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Aggiornato il 27 marzo 20134 capitoli5 domande frequenti
pennette al pomodoro

La pasta al pomodoro

La pasta al pomodoro è forse il più comune e conosciuto piatto italiano all'estero, e probabilmente il più cucinato. Difficile che un qualsiasi italiano non sappia fare un semplice sugo per la pasta, utilizzando pochi e comuni ingredienti. La pasta è sinonimo di Italia e la sua origine si perde fra leggende e ipotesi che la vedono di volta in volta importata da Marco Polo al ritorno dai suoi viaggi cinesi ma più probabilmente una sorta di pasta veniva già cucinata dal Neolitico in poi, anche se in forme e sapori nettamente diverse da quelle odierne. Il termine pasta infatti deriva dal greco pastam, che significa farina con salsa mentre le prime tracce scritte vengono datate intorno al 1350. Ma la pasta dovette attendere molto tempo prima di incontrare il suo condimento naturale, il sugo di pomodoro. Se infatti questo ortaggio di origine americana venne introdotto in Europa una cinquantina di anni dopo la scoperta del Nuovo Continente, fu solo a partire dalla metà del Seicento che il pomodoro iniziò a far parte della cucina del Vecchio Continente, mentre dovette attendere ancora un po per vedere la colorazione rossa del suo succo. I primi pomodori importati infatti avevano una colorazione dorata, cambiata poi dal caldo clima dell'Italia meridionale nella classica colorazione rossa di oggi.

Le penne al pomodoro

Le penne al pomodoro sono forse il piatto più cucinato in Italia, con migliaia di preparazioni al giorno, grazie all'estrema semplicità e velocità della ricetta. Per il sugo di pomodoro è consigliato utilizzare le penne rigate, che trattengono meglio il condimento. Per quattro persone procuratevi: 400 gr di penne rigate 300 gr di passata di pomodoro 1 cipolla bianca di media grandezza 1 gambo di sedano ½ carota 50 gr di parmigiano grattugiato 20 cl di vino bianco olio extravergine d'oliva

La preparazione del soffritto

Il soffritto per la salsa di pomodoro è quello classico italiano che prevede la cipolla, il sedano e le carote. Tritate la cipolla, tagliate la carota a cubetti e il sedano a semirondelle. Ponete quindi 4 cucchiai d'olio in una pentola e soffriggete fino a dorare il soffritto. Sfumate quindi con il vino bianco.

La preparazione del sugo

A questo punto non vi resta che mettere la salsa di pomodoro nella pentola, salare e iniziare a cuocere a fuoco moderato. Ponete quindi una pentola d'acqua a scaldare per cucinare la pasta. Il tempo necessario per bollire l'acqua e i minuti di cottura delle penne, circa 11 minuti, saranno più che sufficienti a preparare un sugo buono e gustoso. Una volta cotta scolate la pasta e ponetela nel pentolino del sugo, mescolando bene per circa un minuto. Quindi impiattate e mettete il formaggio sulla pasta per ogni piatto.

Domande frequenti

  • Perché è fondamentale usare le penne rigate invece di quelle lisce?
    Le penne rigate sono la scelta ideale perché la loro superficie ruvida offre una maggiore aderenza al sugo rispetto alle penne lisce. Questa caratteristica permette al condimento di penetrare leggermente nelle scanalature e di restare attaccato alla pasta durante la mantecatura finale. Di conseguenza, ogni boccone sarà più saporito e uniforme, evitando che il pomodoro scivoli via o si accumuli sul fondo del piatto. Utilizzare formati rugosi come le penne rigate assicura quindi una distribuzione ottimale del sapore in ogni morso.
  • Qual è il ruolo del vino bianco nella preparazione del sugo?
    Il vino bianco viene utilizzato per sfumare il soffritto, ovvero dopo aver fatto rosolare cipolla, sedano e carota. Questo passaggio serve a eliminare gli alcolici e a concentrare gli aromi della verdura, aggiungendo acidità e freschezza al sugo. L'evaporazione dell'alcol porta via eventuali note aspre o amare, lasciando un profumo delicato che bilancia la dolcezza naturale del pomodoro. È importante lasciar evaporare completamente l'alcol prima di aggiungere la passata, per evitare sapori residui sgradevoli.
  • Quanto tempo richiede la cottura del sugo rispetto alla pasta?
    La cottura del sugo deve avvenire a fuoco moderato e può coincidere quasi interamente con il tempo di ebollizione dell'acqua per la pasta. Poiché le penne richiedono circa 11 minuti di cottura, il sugo ha esattamente quel lasso di tempo per amalgamarsi e sviluppare i sapori senza bisogno di cotture prolungate. Un sugo troppo lungo potrebbe risultare acido o stopposo, mentre una cottura breve mantiene viva la freschezza del pomodoro. Basta monitorare la consistenza: quando la pasta è pronta, il sugo dovrebbe essere lucido e avvolgente.
  • Come si ottiene una mantecatura perfetta tra pasta e sugo?
    La chiave per una mantecatura riuscita è trasferire la pasta scolata direttamente nella padella contenente il sugo caldo, non viceversa. Mescolare energicamente per circa un minuto permette all'amido rilasciato dalla pasta di legarsi ai grassi dell'olio e agli elementi acquosi del pomodoro, creando una crema omogenea. Questo processo evita che la pasta si secchi nel piatto e garantisce che ogni singolo pezzo sia rivestito uniformemente. Aggiungere un mestolo di acqua di cottura durante questa fase aiuta ulteriormente a fluidificare il composto senza diluirne il gusto.
  • Quando è il momento migliore per aggiungere il Parmigiano Reggiano?
    Il Parmigiano Reggiano grattugiato va aggiunto esclusivamente a fuoco spento, al momento dell'impiattamento o subito dopo la mantecatura. Se aggiunto durante la cottura del sugo, il calore eccessivo potrebbe alterarne il sapore delicato e renderlo gommoso o separare i grassi. Spolverizzarlo sopra il piatto finito preserva il suo aroma intenso e la texture granulosa, offrendo un contrasto gradevole con la morbidezza della pasta. Inoltre, il sale contenuto nel formaggio contribuisce a esaltare naturalmente la sapidità del piatto, riducendo la necessità di aggiungere altro sale.

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