il Lazio. Tuttavia, richiede attenzione: va privato di eventuali membrane esterne e tagliato a pezzi dopo aver rimosso il grasso eccessivo. Aggiungilo alla pentola solo dopo che la carne principale ha già assorbito i sapori delle erbe e del vino, poiché cuoce molto più velocemente. Se preferisci una texture più uniforme o temi che possa risultare troppo compatto, puoi tranquillamente saltarlo; il piatto rimarrà comunque gustoso grazie agli altri ingredienti aromatici come ginepro e alloro.
  • Che tipo di vino è consigliato per sfumare e accompagnare il coniglio in umido?
    Per la sfumatura iniziale, opta per un vino bianco secco, strutturato e profumato, che resista bene alla cottura senza diventare acido. Un vino locale dei Castelli Romani sarebbe ideale per esaltare la tradizione del piatto. Per l'abbinamento a tavola, hai ampia libertà: un bianco erbaceo e minerale bilancia perfettamente la ricchezza della pancetta e del burro, mentre un rosso giovane, leggero e fruttato (con note di sottobosco) contrasta piacevolmente la sapidità delle olive nere e del ginepro. Evita vini troppo tannici o invecchiati che potrebbero coprire i sapori delicati della carne.
  • Qual è lo scopo dell'aggiunta della farina verso la fine della preparazione?
    La farina viene aggiunta nell'ultima fase, dopo che la carne ha terminato la cottura lunga e il liquido di cottura si è parzialmente ridotto. Il suo ruolo principale è quello di agente addensante: mescolata direttamente nel sughetto caldo e girata energicamente, crea una leggera emulsione che lega i sapori e dà corpo al condimento, trasformandolo da liquido a una salsa densa e avvolgente. Non va usata all'inizio per infarinare la carne, ma solo ora per chiudere il piatto, assicurandosi che il sugo resti appiccicato ai pezzi di coniglio quando servi.

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